Flo e il sogno che si canta: dalla musica al romanzo, un viaggio tra passione e note

L’artista «elegante» della world music d’autore

Cosa significa realizzare un sogno? Perché provarci? Ma soprattutto, cosa ci induce a inseguirlo? A spiegarcelo è Flo, artista partenopea che, attraverso il suo romanzo «La canzone che ti devo», le sue sonorità e le sue doti vocali, ci porta tra le pagine di una storia in cui ognuno può rispecchiarsi e vivere di riflessioni musicali, accompagnate dal suono di una chitarra preziosa (nel video, chitarra classica di Ernesto Nobili).

Spesso un sogno può apparire come una presa di coraggio per scappare da realtà invivibili, o semplicemente la voglia di riuscire a concretizzare una passione. Possiamo anche immaginare che, forse, un sogno possa essere la realizzazione di un momento presente: un «qui e ora» volto a darci un respiro emotivamente importante.

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«La canzone che ti devo»

Tracce di Flo

Classe 1983, Floriana Cangiano, in arte Flo, è una delle artiste più raffinate ed eclettiche della canzone d’autore partenopea. Cantautrice, scrittrice, attrice di teatro, napoletana a tutto tondo, si laurea al Conservatorio di San Pietro a Majella col massimo dei voti in canto e coralità, focalizzandosi pienamente nell’operato artistico e condividendo il palco con artisti del calibro di Stefano Bollani, Paolo Fresu, Peppe Servillo, Daniele Sepe, Enrico Rava e tanti altri.

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La discografia di Flo

Nel 2014 esce in Europa il suo primo disco «D’amore e di altre cose irreversibili», un album che confermerà l’acclamato successo dalla critica e che le porterà a ottenere alcuni tra i più importanti riconoscimenti italiani, quali il «Premio Musicultura», il «Premio Radio Rai 1» per la Miglior musica a Musicultura 2014, il «Premio Assoluto Andrea Parodi» e molti altri. Due anni dopo inciderà «Il mese del Rosario», un disco che le permetterà di centrare nuovamente non solo il successo previsto, ma anche ulteriori premi e, tra tutti, la candidatura alle Targhe Tenco nelle categorie «Miglior disco dell’anno» e «Miglior canzone».

«La Mentirosa», terzo album di Flo, la consacrerà tra le più raffinate cantautrici della «World music d’autore», e alcune tra le più importanti testate giornalistiche d’Europa, tra cui «Songlines» e «fRoots», scriveranno di lei come un’artista dalle peculiarità uniche nel suo linguaggio e nell’esposizione, sempre originale e caratterizzata da attive contaminazioni musicali e personali.

Orgoglio campano, con all’attivo innumerevoli concerti in giro per il mondo, Flo marca il territorio con assoluta eleganza e padronanza di una stilistica musicale colta e sempre raffinata. Il suo quarto album, «31 salvi tutti», prodotto dal francese Sebastian Martel, verrà anticipato dai singoli «L’uomo normale» e «Oui Oui Savage»: storie di salvezza, incitazioni a reagire, la ricerca della libertà. Un disco di consapevolezze e di maturazione umana e artistica. «Brave ragazze» uscirà invece nel 2020 in Europa: un lavoro discografico di ricerca e reinterpretazione di canzoni firmate dalle più coraggiose cantautrici del mondo latino e mediterraneo.

Dal teatro alla tv

Il bagaglio d’arte di Flo comprende la firma di colonne sonore per il cinema, il teatro e la televisione, come «Noi siamo Francesco» con Elena Sofia Ricci, «Mina Settembre» con Serena Rossi e «Ultima fermata» con Claudia Cardinale. Ha condotto un ciclo di puntate dedicate alla musica per la Radiotelevisione Svizzera, partecipato a diversi documentari per la Deutschlandfunk Kultur e pubblicato numerosi articoli di costume. È inoltre presente nel reading «La coscienza dell’ansia» al fianco di Daria Bignardi.

In teatro è stata protagonista di spettacoli musicali e di prosa diretti da registi come Sarasole Notarbartolo, Claudio Mattone, Massimo Luconi, Alfredo Arias e molti altri.

Il romanzo

Nel 2023 scrive il suo primo romanzo «La canzone che ti devo», diario di una ragazza che vuole fare la cantante per abbandonare un quartiere di «cemento abusivo». Dieci capitoli per dieci donne che incideranno sulla vita della protagonista, dalla nonna Antonietta alla prostituta transessuale del Salon Corona in Messico. Cresciuta in una famiglia meridionale, dove l’indipendenza è considerata solo un capriccio adolescenziale, le donne restano in casa e gli uomini vanno a lavoro.

Un racconto con molte sfaccettature, dal divertente al malinconico, che parte da un rione popolare per poi attraversare Città del Messico, Parigi, e terminare in un piccolo paesino del Molise. Una storia che, però, consolida la realizzazione di un sogno non solo per la protagonista del libro, ma anche per la cantautrice partenopea, che porta in scena, tra letture e musica, questo cadeaux di speranze, tra malinconia e ironia.

 

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