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Decreto fiscale, tutte le misure del provvedimento

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Dalla quarantena covid alle cartelle esattoriali, dalla cassa integrazione al reddito di cittadinanza, dai congedi parentali alla sicurezza sul lavoro: ecco le misure del decreto fiscale.

CARTELLE FISCALI – Cinque mesi di tempo per l’adesione spontanea alle cartelle fiscali notificate dal primo settembre al 31 dicembre 2021. La misura, contenuta nel decreto legge fiscale, viene illustrata da palazzo Chigi al termine del Consiglio dei ministri che ha dato il via libera al provvedimento. «Viene prolungato a 150 giorni dalla notifica, in luogo di 60, il termine per l’adempimento spontaneo delle cartelle di pagamento notificate dal primo settembre al 31 dicembre 2021», si legge nella nota. «Fino allo scadere del termine dei 150 giorni non saranno dovuti interessi di mora e l’agente della riscossione non potrà agire per il recupero del debito».

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QUARANTENA – Fino al 31 dicembre 2021 il periodo che i lavoratori trascorrono in quarantena, a causa del Covid, con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva , si legge nella bozza, «è equiparato a malattia ai fini del trattamento economico previsto dalla normativa di riferimento e non è computabile ai fini del periodo di comporto». Il costo della norma si avvicina a 1,2 miliardi di euro.

I datori di lavoro del settore privato con obbligo previdenziale presso le gestioni dell’Inps, per il periodo dal 31 gennaio 2020 fino al 31 dicembre 2021, «hanno diritto a un rimborso forfettario per gli oneri sostenuti relativi ai propri lavoratori dipendenti non aventi diritto all’assicurazione economica di malattia presso l’Inps. Per ciascun anno solare, il rimborso è riconosciuto al datore di lavoro una tantum per ogni singolo lavoratore, ed è previsto solo nei casi in cui la prestazione lavorativa, durante l’evento, non possa essere svolta in modalità agile». Il rimborso è erogato dall’Inps, per un importo pari a 600 euro per lavoratore, previa presentazione della domanda.

CASSA INTEGRAZIONE – Il decreto il rifinanziamento della cassa integrazione per i datori di lavoro che sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi connessi all’emergenza covid-19. Nelle bozze visionate la proroga è di 13 o 9 settimane da utilizzare nel periodo tra il primo ottobre e il 31 dicembre, per una spesa complessiva di oltre 800 milioni. Palazzo Chigi informa che nel decreto legge è previsto anche il rifinanziamento del reddito di cittadinanza, con 200 milioni nel 2021.

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CONGEDI PARENTALI – I lavoratori dipendenti o autonomi genitori di minori di 14 anni possono astenersi dal lavoro nel caso in cui sia sospesa l’attività didattica o educativa del figlio per tutta o in parte la durata dell’infezione o per la quarantena disposta dalle autorità competenti. Nelle bozze visionate la norma prevede il riconoscimento un’indennità pari al 50% della retribuzione.

SICUREZZA LAVORO – Il decreto «interviene con una serie di misure sul mondo del lavoro, a cominciare dalla sicurezza sui luoghi di lavoro: le norme approvate consentiranno infatti di intervenire con maggiore efficacia sulle imprese che non rispettano le misure di prevenzione o che utilizzano lavoratori in nero». L’obiettivo «è quello di incentivare e semplificare l’attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di un maggiore coordinamento dei soggetti competenti a presidiare il rispetto delle disposizioni per assicurare la prevenzione».

DIFESA – Al fine di accelerare il completamento dei programmi di ammodernamento e rinnovamento destinati alla difesa nazionale per l’anno 2021, si legge nella bozza, è autorizzata la spesa di euro 340 milioni. Le risorse, che andranno in particolare al rinnovamento e ammodernamento dei sistemi d’arma, delle opere, dei mezzi e dei beni direttamente destinati alla difesa nazionale, vengono ‘anticipate dal 2022 a quest’anno.

PROTEZIONE CIVILE – Il fondo per fronteggiare le emergenze causate dagli eventi alluvionali viene incrementato di 187 milioni per l’anno 2021. Le nuove risorse, si legge nella bozza, saranno gestite dalla Protezione civile.

La norma prevede che gli interventi saranno coordinate attraverso le ordinanze di della Protezione civile e dovranno riguardare: organizzazione ed effettuazione degli interventi di soccorso e assistenza alla popolazione interessata dall’evento; ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture di reti strategiche; attivazione di prime misure economiche di immediato sostegno al tessuto economico e sociale nei confronti della popolazione; realizzazione di interventi, per la riduzione del rischio residuo nelle aree colpite dagli eventi calamitosi; ricognizione dei fabbisogni per il ripristino delle strutture e delle infrastrutture.

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