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Caserta, l’astensionismo ha favorito la riconferma di Carlo Marino

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Carlo Marino ha ottenuto una vittoria come quelle di Pirro contro i romani, e ci auguriamo che Caserta non dovrà pagarne un alto prezzo

Le previsioni erano scontate, solo una forte e consapevole partecipazione al voto avrebbe cambiato il risultato. L’analisi del voto si presta a tantissimi parametri di misura, e non dipende solo da chi l’effettua ma anche dai dati analizzati e confrontati. Quindi, non esiste una sola ma infinite analisi dei risultati elettorali.

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Marino confermato sindaco induce ad affermarne la vittoria, di certo possiamo solo riconoscere che resterà, per i prossimi 5 anni, allocato a palazzo Castropignano. Con una manciata di voti ha superato al ballottaggio l’avversario confermandosi sindaco di 1/5 della città. Che non abbia ottenuto una vittoria politica è facile dimostrarlo, al massimo ha ottenuto la riconferma elettorale, dipende sempre dai dati che si vogliono analizzare. Il sistema elettorale, secondo turno, prevede l’ottenimento di un solo voto in più tra i due contendenti per stabilirne il vincitore. Da quest’angolazione Marino ha solo superato di poco il suo competitor.

Per sintesi e promemoria ricordiamo che al primo turno erano candidati 7 pretendenti alla carica di primo cittadino. Di questi per loro storia e dichiarazioni, 5 si presentavano alternativi ai maggiori contendenti ancorché orientati nelle stesse aree politiche di Marino centrosinistra e Zinzi centrodestra. La partecipazione al voto con poco più del 50% degli elettori, in tendenza nazionale, ha evidenziato la sfiducia alla politica ed ai suoi rappresentanti nazionali e locali. Pertanto, trattare il risultato di Caserta e degli altri comuni d’Italia, interessati al ballottaggio, non si può non tenere conto che la stragrande maggioranza degli italiani non hanno partecipato alle scelte.

Per calarsi e comprendere la realtà casertana, più dei numeri analizzeremo fatti e dichiarazioni dei maggiori attori partecipanti allo spettacolo.

Carlo Marino, espressione del PD sostenuto da più liste eterogenee, dichiara d’avere vinto contro tutto e tutti eludendo ciò che in effetti è la realtà. Giampiero Zinzi, espressione di 3 facce partitiche e liste fai da te (la Lega di lotta di popolo, F.d.I. d’opposizione e F.I. di governo), dichiara d’accontentarsi d’aver ottenuto, nella sconfitta del centrodestra, il migliore risultato della Campania e d’Italia. Tresca segretario del PD casertano dichiara di volere ridare dignità alla nostra città capoluogo, evidentemente è consapevole d’avergliela fatta perdere nei trascorsi 5 anni mariniani.

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Non dice di avere ottenuto solo 4 consiglieri come gruppo PD (8,77%), due forse allineati Comunale e Dionisi e due (ex sottoscrittori di sfiducia a Marino-Tresca, Greco padre e Enzo Battarra) eletti da correnti critiche ed esterne alla città. Il PD, per governare la città dovrà fare i conti con 7 consiglieri della civica Moderati (12,38%), espressione dei maggiori padroni di voti. Lista composta con i poteri di “capizona”, lobby del cemento selvaggio, consumo di suolo ad oltranza e continuità di coltivazione cave. Non osiamo immaginare come Marino riuscirà a comporre la nuova giunta, stritolato come sarà da forze non certamente votate all’interesse di tutti.

Altro che impegni da mantenere con i programmi partecipativi, ordine e sicurezza da medaglia d’oro, ambientalisti solidali e ecologici, Macrico F2 e Biodigestore fuori da Caserta. Come quantizzerà le cambiali con i 5 Stelle e con l’eterno Mastella indirizzato ad occupare scenari nazionali nella costruzione della nuova casa dei moderati? Quale ruolo avranno i renziani tessitori della vasta area liberal-democratica con Calenda, Totti, Cesa, Cicchitto, Rotondi & C.

Non ultimo, come sazierà gli appetiti dei fascistelli mai pentiti dalle origini certe e profonde? Considerato che a breve inizieranno a soffiare venti impetuosi sulla legge di bilancio e finanziaria (patrimoniale, revisione estimi catastali, quota 100, reddito di cittadinanza, ecc.); tenuto conto dell’elezione del nuovo inquilino del Quirinale, nuova legge elettorale per il rinnovo del Parlamento nel 2023, nuovi soggetti elettorali d’assemblare, non si comprende come Carlo Marino a Caserta e Errico Letta a Roma potranno continuare ad affermare d’aver vinto col PD.

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Il PD casertano di Tresca potrà forse disporre di 4 consiglieri, uno in più di Italia Viva e Noi Campani (Mastella) e 3 in meno del listone dei moderati capizona padroni dei voti. Il PD di Marino somma l’8,77% dei voti validi ottenuti (53,65%) a fronte del 10,57% ottenuto dalla lista Zinzi per Caserta …ed ancora la definiscono vittoria. Per non rendere difficile la comprensione dei dati ci fermiamo, non aggiungiamo altri parametri a confronto col PD, i suoi alleati e gli avversari. Con ragione sosteniamo la sconfitta del duo Marino-Tresca, e le pene le pagheranno i casertani

Non è da meno il centrodestra. Forza Italia, tra le cui fila hanno militato Marino, Zinzi, Del Gaudio & C., non ha più rappresentanza consiliare. Durante questa meraviglia di competizione s’è perso per strada anche il presidente della provincia (ex MSI, AN) Giorgio Magliocca. Illuminato dai «voti di scambio» tra presidenza ANCI Campania per Carlo Marino in cambio del suo mantenimento nella poltrona all’Ente Provincia di Caserta. L’assenza dei cittadini al voto nasce dal giudizio negativo ai partiti e candidati. In quest’ambito non si comprende l’enfasi di Cerreto (F.d.I.) soddisfatto d’essere il primo partito in città rispetto a chi e a cosa?

Politico con apparato di partito più 2 senatori Petrenga e Barbaro e un consigliere regionale Alfonso Piscitelli, canta vittoria per avere rastrellato solo 2 consiglieri comunali (Santonastaso e Napolitano). Non dice d’averne uno in meno di Zinzi (Dello Stritto – Del Rosso- Schiavo) e Italia Viva (Maietta, Peluso, Antonucci), parità con Caserta TU (Del Gaudio – Desiderio) e Speranza per Caserta (Vignola – Fusco). La questione è sempre uguale, se si vuole si può affermare tutto ed il contrario dello stesso. Il centrodestra può dichiarare d’avere vinto in ambito nazionale con + 0,4% F.d.I., + 0,2 % Lega e + 0,2 % F.I., contenti loro. Nessuno si scandalizza della disaffezione al voto, e continuando di questo passo, sarà sempre peggio.

Carlo Marino è stato confermato sindaco di 1/5 dei casertani, il rimanente della città fa parte dei «disaffezionati al voto», dei non aventi voce né diritti e nessuno se ne scandalizza.

Carlo Marino ha vinto nella sconfitta. Non avrebbe avuto riconferma senza l’apporto dei voti di 7 liste con l’aggiunta della sinistra non allineata al primo turno: Raffaele Giovine e Romolo Vignola, la lista di quest’ultimo, con l’elezione di Marino, ha ottenuto un consigliere in più. Marino è stato riconfermato anche grazie alla benevola indicazione di Errico Ronzo di Partecipo e dei consigli a non votare Zinzi dell’ottimo Pio Del Gaudio.

Marino dovrà fare i conti con una città sfiduciata e sempre più lontana dai partiti e dai loro rappresentanti. Notare la non rielezione del capogruppo e del presidente del C.C. (entrambi PD), Boccagna e De Florio, della cambiacasacca Credentino passata dal centrodestra al centrosinistra, degli scaldasedia Bove e Mariano, dell’erede di Garofalo e dei battaglieri Naim e Apperti. Carlo Marino ha ottenuto una vittoria come quelle di Pirro contro i romani, e ci auguriamo che Caserta non dovrà pagarne un alto prezzo.

Tutti parlano d’avere vinto, nessuno dice che in ballo non c’era il posto in Consiglio ma la capacità di sapere erogare servizi alla città. Da dopodomani torneremo ad osservare e informare nella consapevolezza di servire la Res Pubblica, per il valore che ha e che merita, non certo per il mucchio selvaggio incapace d’intendere e volere.

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