Regionali, Cirielli sfida Fico: «Dica cosa rivendica dei dieci anni di governo De Luca»

Il viceministro attacca il governatore per la sanità: non bastano battutine

La sanità campana resta al centro della campagna elettorale di Edmondo Cirielli, candidato del centrodestra alla presidenza della Regione. «Sul piano della sanità è evidente il disastro assoluto, nonostante spendiamo un mare di soldi», ha denunciato il viceministro degli Esteri durante la presentazione dei candidati della lista Cirielli Presidente provenienti da Sud Protagonista.

Cirielli ha ricordato che, con la nuova norma introdotta dal ministro Schillaci per la ripartizione del fondo sanitario, «la Campania riceve più soldi di sempre». Tuttavia, ha sottolineato come l’aumento delle risorse non si sia tradotto in un miglioramento dei servizi: «Abbiamo medici capaci, eccellenze riconosciute e personale sanitario che si sacrifica quotidianamente, ma siamo al collasso. I pronto soccorso non reggono, le liste d’attesa sono bloccate e siamo ultimi in Italia per tempi di intervento in caso di infarto».

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Per il candidato del centrodestra, il problema non è la mancanza di fondi ma la cattiva gestione targata De Luca. Cirielli punta il dito contro l’organizzazione regionale, che a suo dire non riesce a tradurre le risorse in efficienza. «Non basta finanziare, serve un modello di governance nuovo, capace di premiare il merito e garantire ai cittadini cure rapide e di qualità».

«De Luca si confronti sui fatti, non sulle battute»

Sulle critiche del governatore uscente Vincenzo De Luca, che aveva ironizzato sulla sua candidatura, Cirielli ha replicato senza mezzi termini: «Mi verrebbe da dire che certe battutine, a cui ci ha abituato questo personaggio, non meritano risposta. L’ultima volta che fece commenti simili furono le elezioni provinciali di Salerno, quando partivo con dieci punti di svantaggio e vinsi con dieci di vantaggio».

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Ma dietro la risposta pungente c’è un messaggio politico più ampio: per Cirielli la sfida non deve ridursi a uno scontro personale, bensì a un confronto sui risultati concreti. «Le persone vanno affrontate sui programmi, sulla propria storia, sulla preparazione e sulla competenza. Si guardi al mio curriculum politico e accademico, e poi, se vuole, si discuta nel merito. Un presidente di Regione dovrebbe parlare di ciò che ha realizzato e di ciò che non è riuscito a fare».

Il candidato del centrodestra mira a ribaltare la narrazione consolidata di un De Luca “uomo solo al comando” e a proporre un modello più aperto, fondato sulla collaborazione tra istituzioni e territori. «La Campania ha bisogno di un’amministrazione che ascolti i Comuni, che li sostenga e che investa davvero nella sicurezza e nei servizi locali. Non possiamo lasciare i sindaci soli: la Regione può intervenire per finanziare la polizia locale, aumentare le assunzioni, dotare gli agenti di strumenti tecnologici e formare nuovi operatori attraverso corsi con le forze dell’ordine».

Fico e il centrosinistra nel mirino: «Il Pd faccia il bilancio dei suoi dieci anni»

Non solo De Luca. Nelle parole di Cirielli, anche il centrosinistra e il suo candidato Roberto Fico finiscono sotto esame. «Fico deve dire cosa rivendica di questi dieci anni di governo De Luca e del Pd che lo ha sostenuto, e cosa invece ritiene sbagliato», ha dichiarato.

Per il viceministro, il campo progressista non può presentarsi come una novità dopo un decennio di gestione continuativa. «Mi sembra che abbia già ammesso errori sul sistema delle acque – ha aggiunto – ma dovrà chiarire il resto. Il Pd non può nascondersi dietro al personalismo. Deve scendere in campo per spiegare ai cittadini cosa ha fatto, nel bene e nel male, e solo dopo potrà parlare del futuro».

Il messaggio di Cirielli è chiaro: prima di proporre nuovi progetti, chi ha governato deve rendere conto dei risultati. La sua strategia elettorale punta a mettere in difficoltà gli avversari su un terreno concreto – quello della gestione amministrativa – in cui, secondo il candidato del centrodestra, la Campania ha accumulato ritardi gravi e strutturali.

Il pluralismo nel centrodestra

In chiusura, Cirielli ha voluto esprimere apprezzamento per l’ex ministro della Cultura: «Sangiuliano è un amico, una persona di grande qualità. Per quanto mi riguarda ha subito una prepotenza e ha il diritto di essere candidato».

Ha spiegato di averlo incoraggiato personalmente a scendere in campo, ma ha precisato che il tema centrale non è la candidatura in sé: «Non credo che la questione del giorno sia la candidatura o meno di una persona degnissima, un professionista di primo ordine e un uomo di cultura».

Cirielli ha poi rivendicato la linea inclusiva del centrodestra in Campania: «Fratelli d’Italia ha messo in campo professionisti, rappresentanti di categoria, sindacati, imprenditori e commercianti. Le liste sono aperte. Anche Forza Italia, Lega e Noi Moderati stanno lavorando in modo straordinario per allargare verso il centro». L’obiettivo, ha spiegato, è costruire una coalizione ampia e radicata sul territorio, capace di affrontare temi concreti come la sanità, la sicurezza e il rilancio economico. «Le elezioni regionali sono amministrative, legate alla vita quotidiana dei cittadini. Sarebbe un errore ridurle a uno scontro ideologico tra centrodestra e campo largo».

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