Caivano, Vincenzo De Luca: «Impegno Meloni importante. Serve assedio militare»

Il presidente della Regione: «Devastante l’effetto diseducativo di alcune trasmissioni televisive che riguardavano il fenomeno della camorra»

«Ho ascoltato gli impegni assunti dal presidente del consiglio Giorgia Meloni, un impegno apprezzabile purché ovviamente dietro ci sia la sostanza, su una realtà che è maledettamente complessa». Lo ha detto il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, commentando a margine di una conferenza stampa la situazione di Caivano. De Luca annuncia di voler essere al Parco Verde quando vi si recherà la premier, sottolineando che «serve un’iniziativa forte sulla sicurezza, mi auguro con il consenso di tutte le forze politiche».

Secondo De Luca sarà «importante, un atto simbolico significativo» l’annunciata visita della premier, «ma a condizione che ci siano fatti concreti con altre cose. Parlo dei fondi di Sviluppo e Coesione, perché ricordo che i Comuni non hanno un euro e ricordo alla premier che le uniche risorse che potrei destinare come Regione ai territori sono quelli dell’Fsc bloccati da un anno».

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«Abbiamo appena finito un intervento della Regione autonomo per due campetti sportivi proprio al Parco Verde, ma questo è un altro compito del governo nazionale. C’è poi l’azione che riguarda il dimensionamento scolastico, visto che la Campania è l’unica regione che ha fatto ricorso alla Corte Costituzionale contro la decisione del Ministero della Pubblica Istruzione di ridurre le scuole nei nostri territori. Servono quindi seriamente sicurezza, fondi di sviluppo e coesione, e dimensionamento scolastico».

Il fenomeno della camorra in tv

«E’ stato devastante l’effetto diseducativo di alcune trasmissioni televisive che riguardavano il fenomeno della camorra. Abbiamo un’intera generazione che si veste come quelli che hanno visto nei telefilm, che parla come i protagonisti degli sceneggiati, che hanno gli stessi tatuaggi, lo stesso linguaggio gergale, è una cosa devastante» ha detto aggiungendo che «c’è un’esplosione di sessuofilia sui social, con giovanissimi alle prese con immagini sconvolgenti».

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«Ci sono famiglie – ha aggiunto De Luca – a metà intimidite e a metà devastate in tanti territori e dunque sicuramente c’è un problema culturale, ha ragione il ministro Piantedosi. Un problema culturale che riguarda i modelli culturali che abbiamo trasmesso ai giovani di Caivano, ma non solo di Caivano». Secondo il presidente della Regione occorre dunque «intervenire a 360 gradi, non c’è un solo intervento che da solo sia decisivo».

E tuttavia il problema culturale «richiede tempi lunghi, mentre noi dobbiamo rispondere per l’oggi. Per questo – ha ribadito De Luca – dobbiamo istituire a Caivano una zona d’assedio militare. In Italia vi sono 4-5 realtà nelle quali occorre una militarizzazione, senza perdere tempo, perché ci sono risposte che vanno date oggi. Io so bene che il problema è complesso e culturale e coinvolge le famiglie e la scuole, ma c’è una risposta che dobbiamo dare oggi ai padri di famiglia se vogliamo vederli impegnati in prima persona»

Gli interventi della Regione

A Caivano «la Regione Campania è l’unica che ha attuato interventi proprio al Parco Verde di Caivano. Abbiamo realizzato due campi sportivi che abbiamo dato in gestione all’associazione di Caivano ‘Un’infanza da vivere’. Ricordo anche che a Caivano la Regione ha finanziato nell’ambito del programma Scuola Viva un intervento di oltre 1,2 milioni di euro per 4 istituti scolastici e altri interventi nel campo dell’edilizia scolastica».

«Abbiamo destinato 900.000 euro – spiega De Luca – al piano sociale di zona per gli interventi di ascolto e di aiuto alle famiglie. Nel nostro lavoro abbiamo fatto le uniche cose che si siano fatte dal punto di vista sociale a Caivano, ovviamente a questo si aggiunge il lavoro generale fatto contro la dispersione scolastica, con i voucher per l’attività sportiva per le famiglie e le borse di studio per le famiglie, il contrasto alla dispersione con il trasporto gratuito».

Secondo De Luca «dobbiamo fare ancora di più, chiarendo che stiamo facendo un lavoro di supplenza rispetto ad altre istituzioni. In questo momento il Comune di Caivano è commissariato e dovremo parlare in questi giorni con il commissario di governo per il prossimo futuro. Ma intanto affrontiamo il problema sicurezza perché senza questo stiamo perdendo tempo a Caivano come in altri territori della Campania, dove la vita di un essere umano vale 500 euro. A chi vogliamo chiedere di fare lotta alla camorra, a un padre di famiglia che sta in queste condizioni? Ci prendiamo in giro»

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