Agrigento 2020, Daniela Catalano: «Idee concrete per la nostra città»

Mancano pochi giorni al termine della campagna elettorale che porterà gli agrigentini alle urne per scegliere il primo cittadino della città. Tra i candidati sindaco della città dei templi, anche Daniela Catalano sostenuta da Fratelli d’Italia, Lega e da una lista civica ‘La nuova Agrigento’, che ha illustrato i punti del suo programma elettorale: interventi per il decoro urbano e la pulizia delle strade cittadine, sicurezza, università, cultura, turismo, commercio ed artigianato. Sono questi i punti essenziali di un programma elettorale stilato ad hoc per il completo rinnovamento cittadino.

«Abbiamo idee concrete per la nostra città», ha spiegato l’attuale Presidente del Consiglio comunale di Agrigento, soffermandosi sul delicato tema dell’immigrazione. «Non riteniamo che questa modalità di accoglienza sia quella adeguata al rispetto della vita umana, al rispetto di chi viene accolto perché proviene da situazioni di emergenza e a rispetto di chi accoglie perché stabilire a Roma quello che viene poi gestito unicamente in una città come Agrigento, è una cosa che non funziona e non può andare avanti», afferma Catalano.

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«Noi abbiamo il dovere – continua – di garantire una qualità della vita e una qualità dell’accoglienza che siano adeguate al rispetto delle basi di un essere umano in termini di esigenze ma anche un’accoglienza che non metta a repentaglio la sicurezza dei cittadini che accolgono e che hanno la necessità di sapere chi sono i soggetti accolti, i connotati, le generalità e di essere sicuri di poter uscire a qualsiasi ora del giorno e della notte».

Un punto di vista su cui la stessa Catalano si è detta pronta a mettersi subito a lavoro al fine di migliorare la qualità di chi viene accolto e di chi accoglie. «Su questo dobbiamo lavorare e dobbiamo pretendere» spiega ancora il candidato sindaco.  Il 4 e il 5 ottobre gli agrigentini saranno chiamati al voto e Daniela Catalano invita a votare con serietà e consapevolezza. «Non si elegge il migliore o il peggiore degli ex sindaci. Ritorniamo a votare a ciò che è nuovo», conclude Catalano.

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