Caos movida, corsa contro il tempo a Palazzo San Giacomo. Cresce la tensione tra residenti e locali:

(In)sicurezza, Esposito accusa i gestori che respingono le contestazioni

Mancano meno di venti giorni alla scadenza predisposta dal Tar per consentire al comune di emettere un’ordinanza o una delibera utile a contrastare il rumore antropico di piazza Bellini e vico Quercia, le zone della movida dove i decibel registrati sono molto più alti di quanto previsto dalla legge. La bozza era già stata scritta, ma al momento della discussione il Consiglio Comunale si è spaccato.

Pasquale Esposito (Pd), Rosario Andreozzi (Sinistra Italiana), seguiti da altri consiglieri, anche di maggioranza, hanno contrastato la bozza presentata dagli assessori, ritenendola eccessivamente dannosa per i locali. Nel documento era prevista una stretta sui tavolini e sull’asporto. La proposta prevedeva stop all’asporto dalle 22 e stop ai tavolini da mezzanotte.

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Secondo l’avvocato dei locali Roberta Valmassoni, appoggiata dai consiglieri già menzionati, queste regole non avrebbero più consentito ai locali di lavorare, sottraendo loro le ore di lavoro più remunerative. I locali del centro storico sono piccoli e non hanno spazio interno per consentire ai clienti di consumare fermi al banco. Pertanto, pretendere lo stop dei tavolini e sull’asporto indurrebbe gran parte dei locali a una chiusura anticipata. Secondo il consigliere Pasquale Esposito questo potrebbe favorire anche una concorrenza sleale poiché tale regolamento si applicherebbe solo alle due zone interessate, ossia la zona di vico Quercia e Cisterna dell’Olio e quella di piazza Bellini.

Locali preparano una controproposta

Intanto, i locali stanno preparando una controproposta che possa mettere d’accordo tutti. Da quanto appreso, una delle proposte era quella di una chiusura anticipata sia in settimana, che nel weekend. Un’altra, emersa sempre da alcune interviste, era lo stop ai tavolini e all’asporto, ma con orari più flessibili.

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Il tutto, che sia però temporaneo. Un’ordinanza di circa tre o sei mesi, sperano i locali. Oppure una delibera permanente diffusa in tutta la città, ma che sia equa, uguale per tutti. Il tempo scorre e alla scadenza dei termini previsti dal tribunale manca veramente poco. Pare però che il dialogo tra i locali, i consiglieri interessati e i residenti sia costante.

Problemi di sicurezza

Nonostante l’incremento di controlli ai locali nel weekend e le vittorie in Tribunale, il Comitato Vivibilità Cittadina non si ferma. L’avvocato e consigliere comunale di maggioranza Gennaro Esposito, che ha condotto la causa a favore dei residenti contro il Comune, ha pubblicato sui suoi social uno sfogo in cui sollecita la revoca delle licenze. Nella notte tra venerdì e sabato in piazza Bellini un uomo ha esploso tre colpi di pistola nei pressi di alcuni locali.

«Dopo le pronunce – si legge sulla pagina del Comitato Vivibilità Cittadina come descrizione a un articolo di giornale che racconta dei colpi di pistola – del Tar e del Tribunale ordinario potrebbe accadere che questa consiliatura iniziata a Palazzo San Giacomo finisca a Poggioreale… per le gravi omissioni d’atti di ufficio …. Art. 328 c.p.».

Quanto accaduto a Bellini «non ha nulla a che fare con la questione movida e con il sonno dei residenti. – scrivono i gestori dei locali in una nota – Contestiamo ogni tipo di strumentalizzazione su questa tematica che è seria e va risolta: Napoli non ha controllo. Notizie del genere sono quotidiane e interessano ogni lato della città, molto raramente in zone interessate dal fenomeno della movida.

I gestori dei locali sono le prime vittime di questa assenza di controllo e non è la movida la causa di questi fenomeni, e nemmeno l’effetto. Spostare l’attenzione dalla sicurezza, che è il tema centrale e reale, crea una rappresentazione falsata che non giova alla soluzione dei problemi ed alla collettività tutta».

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