Quei ragazzi senza canestro sono l’accusa più dura alla politica napoletana

Non è folklore: è il fallimento delle istituzioni

In poche ore Napoli e la sua provincia hanno conosciuto il volto più drammatico della sua emergenza giovanile: una ragazza che si è tolta la vita, tre giovani ricoverati dopo aver assunto una nuova sostanza chiamata «miele dello sballo», uno dei quali in condizioni gravissime. Sono fatti diversi, ma raccontano lo stesso vuoto. Un vuoto educativo, sociale, culturale e istituzionale che da troppo tempo cresce nell’indifferenza generale. E poi c’è quel video. Quello che sta facendo il giro del web.

Punti Chiave Articolo

Alcuni ragazzini della provincia di Napoli che giocano a basket in un campetto all’aperto senza nemmeno avere un canestro. Una scena così assurda da sembrare una metafora costruita da uno sceneggiatore. Invece è realtà. Una realtà talmente potente da aver attirato perfino l’attenzione di un ex campione NBA, che si è detto disponibile a regalare un canestro a quei ragazzi.

Pubblicità

Ma il punto non è il canestro. Il punto è che quei ragazzi, nonostante tutto, continuano a giocare. Continuano a sognare. Continuano a inventarsi il futuro anche quando le istituzioni si sono dimenticate di loro. In quella immagine c’è la vera identità napoletana: la forza di chi non si arrende, la capacità di creare anche quando manca tutto, la dignità di chi prova a costruire invece di distruggere.

Il fallimento della politica

Ma in quella stessa immagine c’è anche il fallimento di una politica che governa queste città, queste terre, da decenni e che ha progressivamente smesso di presidiare le periferie, di stare accanto ai più giovani, di investire nei luoghi dove si costruisce una comunità.

Pubblicità

Perché se nel 2026, nella città che si fregia del titolo di capitale europea dello sport, dei ragazzi sono costretti a giocare a basket senza un canestro, non siamo davanti a una semplice mancanza. Siamo davanti a un’accusa.

Un’accusa contro chi ha preferito inaugurare slogan invece di impianti, raccontare narrazioni invece di affrontare problemi, celebrare record turistici mentre intere generazioni crescevano senza punti di riferimento.

Napoli oggi non ha bisogno di altre campagne di marketing. Ha bisogno di una ricostruzione morale e psicologica. Ha bisogno di rimettere i giovani al centro. Di investire nello sport di base, nelle associazioni sportive, negli educatori, nei campetti, nelle palestre, nelle periferie. Perché ogni euro speso per un ragazzo è un euro sottratto alla strada, alla solitudine, alla violenza e alle dipendenze. Quei ragazzi che giocano senza canestro ci stanno dando una lezione enorme. Ci stanno dicendo che la speranza esiste ancora. La domanda è un’altra: esiste ancora una politica capace di meritarla?

Federproprietà Napoli

Altri servizi

Grimaldi, dagli uffici alle cucine fino al ponte di comando: selezioni aperte

L'azienda apre il Graduate Program: formazione retribuita per giovani Un programma retribuito di dodici mesi, con un’indennità di mille euro mensili e quattro percorsi professionali...

Calcio, la storia incredibile di Hasse Jeppson: «È caduto il Banco di Napoli!»

Un trasferimento da record diventato leggenda Achille Lauro voleva un Napoli capace di competere con le grandi squadre del Nord e nel 1952 decise di...

Ultime notizie

Vomero, padre picchiato e investito da un camion: tra gli identificati anche figli di poliziotti

Tutto sarebbe cominciato da una lite tra ragazzine per un fidanzatino Identificare chi ha partecipato al pestaggio del padre di una sedicenne al Vomero si...

Patrimoniale, Conte spegne i sogni di Bonelli e Fratoianni: «Tassa che non funziona»

Replica piccata dei leader di Avs: non è vero Il centrosinistra non finisce mai di stupire. Dopo le tante divisioni sulle questioni di politica interna...

Alessandro Coppola, trasformare i limiti in possibilità: «Vedo Oltre è il mio modo di guardare il mondo»

Il suo obiettivo è dimostrare che nessuna diagnosi può definire il valore di una persona «Per me l’artista è qualsiasi persona che trasmette un’emozione e...