Giovani commercialisti contro Roberto Saviano. De Lise: «Chieda scusa per ciò che ha detto a Rai2»

Matteo De Lise
Matteo De Lise, presidente dell’Ungdcec

«Non possiamo credere che lo scrittore Roberto Saviano abbia potuto affermare che i commercialisti segnalerebbero i clienti in difficoltà agli usurai. Sarebbe come se noi ora dicessimo che gli scrittori si arricchiscono grazie alla camorra. Dire che i commercialisti segnalano agli usurai le potenziali vittime, ma che ci sono anche i commercialisti bravi, è tanto assurdo quanto sostenere che nella piaga dell’usura ci sia anche qualche soggetto bravo che abbia anche una funzione sociale fornendo il credito dove lo Stato o il sistema creditizio italiano non arrivano». Lo ha detto Matteo De Lise, presidente dell’Unione Nazionale Giovani dottori commercialisti ed Esperti Contabili commentando la partecipazione di Saviano alla trasmissione televisiva ‘Che tempo che fa‘ condotta da Fabio Fazio su Rai2.

«Nel dubbio di aver capito male e in attesa di una smentita che crediamo debba essere rapida… nel frattempo noi commercialisti ci teniamo a spiegare che da sempre siamo baluardo di legalità, esplichiamo una funzione sociale che serve a prendere per mano il Paese. Sì anche quello di Saviano».

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«Siamo i primi interlocutori delle aziende e delle famiglie – ha aggiunto De Lise – ma siamo sempre di più i primi collaboratori dello Stato negli incarichi. Anche quelli più pericolosi. Le curatele fallimentari, le amministrazioni giudiziarie non andrebbero avanti senza di noi».

«Nel comunicato stampa di qualche settimana fa, rispetto alle scarcerazioni eccellenti (che abbiamo prontamente elaborato e diffuso ai media e segnalandolo a governo e parlamento), specificavamo che le cronache di questi giorni, purtroppo, raccontano del rifiorire del fenomeno dell’usura in sostituzione dell’accesso legale al credito, oppure, della distribuzione di aiuti economici o alimentari da parte delle organizzazioni mafiose in luogo dei sussidi statali che stentano ad arrivare. Tutto questo non può passare inosservato e, poiché, lo sconforto non è un sentimento che a noi giovani è consentito nutrire, ci uniamo a chi ha denunciato con forza la gravità di quanto accaduto esortando le autorità competenti a porre immediato rimedio, non consentendo ulteriori scarcerazioni ai detenuti al 41-bis e facendo ritornare in carcere coloro ai quali sono già stati concessi gli arresti domiciliari. Il nostro più nobile sentimento è la speranza che il mondo in cui viviamo possa davvero cambiare e continueremo a lottare affinché ciò accada».

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«Quindi carissimo dottor Roberto Saviano – ha rimarcato il numero uno dei giovani commercialisti italiani -, non sappiamo quali usurai lei conosca e perché abbia detto che sono stati dei commercialisti a segnalare i loro clienti. Forse uno scrittore, prima di ‘lanciarsi’ in questo tipo di affermazioni, lesive nei confronti di onesti lavoratori autonomi, dovrebbe verificare in maniera approfondita le sue fonti».

«Siamo stanchi di sopportare immotivati attacchi strumentali – ha concluso De Lise -, ci riserviamo, in mancanza di scuse e chiarimenti ufficiali, di presentare una querela per diffamazione contro Roberto Saviano, Fabio Fazio e il responsabile della rete per tutelare i commercialisti italiani».

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