Giuseppe e Tullio ammazzati per errore, Palumbo chiede scusa: «Non volevo uccidere»

L’uomo, accusato di duplice omicidio, è stato interrogato a lungo. La sua ricostruzione non convince del tutto gli investigatori

C’è ancora incredulità a Portici ed Ercolano per quanto accaduto nella notte tra giovedì e venerdì. Dispiacere e rabbia per l’assurda morte dei due studenti Giuseppe Fusella e Tullio Pagliaro. Ammazzati per errore, perché scambiati per ladri in via Marsiglia, una zona abbastanza lontana dal centro di Ercolano ed isolata.

A sparare l’autotrasportatore Vincenzo Palumbo che tramite il suo legale ha fatto sapere di essere profondamente addolorato. «Il signor Vincenzo Palumbo chiede scusa ai familiari non voleva uccidere. Aspettiamo che la magistratura faccia il suo lavoro» ha riferito l’avvocato d’ufficio Francesco Pepe.

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L’uomo è accusato di duplice omicidio perché in via Marsiglia, ieri notte, ha aperto il grilletto contro i due ragazzi credendo fossero due ladri, esplodendo ben sei colpi di pistola con un’arma legalmente detenuta. A chiamare i carabinieri è stato proprio Palumbo, dicendo di avere sparato a «due ladri». Gli inquirenti sono a lavoro per vagliare la sua ricostruzione e per capire cosa sia successo esattamente.

A Portici proclamato il lutto cittadino per Giuseppe e Tullio

Intanto il sindaco di Portici, Enzo Cuomo, ha fatto sapere che verrà proclamato «il lutto cittadino perché il dolore per la uccisione di due ragazzi perbene ed innocenti avvolge una intera comunità quale è la nostra città. Poi ci sarà il momento dei perché e dei per come sia potuta accadere questa immane tragedia e noi ci saremo».

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«L’uccisione di due giovani ragazzi, Giuseppe e Tullio, due bravi ragazzi, due persone perbene, ha sconvolto la nostra comunità. Anche io, come tanti, sono stato travolto e rimasto incredulo dalla notizia. Sono andato a casa dei genitori di Giuseppe e ho parlato a telefono con il papà di Tullio» ha scritto il primo cittadino su Facebook.

«È impossibile – ha aggiunto – descrivere l’atrocità di un dolore tanto crudele come quello di non vedere più un figlio perché ammazzato con dei colpi di arma da fuoco per cause incredibili ed assurde. Quello che è successo a Giuseppe e Tullio sarebbe potuto accadere a ciascuno di noi o ad un nostro figlio, e questo attesta l’assurdità di una tragedia e la complessità del tempo che viviamo».

«Ho condiviso il dolore dei genitori e dei parenti di Giuseppe e Tullio, due ragazzi solari, due persone buone, due giovani apprezzati ed amati dalla nostra comunità. Saremo a fianco delle famiglie di Giuseppe e Tullio nel dolore, ma anche nella ricerca della verità dei fatti e nella richiesta di giustizia per due uccisioni di vittime innocenti strappate all’affetto dei genitori, delle sorelle e del fratello e di quanti, parenti ed amici, gli volevano bene» ha concluso Cuomo.

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