Napoli, Golfo e Faraglioni di Capri devastati per raccogliere datteri di mare: 19 misure

Devastavano l’ecosistema marino attorno ai Faraglioni di Capri e nel Golfo di Napoli per individuare e raccogliere datteri di mare. Per questo motivo sono state disposte complessivamente 19 misure cautelari personali, delle quali 6 di custodia carceraria e 6 di custodia domiciliare, nei confronti di altrettante persone.

I due sodalizi criminali erano dediti, secondo quanto emerso dall’inchiesta diretta dalla Procura di Napoli e delegata alla Guardia di Finanza, con modalità organizzate e professionali, alla raccolta indiscriminata dei molluschi. Pratica vietata da diverse convenzioni internazionali e direttive comunitarie, ed anche a livello nazionale.

Pubblicità

La speciale tutela è giustificata dal grave ed irreparabile danno che subisce la scogliera e l’ecosistema sottomarino a seguito della frantumazione necessaria a estrarre i pregiati molluschi, i quali necessitano di almeno 30 anni per incunearsi nella roccia calcarea e raggiungere, così, una misura idonea alla collocazione commerciale.

I reati contestati, a vario titolo, sono associazione a delinquere aggravata perché finalizzata alla consumazione di delitti ambientali, inquinamento e disastro ambientale, danneggiamento e ricettazione.

Pubblicità

Le indagini, riferiscono gli inquirenti, sono durate oltre tre anni e hanno disvelato l’esistenza di un vasto mercato illecito dei datteri di mare, con le due organizzazioni che avevano stabilito un vero e proprio rapporto di mutua assistenza per procacciare il prodotto ittico, specie nei periodi di maggiore domanda, quasi sempre in coincidenza delle festività natalizie e pasquali, quando per un chilo di datteri gli acquirenti erano disposti a pagare fino a 200 euro.

Gli appartenenti ai due gruppi delinquenziali si dedicavano, in maniera costante e abitudinaria, sia al prelievo dei ‘datteri di mare’, catturati mediante la contestuale distruzione di interi tratti di scogliera campana, che alla successiva commercializzazione degli stessi presso numerosi ristoranti e pescherie della regione, nonché presso una variegata clientela, composta anche da esponenti di famiglie malavitose napoletane.

Sono, in particolare, oltre 100 i soggetti, individuati nel corso delle indagini, a vario titolo operanti nell’ambito del ‘mercato nero’ del dattero di mare. Nelle conversazioni intercettate, viene spesso utilizzato un codice segreto per evitare il riferimento esplicito alla specie protetta, nella piena consapevolezza della illeicità del relativo commercio.

Nei confronti di sei indagati è stata adottata la misura custodiale in carcere: trattasi dei vertici dei due sodalizi, ritenuti responsabili della devastazione ecosistemica cagionata attraverso lo spregiudicato prelievo dei datteri dalle coste di Napoli e Capri. Per altri sei, è stata invece decisa la custodia domiciliare.

Quattro saranno obbligati a presentarsi quotidianamente presso gli uffici della Polizia Giudiziaria e per tre è stato disposto il divieto di dimora. In particolare, due militari, indagati per favoreggiamento e rivelazione di segreto d’ufficio, non potranno dimorare nella Regione Campania.

L’ordinanza dispone altresì il sequestro preventivo di tre locali commerciali, siti in Napoli ed in Castellammare di Stabia, ove i datteri venivano occultati e poi immessi in commercio, il sequestro del profitto derivante dalla vendita del prodotto illegale, il sequestro di due natanti utilizzati dagli indagati per recarsi sui punti di prelievo della specie protetta, nonché, infine, di tutto lo strumentario adoperato per compiere materialmente l’attività.

L’alterazione dell’ecosistema marino e la compromissione della biodiversità, appurata con la collaborazione di un team di esperti di zoologia, ecologia e geologia ambientale di cui si è avvalsa la Procura di Napoli, è particolarmente grave nella porzione sommersa della scogliera esterna che protegge il porto di Napoli e nell’area dei Faraglioni di Capri. Secondo quanto accertato è emerso che le operazioni illegali di prelievo hanno desertificato l’ecosistema che si trovava sul 48% delle pareti dei faraglioni che si trovano sott’acqua.

Federproprietà Napoli

Altri servizi

Insulti contro il Sud al Giro d’Italia: la Federazione apra un accertamento

La festa macchiata da espressioni discriminatorie Durante la 6ª tappa del Giro d’Italia 2026, Paestum-Napoli, disputata il 14 maggio, alcuni video diffusi sui social hanno...

Conte guarda al centro, Appendino scuote il M5S: campo largo in terapia di gruppo

Il nodo Renzi fa sobbalzare l’alleanza progressista Più che una coalizione, a tratti sembra un sismografo. Il centrosinistra registra un’altra scossa dopo l’apertura di Giuseppe...

Ultime notizie

Sistema Sorrento, altre 7 persone in arresto. Sequestri per Coppola e Guida

Appalti, eventi e concorsi al centro del fascicolo Nuovo capitolo giudiziario per il cosiddetto «sistema Sorrento». Dopo gli interrogatori preventivi di aprile, il gip del...

Torre Annunziata, gettoni di presenza e rimborsi in Comune: due consiglieri comunali indagati

Sequestri per oltre 18mila euro Rimborsi comunali, presenze in commissione e dichiarazioni ritenute false: ruota attorno a questi elementi l’indagine che ha portato al sequestro...

Giudice sospende le sanzioni Usa contro Francesca Albanese: «Insieme siamo Uno»

Le misure restano congelate in attesa dell’appello Le sanzioni contro Francesca Albanese sono state fermate in via temporanea da un giudice distrettuale americano. Il provvedimento...