Economia, De Lise (commercialisti): «Piano nazionale di ripresa non diventi debito per i giovani»

«La bozza del Piano nazionale di ripresa e resilienza che sta girando in rete, ci preoccupa. Leggendo il documento, che definisce la destinazione dei fondi in arrivo dalla Comunità Europea necessari alla ripresa del nostro Paese, è evidente come buona parte delle risorse messe in campo diventerà un debito che graverà sui giovani, sulle future generazioni. Su di noi. Pretendiamo dal governo un giusto monitoraggio di tutto quello che verrà fatto per scongiurare questo rischio e per investire i fondi in maniera responsabile». Lo ha detto Matteo De Lise, presidente dell’Unione nazionale giovani dottori commercialisti ed esperti contabili, aprendo il webinar “I decreti ristori e la legge di bilancio 2021”, organizzato dall’Unione.

«All’esecutivo chiediamo: come saranno investiti i fondi in arrivo sulla giustizia? Cosa è stato pensato per “digitalizzare” il Paese? Sarà possibile confrontarsi sui progetti in materia di istruzione, infrastrutture e parità di genere? Come verranno coniugati questi interventi con la più volta citata riforma fiscale – trasversale a tutti gli interventi – per non commettere gli errori del passato? Domande che, temiamo, resteranno senza risposta. Eppure, se si parla di un debito che sarà a carico delle future generazioni, bisognerebbe coinvolgere i giovani nella stesura del Piano», evidenzia De Lise.

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«Per dare l’ennesimo segnale di apertura e collaborazione, l’Ugdcec nazionale proverà a proporre correttivi e suggerimenti: riteniamo necessario che in Italia, in questo momento, qualcuno si comporti in maniera matura e responsabile e crediamo sia giusto lo facciano almeno i giovani commercialisti».

Ill webinar è stato moderato da Emanuele Serina, segretario nazionale dell’Ungdcec che sottolineato: «Nella bozza del Piano di ripresa si parla troppo poco di fisco e ancora meno di coinvolgimento dei professionisti. C’è un solo accenno a una riforma della tassazione delle aliquote per il ceto medio e null’altro. Continueremo a studiare la bozza per poi fornire all’esecutivo le nostre proposte».

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Per Massimiliano Dell’Unto, presidente della commissione consulenza del lavoro e welfare aziendale «l’Unione attraverso il focus di studio ha provato a tirare una linea dopo 4 decreti in meno di un mese in vista di quelli che saranno gli ulteriori cambiamenti che ci attendono da inizio 2021 con le novità che saranno introdotte dalla legge di Bilancio».

Leonardo Nesa, consigliere nazionale dell’Unione giovani dottori commercialisti, dal canto suo ha evidenziato come «i quattro decreti ristori che si sono succeduti nel mese di novembre per dare un sostegno alle imprese sono stati importanti, ma in alcuni casi insufficienti. Emergono infatti criticità che potrebbero essere risolte e in questo senso ci poniamo con il governo in un’ottica di massima collaborazione».

Secondo Claudio Turi, presidente dei giovani commercialisti partenopei, «con il disegno di legge di bilancio 2021 si punta a incentivare l’aggregazione aziendale, rafforzare il patrimonio delle imprese o investire in nuovi beni strumentali. Ci sono però alcune limitazioni da superare legate all’utilizzo dei crediti, per questo abbiamo presentato una serie di emendamenti finalizzati a incrementare la portata agevolativa di queste disposizioni ampliando la platea dei beneficiari».

Infine, Francesco Savio, consigliere nazionale Ungdcec, ha rimarcato che «dai quattro decreti è emersa un’assenza di una effettiva programmazione dell’esecutivo in termini di sostegno alle attività produttive. Mancanza di programmazione che comporta anche il mancato rispetto del principio di equità. Nella legge di bilancio, poi, la semplificazione resta un miraggio».

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