Ercolano, calci, insulti e botte alla moglie «colpevole di esistere»: 63enne in manette

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L’uomo, ubriaco, ha colpito la donna perché ha difeso il figlio

Calci e botte alla moglie colpevole solo di esistere: è successo a Ercolano, in provincia di Napoli, dove ieri sera, 9 ottobre, i carabinieri hanno arrestato un 63enne. Alle 22 di ieri i carabinieri della locale Tenenza, allertati dal 112, intervengono in un’abitazione dove era stata segnalata una lite in famiglia. L’uomo che vi abita è già noto alle forze dell’ordine, i militari chiedono subito il supporto di un’altra gazzella e arriva anche una pattuglia della stazione di Portici. Ad aprire la porta la vittima.

La signora, 60enne, non proferisce parola: ha la bocca piena di sangue, sul pavimento c’è sangue ovunque e le urla di un uomo continuano a terrorizzare la donna anche in presenza dei carabinieri. Si tratta del marito della vittima, ha 63 anni ed è evidente stato di ubriachezza. In casa ci sono anche i tre figli maggiorenni della coppia. I militari tentano di ricostruire la vicenda con un occhio sempre rivolto all’uomo. La donna spiega come quella fosse la routine quotidiana. Ogni sera prende le botte dal marito.

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È «semplicemente» colpevole di esistere e i figli sono suoi complici secondo il padre. Ogni sera il marito glielo ricorda con calci e pugni. Durante il breve racconto il 63enne tenta di aggredire la donna ma, fortunatamente, i carabinieri sono in quattro: riescono a bloccare l’uomo e a trasferirlo in Caserma. La donna racconta le violenze subìte e l’ultimo episodio. Stavano cenando quando il 63enne ha iniziato ad aggredire uno dei figli perché vuole che se ne vada.

La mamma ha tentato di difenderlo e per questo è stata presa a botte ed offesa, definita una «poco di buono» una «sporca». Termini ormai ritenuti una normalità dalla vittima. Dal racconto emerge una storia di botte quotidiane, che spesso hanno avuto come epilogo il pronto soccorso dell’ospedale. Polsi fratturati, lesioni alla testa che sbatte sulla spalliera del letto e altri casi mai denunciati e mai raccontati ai medici con il marito che la accompagnava sempre in ospedale sincerandosi che l’omertà regnasse sovrana. Da questa notte, dopo l’ultimo episodio, il 63enne è in carcere.

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