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Conte presenta il dl Ristori. Basteranno 5 miliardi per spegnere l’incendio delle proteste in tutta Italia?

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Basteranno 5 miliardi per spegnere l’incendio delle contestazioni che sta attraversando tutta Italia. L’ultima ieri in pieno centro di Roma, messo a ferro e fuoco, con in tutto 12 fermati. E’ quello che si augurano il presidente Giuseppe Conte e i suoi ministri. E anche, da lontano, il presidente della Repubblica che segue attentamente tutto e che proprio con il suo silenzio sembra avallare le decisioni di Palazzo Chigi. Dalle misure decise nel Dpcm al dl Ristoro varato ieri sera nel giro di 48 ore.

Se funzionerà il dl Ristoro è la grande incognita e, forse, è quella domanda rimasta per aria nel corso della conferenza stampa di ieri sera dove Conte insieme ai ministri Gualtieri e Patuanelli ha presentato il provvedimento.

E questo perché non è la prima volta che il governo trova e destina risorse per aiutare chi a causa di questa pandemia è rimasto indietro (copyright Gualtieri). A partire dal dl Rilancio al Cresci Italia, potenza di fuoco (copyright Conte) mai sprigionata, deludendo le tante attese.

Stavolta sarà diverso? Basteranno 5 miliardi per venire incontro alle richieste delle categorie colpite dall’ultimo Dpcm? Conte è convinto di sì, tanto che affidandosi alle Agenzie delle Entrate annuncia che tra metà novembre (chi ha già usufruito dei contributi già stanziati in passato dal governo) e metà dicembre (chi finora non aveva avuto accesso agli aiuti) arriveranno i fondi necessari a chi ne ha bisogno.

Conte: «Contributi a fondo perduto direttamente su conto corrente a metà novembre. Fatto corsa contro il tempo»

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Roberto Gualtieri

Il grosso delle risorse servirà per la proroga della cassa integrazione straordinaria, alle nuove indennità e al bis per i ristori a fondo perduto. Un miliardo, poi, andrà al settore del turismo, cultura e spettacolo. Per gli spettacoli dal vivo sarà anche estesa la possibilità di ottenere un rimborso tramite voucher. Previsti pure aiuti a fiere internazionali, e a manifestazioni e congressi del mondo della cultura, oltre a risorse specifiche per agenzie di viaggio, tour operator e guide turistiche.

Lamorgese: «Frange estremiste stanno strumentalizzando protesta»

Conte e il governo, quindi, cercano subito di correre ai ripari anche perché la situazione sta diventando sempre più preoccupante, giorno dopo giorno. Lo confermano anche le parole del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, che oggi alla 17 sarà in Senato per riferire sugli scontri che si stanno susseguendo in tutta Italia. «In questo momento frange estremiste stanno strumentalizzando questo periodo della pandemia – spiega il ministro -. Ci sono frange estremiste di destra e sinistra e oltranziste degli ultrà e anche la criminalità organizzata può strumentalizzare la situazione difficile. Parlare oggi di una strategia unica è difficile ma dobbiamo stare molto attenti».

Conte attacca Renzi: «Facile dare da contrappunto. I distinguo del giorno dopo francamente mi sorprendono. Il Dpcm non cambia»

Ma tornando al decreto di certo il suo varo non è servito a rasserenare il clima all’interno della maggioranza. Conte, infatti, approfitta della conferenza stampa per rigettare le critiche di Italia Viva e per lanciare un duro attacco ai renziani: «I distinguo del giorno dopo francamente mi sorprendono. Il dpcm è quello. In prospettiva, se vengono elaborate strategie diverse benissimo, ne parliamo, ma è facile fare da contrappunto. E’ più difficile offrire misure alternative che riportino la curva sotto controllo».

E continuando: «All’una di notte abbiamo convenuto che erano queste le misure, questo è il momento della responsabilità. Quella sera proposte alternative non ce ne sono state e abbiamo individuato queste come quelle più opportune e necessarie».

Ettore Rosato

La risposta dei renziani non si fa attendere con il presidente di Italia Viva, Ettore Rosato che ribatte duramente: «Conte non si stupirebbe dei distinguo del giorno dopo se solo imparasse ad ascoltare i suggerimenti del giorno prima. Troppo facile ignorare le nostre idee e poi lamentarsi perché non siamo d’accordo. Su cultura e ristorazione il Premier sta sbagliando. E nessuno ci ha dimostrato su quali basi scientifiche abbia preso le sue decisioni». Botta e risposta che dà il senso dei malumori all’interno della maggioranza e del progressivo sfilacciamento.

Malumori che Conte ha cercato di spegnere nella riunione di maggioranza tenutasi nella nottata. Una videoconferenza nella quale il premier avrebbe richiamato tutti al senso di responsabilità in una fase molto delicata sia sul piano sanitario e sia su quello economico. Dal canto loro i capigruppo di maggioranza hanno richiesto un maggior coinvolgimento del Parlamento sui vari provvedimenti e, finanche, quello della stessa opposizione (Andrea Marcucci). Comunque, almeno fino alla legge di Bilancio non dovrebbe accadere nulla, poi si vedrà. Intanto ieri la maggioranza in Senato ha perso un altro pezzo, la senatrice Drago ha abbandonato il M5S, scendendo così a 157 voti sicuri su cui contare. Quattro in meno della maggioranza assoluta.

Meloni: «Dl Ristori è inadeguato. Strategia contributo a fondo perduto dimostrato di essere insufficiente»

Giorgia Meloni
Giorgia Meloni

Per quanto riguarda l’opposizione da Fratelli d’Italia e Lega linea dura e opposizione senza sconti al governo. Giorgia Meloni in diretta al Tg4 ha criticato il dl Ristori parlando di «inadeguatezza del provvedimento che si mette in campo» e che «il contributo a fondo perduto, checchè ne dica Conte, nel corso della prima ondata del virus, è stato considerato assolutamente insufficiente dalla quasi totalità degli imprenditori che lo hanno avuto». Infine, sugli scontri oltre alla condanna delle violenze riflette che «i pochi violenti che sono stati in piazza siano perfettamente funzionali al regime. In realtà sono utilissimi al governo Conte, perché riescono a spostare l’attenzione da un disagio diffuso e giustificato».

Salvini protesta al Senato: «Conte in tv e non in Parlamento? Lega esce dall’Aula»

Critico anche Matteo Salvini che in Aula al Senato mentre il premier Conte è in diretta per la conferenza stampa prende la parola e attacca: «Vi sembra normale che mentre noi stiamo lavorando il premier è in tv? Questo è un insulto a migliaia di italiani. Voi dovreste mettervi la mascherina per vergognarvi. Alla Camera si sta votando sulla omotransfobia mentre i problemi degli italiani sono altri. Nel frattempo il presidente Conte non è al Senato né alla Camera ma sta parlando in una conferenza stampa in tv. Allora andate avanti voi. Noi usciamo da questa aula perché il Senato ha ancora una dignità».

Più sfumata la posizione di Forza Italia che al momento appare divisa su che atteggiamento tenere. Da un lato c’è chi vorrebbe salvaguardare l’unità del Centrodestra condividendo la battaglia del duo Meloni-Salvini; dall’altro c’è chi consiglia un atteggiamento più responsabile e moderato, sia alla luce della grave emergenza sanitaria che non ammetterebbe colpi di testa, e sia perché ad avvantaggiarsi in termini elettorali di questa linea politica dura sarebbero soltanto Fratelli d’Italia e la Lega.

Oggi Conte alla Camera per il Question Time. Domani relazionerà il Parlamento sul Dpcm

Intanto oggi Conte sarà alla Camera per il Question Time, mentre domani riferirà in Parlamento sul Dpcm. Su questo le opposizioni avevano chiesto non una semplice informativa ma piuttosto delle comunicazioni che, quindi, avrebbero comportato un voto finale. Sembra che alla fine prevarrà l’ipotesi dell’informativa evitando così di passare per un voto d’Aula, che specie al Senato con le defezioni degli ultimi tempi e la posizione critica di Italia Viva avrebbe potuto riservare brutte sorprese.

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