Be Pride al Caruso, voci e pianoforti per l’uguaglianza

Alla Sala Wagner musica e inclusione contro le discriminazioni

Una giornata dedicata all’uguaglianza, costruita attraverso arie celebri, villanelle, musica sacra e pianoforte a più mani. Be Pride, ospitato mercoledì 24 giugno nella Sala Wagner del Caruso, a Belmond Hotel, ha trovato nella direzione artistica del M° Giancarlo Amorelli uno dei suoi elementi di rilievo.

Compositore, preparatore e direttore, il M° Giancarlo Amorelli ha avuto un ruolo centrale nella costruzione musicale dell’iniziativa: ha formato l’ensemble, guidato il lavoro degli interpreti e firmato il Mater Dei della seconda parte, contribuendo a dare forma artistica al messaggio contro ogni forma di omofobia e discriminazione sessuale.

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L’evento ha scelto la musica come linguaggio universale per celebrare l’uguaglianza. Un percorso costruito attraverso voci liriche, giovani pianisti, coro e composizioni capaci di unire ricerca musicale, scena e valore civile.

Il contributo del M° Amorelli al percorso musicale

Prima dell’esecuzione, il M° Giancarlo Amorelli ha introdotto il pubblico alle arie e alle composizioni in programma, accompagnando il concerto con riferimenti musicali, storia delle partiture, aneddoti e percorsi di ricerca. Il suo contributo ha dato coerenza al programma, inserendosi nel lavoro corale degli altri protagonisti coinvolti.

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Nel racconto musicale sono entrati Mozart, Haendel, partiture ricomposte, finali discussi e vicende segnate da intrighi, gelosie e misteri. Un modo per trasformare l’attesa del concerto in parte integrante dell’esperienza.

Accanto ad Amorelli, il M° Gabriele Ottaiano, presente con la classe di pianoforte del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli, e il M° Patrizia Porzio, figura di raccordo nella realizzazione dell’iniziativa.

Le voci di Troiano e D’Emma

Tra i protagonisti, il soprano Anna Paola Troiano, impegnata in una doppia presenza scenica: nella prima parte dell’esibizione in abiti maschili, nella seconda nel ruolo della Madonna. Con lei Vittorio D’Emma, giovane controtenore di Cetara, interprete di una vocalità morbida e duttile, chiamato a sua volta ad attraversare ruoli femminili e maschili.

La prima parte en travesti, con arie celebri e villanelle, ha aperto il concerto in una chiave coerente con il messaggio di Be Pride: superare categorie rigide e affidare alla musica uno spazio di libertà, riconoscimento e inclusione.

I giovani pianisti coinvolti sono stati Sabrina Cirillo, Antonio Scovotto, Gabriele Maiello e Giuseppe Pio Ottaiano, figlio del M° Gabriele Ottaiano. Giuseppe Pio Ottaiano suona anche il violino e frequenta l’Università.

In sala era presente anche Antonio Deliso, basso-baritono del Teatro San Carlo. Alla seconda parte hanno preso parte cinque studentesse cinesi del Conservatorio di Napoli, inserite nel coro e chiamate a rappresentare gli angeli nel Mater Dei firmato dai maestri Amorelli e Ottaiano, a sostegno della voce della Madonna interpretata da Anna Paola Troiano.

Dal Mater Dei al pianoforte a otto mani

Il Mater Dei ha rappresentato uno dei momenti più intensi dell’evento. La composizione, firmata dai maestri Giancarlo Amorelli e Gabriele Ottaiano, ha portato nella Sala Wagner una suggestione liturgica trasformata in fusione di voci, presenze sceniche e sensibilità artistiche.

La chiusura è stata affidata a una serie di esecuzioni al pianoforte per sei e otto mani. Nell’ultima composizione, quattro pianisti hanno condiviso la tastiera in un viaggio di circa dieci minuti nella musica napoletana, da Reginella a O Surdato ‘nnamurato, tra tarantelle e Tammurriata. Il pubblico è stato coinvolto con un battito di mani ritmico, seguito da un applauso sentito.

Non c’è stato un bis, ma le emozioni hanno accompagnato a lungo il team, gli ospiti stampa, la General Manager Iolanda Mansi, che ha reso possibile l’evento, e il reparto Risorse Umane della struttura, con la Manager Sabrina Giordano, che ha sostenuto l’iniziativa fin dall’inizio.

La giornata del 24 giugno 2026 al Caruso si è chiusa lasciando il senso di un’esperienza condivisa, nella quale voci, pianoforti, coro e direzione musicale hanno trasformato il messaggio di Be Pride in un momento di arte, bellezza e uguaglianza.

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