Amministrative Caserta, per il Centrodestra obbligatorio vincere al primo turno

Se a Caserta il centrodestra è gracile di salute, il centrosinistra, col suo variegato mondo civico, è mantenuto in “coma farmacologico”, ma sempre pronto a scattare in piedi.

I motivi non sono riconducibili solo allo sgretolamento dei “partiti apparato”, ex fucine di cultura di governo. La crisi è del sistema tutto, di cui si sente l’urgenza delle riforme. Riforme sempre richieste, promesse e mai attuate. Next Generation EU l’obbliga con patti e condizioni al Recovery Fund, il banchiere Draghi, futuro (carnefice del CDX) presidente della Repubblica, saprà e dovrà realizzarle.

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Il centrosinistra casertano, gestore di poteri forti, saprà invertire le tendenze negative e mantenere il governo della città? Si vedrà, è presto a dirlo. Di fatto Carlo Marino, eccellente ad intrecciare cestini con verghe, canne, succhioni d’olivo e altri vegetali disponibili, conta sul governatore regionale De Luca, la sua presidenza all’ANCI Campania, oltre al governo nazionale Draghi. Le incapacità amministrative, l’arroganza del potere e l’assenza d’ascolto dei cittadini, riscontrate più dal civismo d’aria sinistra, che dal centrodestra e cosiddetta opposizione, verranno dimenticate al secondo turno elettorale (ballottaggio).

I fatti in casa Centrodestra, tavoli romani con i reciproci veti, Lega, forzisti e patrioti se non convergeranno e con urgenza su un unico candidato, aggregante anche il civismo d’area, la sconfitta è scontata.

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Spieghiamo.

L’autarchica (solitaria) candidatura del Marino bis, falsamente subita dal PD, il proliferare del civismo di sinistra, cattolico, ambientalista, del volontariato non allineato, laico, ex democristiano, in aggiunta a socialisti, renziani e azionisti di Calenda, sono presagio di sicura alleanza al secondo turno. Al momento sono annunciate 15 liste puntanti al frazionamento. Improbabile la sostituzione di Marino al 1° turno, puntano a condizionarlo per costringerlo, a più miti consigli, al secondo turno.

Ai più, il condizionamento d’area potrebbe apparire plurale e democratico. Ai meno, di fatto è anticipatore dell’ingovernabilità di Caserta. Lo straccio logoro, cui è ridotta l’amministrazione comunale, sottoposto ad altro periodo di tensioni risulterebbe fatale. La città ha bisogno e con urgenza di un governo stabile e da media e lunga programmazione. Ha bisogno di certezze frutto di scelte condivise dal basso e non calate dall’alto come avviene con l’attuale sindaco. Per cui il Cdx ha l’obbligo di smettere di fare melina, trovare la quadra sul civismo d’area e puntare alla vittoria al primo turno . Tutto il resto, è sconfitta certa.

Inconcepibile, disastroso, irresponsabile l’attuale comportamento dei capi e capetti, eletti o nominati, del Cdx rispetto alle sorti di Caserta. A nulla serviranno le truppe cammellate, i pacchetti di voti serbati in cassaforte, i casertani pretendono risposte per il cambiamento, l’ipotesi del Marino bis non lo contempla. In epoca di pandemia la profilassi indica di “lavarsi le mani”, non osiamo credere l’uso attento di questa profilassi ad opera del Centrodestra. La città non perdonerebbe.

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