Terzo addio dopo Madia e Gualmini
Non è più soltanto malessere interno: nel Pd la distanza dell’area riformista si traduce in nuovi addii. Pina Picierno lascia il partito di Elly Schlein e parla della necessità di costruire una prospettiva politica diversa. Dopo le uscite delle settimane scorse di Marianna Madia ed Elisabetta Gualmini, il Partito democratico perde quindi un’altra figura di primo piano.
La vicepresidente dell’Eurocamera ha spiegato la sua decisione in un’intervista a Il Foglio: «La casa dei riformisti non c’è più. Non si può essere ambigui con il fascismo putiniano e gli estremismi. È ora di lavorare a qualcosa di nuovo, per vincere le elezioni. «Di dubbi – ha affermato – ne ho avuti moltissimi, mi sono più che lacerata, ma credo che per rispetto alla mia dignità politica e personale sia arrivato il momento di lasciare il Partito democratico di Elly Schlein che è divenuto un posto diverso da quello che abbiamo fondato e perché ho sempre chiesto alla politica la forza e il coraggio di fare in coscienza le scelte più giuste. Ora tocca a me avere coraggio».
«Il Pd del Lingotto non esiste più»
Picierno richiama poi le origini del Partito democratico e il percorso politico che aveva portato alla nascita del progetto: «Dopo gli anni della Margherita abbiamo provato a unire le migliori tradizioni democratiche del Paese, a conciliare la giustizia sociale con la libertà individuale, ad avvicinare e tenere insieme le aspirazioni socialiste e liberali».
Poi il giudizio sul partito attuale: «Questo era e sarebbe dovuto essere il Pd. Ma ha subìto uno snaturamento avvenuto per scivolamenti inesorabili, senza nemmeno una reale discussione, senza nemmeno il privilegio di poterne discutere in un congresso, come ho più volte chiesto». Da qui la presa d’atto della rottura: «Il Pd che abbiamo voluto al Lingotto non esiste più ed è necessario prenderne atto, ma le ragioni per cui è nato esistono ancora. Resto democratica, non torno indietro».
L’adesione al Pde e al gruppo Renew
A Bruxelles, fonti parlamentari confermano che la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno ha aderito al Partito Democratico Europeo guidato da Sandro Gozi, entrando nel gruppo Renew Europe. Picierno spiega anche quale prospettiva politica intende sostenere: «Credo che ci sia bisogno di ridare dignità e prospettiva unitaria a milioni di elettori che in questi anni hanno progressivamente abbandonato il Partito democratico scegliendo altre proposte a destra o a sinistra o rimanendo a casa».
Per l’eurodeputata, «questa diaspora va ricomposta fuori dalle alchimie di coalizione e dalla riduzione in tende e cespugli, di vecchie e nuove formule». L’obiettivo indicato è «un riformismo coerente e popolare, in grado di entusiasmare e di far scattare quella scintilla di costruire con fiducia il cambiamento». Picierno conclude indicando la necessità di «fare nascere, tenendo insieme le differenze e le storie, un nuovo soggetto politico largo, che tenga insieme, che nasca per unire esperienze e personalità politiche diverse». E aggiunge: «Mi metto al servizio di questa idea e di questo progetto».




