Torre Annunziata, protesta il comitato di quartiere murattiano: troppo degrado

I cittadini hanno inviato una pec al primo cittadino

Il Comitato di quartiere Murattiano di Torre Annunziata, rappresentato dal presidente Luciano Donadio e dalla segretaria Angela Sola, ha inviato, via pec, una lettera al sindaco Corrado Cuccurullo per segnalare una serie di problematiche che affliggono la zona da anni, oltre a proporre soluzioni concrete per migliorare la qualità della vita nella zona.

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«Con la presente rendo noto che nel quartiere murattiano persiste uno stato di incuria dal 2004», si legge nel documento. In particolare, viene segnalata una struttura incompleta in cemento armato, costruita per ospitare una scuola, che è rimasta ferma in uno stato di degrado. «Già questo Comitato di quartiere che rappresento nelle funzioni di presidente se ne è occupato moltissime volte… abbiamo condotto il percorso per disciplinare un esproprio… poi la possibilità di un minimo di pulizia atto alla igiene urbana», prosegue Donadio.

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Le criticità denunciate

Uno dei principali problemi evidenziati è la mancanza di sicurezza. L’area, infatti, è diventata «rifugio di drogati e ladri, ratti e cani randagi» e spesso utilizzata come sversatoio di materiali pericolosi. Il Comitato ha più volte chiesto al Comune di poter gestire l’area per garantire pulizia e ordine.

Un altro punto critico riguarda la viabilità nella zona. Il Comitato segnala che il traffico in Via Murat, soprattutto durante le ore scolastiche, è insostenibile a causa delle auto parcheggiate sui marciapiedi, il che ostacola anche il passaggio pedonale. La proposta avanzata è di creare un piccolo parco giochi e alcuni campetti sportivi per i ragazzi: «vorremmo insediare un piccolo parco per bambini e alcuni campetti mattonellati per sport vari… in funzione di una Polis vissuta armonicamente dagli abitanti».

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Il degrado delle strade è un’altra criticità. Le vie del quartiere presentano basolati distrutti, mai riparati, soprattutto a causa dei continui lavori effettuati da aziende come la Gori. Il Comitato sottolinea di essere «armati di buona volontà» e chiede la riqualificazione dell’area, puntando su interventi che migliorino l’igiene e la sicurezza. Inoltre, viene fatto un appello affinché il quartiere perda l’etichetta negativa che lo associa alla criminalità: «vorremmo che il nostro quartiere stracciasse l’etichetta “camorristico” e che indossasse i panni della “gentilezza”».

Infine, il Comitato ha sollevato la questione della chiusura di via Sepolcri per motivi archeologici, che rappresenta un ulteriore disagio per i residenti, diventando un luogo abbandonato e insicuro. «Quel sito la sera fa paura, spesso rifugio di tossicodipendenti, urinatoio puzzolente che alimenta aria malsana», afferma la lettera. Il Comitato chiede un intervento urgente del sindaco e delle autorità locali per risolvere le problematiche elencate e avviare un progetto di rinascita per il quartiere, che possa restituire dignità e vivibilità agli abitanti.

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