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Napoli è una capitale colma di risorse culturali e civili. Manfredi saprà valorizzarle?

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La vera sfida per Manfredi sarà quella di rendere Napoli una città in grado di offrire opportunità di crescita e riscatto sociale per tutti

Luigi Rispoli

Diciamo la verità, nessuno avrebbe puntato un euro sulla vittoria di Manfredi al primo turno e, soprattutto, nessuno avrebbe mai potuto immaginare che l’ex rettore potesse raccogliere molti più voti del totale raccolto dalla sua coalizione. Questa investitura, al netto delle percentuali assai modeste dei votanti, rappresenta comunque una importante affermazione sul piano personale che obbliga il neosindaco ad una forte assunzione di responsabilità nei confronti della città.

I problemi che da subito si troverà ad affrontare, oltre a quello della formazione della squadra che lo coadiuverà in questa difficile impresa, sono ormai noti. L’eredità lasciata da de Magistris è pesante, chi pensava che il sindaco con la bandana scherzasse quando diceva «scassiamo tutto» ha dovuto ricredersi alla conclusione di dieci anni pesanti che hanno fatto fare alla città passi da gigante ma all’incontrario.

La priorità più pressante sembra essere quella del recupero di risorse per compensare il grave deficit economico, quasi tre miliardi, ereditato dalla gestione precedente ma Manfredi sbaglia, come sta facendo anche in questi giorni, a stare col cappello in mano aspettando un generoso intervento del governo nazionale.

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A mio parere il ‘Patto per Napoli’ è, come è stato più volte detto, il ‘Pacco per Napoli’. Immaginare un trasferimento straordinario dello Stato solo per la nostra città è un puro esercizio di fantasia. In Italia il sistema degli enti locali è in ginocchio ovunque e il nostro comune non è l’unico colpito da una grave crisi economica per cui il problema o si affronta nella sua complessità, ed oggi mi sembra difficile che il governo possa trovare le risorse necessarie, oppure si andrà avanti obbligando le amministrazioni a trovare altre forme di reperimento delle risorse.

L’utilizzo dei soldi del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza

Per questo motivo risulterà fondamentale l’utilizzo dei soldi del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza per il quale ci sarà una gestione su più livelli e che inciderà in particolare in alcuni settori come la transizione ecologica, le opere pubbliche, la digitalizzazione.

Tutto ciò presuppone, però, superare le criticità organizzative di una macchina amministrativa, quella di Palazzo San Giacomo, che già in passato ha posto con forza il tema della capacità non solo di spesa, ma anche di gestione degli appalti per l’effettiva realizzazione dei progetti.

Bene ha fatto Manfredi, quindi, nelle prime dichiarazioni, a porre l’accento sullo stato di salute attuale di un Comune che oggi appare decisamente sottorganico, con un personale fortemente demotivato da anni nei quali anche le professionalità interne sono state completamente ignorate e mortificate.

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I temi che ricorreranno nei progetti che saranno finanziati con il Pnrr avranno come principali obiettivi la promozione di sistemi di trasporto sostenibili, occupazione sostenibile, inclusione sociale e lotta a ogni forma di povertà e discriminazione. Una opportunità da cogliere, forse l’ultima, per consentire a Napoli di essere al pari con le grandi città europee.

L’altra emergenza che Manfredi si troverà ad affrontare, aggravata da alcuni gravissimi episodi accaduti nelle ultime settimane, riguarda la presenza della criminalità che ormai sembra essersi impadronita completamente di alcuni quartieri dettando la propria legge.

L’appello di monsignor Battaglia

Non è un caso che l’arcivescovo Domenico Battaglia ha lanciato un grido di dolore denunciando che «stanno uccidendo Napoli» e lanciando un appello ai cittadini, alle associazioni, alle Istituzioni locali e regionali, al Governo nazionale per un patto educativo per Napoli.

Così come il procuratore nazionale Federico Cafiero de Raho che ha elogiato Battaglia per le sue parole e ha chiamato direttamente in causa il neosindaco Manfredi affermando che «Un sindaco che abbia realmente voglia di partecipare alla riconquista della città per liberarla dalla camorra può fare tanto»

Ed ancora «Napoli deve recuperare il verde e dunque il rispetto dell’ambiente e restituire alla città i giardini comunali. La nuova amministrazione dovrà occuparsi dei trasporti e di tutto ciò che riguarda le comunicazioni fra i quartieri, in modo da consentire alle persone di muoversi liberamente, emarginando la camorra».

Una chiara indicazione a Manfredi per un impegno deciso nel contrasto alla malavita organizzata anche attraverso l’utilizzo della polizia municipale che può essere utilizzata come un’altra forza di polizia presente sul territorio, come in altre città accade già da tempo.

Sarà importante l’esempio fornito dalla nuova Giunta

Se vogliamo che Napoli diventi più bella e vivibile oltre alle buone scelte amministrative sarà importante l’esempio di sobrietà, onestà e rispetto delle procedure di legge e di trasparenza fornito dalla nuova Giunta. Fondamentale sarà garantire il rispetto dei diritti di tutti i cittadini perché Napoli è una capitale colma di risorse culturali e civili che aspettano solo di essere valorizzate.

La vera sfida per Manfredi sarà, quindi, quella di rendere Napoli una città in grado di offrire opportunità di crescita e riscatto sociale per tutti e per questo bisognerà garantire a tutti l’accesso ad educazione e servizi di qualità, la possibilità di sentire vicina l’istituzione comune in caso di bisogno grazie a servizi sociali di nuova generazione e all’estensione di occasioni di formazione al lavoro e socializzazione.

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