Il 33enne fu ucciso davanti alla moglie
È stato arrestato al ritorno da Ibiza l’uomo che, secondo la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, avrebbe contribuito a organizzare l’agguato costato la vita a Salvatore De Marco, il 33enne ucciso in auto lo scorso 2 marzo a San Giovanni a Teduccio.
La polizia di Stato ha eseguito nella serata di ieri, all’aeroporto di Capodichino, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. di Napoli su richiesta della DDA. Il destinatario del provvedimento è un pregiudicato gravemente indiziato di concorso in omicidio e detenzione e porto illegali di arma da fuoco, reati aggravati dal metodo mafioso.
L’indagine, condotta dalla Squadra Mobile e coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia partenopea, riguarda l’omicidio avvenuto il 2 marzo in via Sorrento, nel quartiere San Giovanni a Teduccio. De Marco fu ucciso in pieno giorno mentre era in auto con la moglie. Secondo la ricostruzione investigativa, l’indagato, ritenuto esponente del clan D’Amico-Mazzarella, storicamente egemone nel quartiere, avrebbe agito in concorso con altri, tra cui l’autore materiale degli spari. La vittima era un esponente del contrapposto sodalizio camorristico dei Rinaldi.
Gli investigatori sono arrivati all’identificazione anche attraverso l’analisi di numerose immagini di videosorveglianza acquisite lungo i percorsi seguiti prima e dopo l’agguato dagli esecutori materiali e dai complici. All’uomo viene contestato di aver deliberato, programmato, organizzato e partecipato all’esecuzione di De Marco. Secondo l’accusa, avrebbe svolto sopralluoghi e attività di ricerca della vittima, procurato e custodito nei giorni precedenti l’autovettura usata dai killer e recuperato il conducente dopo l’abbandono del mezzo in un luogo isolato. L’arresto è scattato appena l’aereo di linea proveniente da Ibiza è atterrato a Capodichino. L’indagato, rientrato da una vacanza con amici e familiari, è stato bloccato mentre si trovava ancora a bordo.



