Giorgia Meloni: governo politico si assuma responsabilità, via sprechi e inefficienze

La premier: costruire una manovra incentrata sulle famiglie, sulla lotta alla denatalità e sui sostegni alle fasce deboli

«Abbiamo tanto lavoro da fare e un’agenda estremamente impegnativa», a partire dalla legge di bilancio, che «dovrà essere seria, come è stata quella dello scorso anno, per supportare la crescita, aiutare le fasce più deboli, dare slancio a chi produce e mettere soldi in tasca a famiglie e imprese». E il «ministro Giorgetti farà il punto e traccerà il quadro complessivo entro il quale ci muoviamo e ci muoveremo». Con queste parole il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha aperto la riunione del Consiglio dei ministri, la prima dopo la pausa estiva.

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«Finora – ha sottolineato Meloni – abbiamo conseguito risultati molto importanti, superiori a quelli della Germania e della Francia, i mercati hanno premiato le nostre scelte, lo spread è basso, i dati sull’occupazione sono ottimi, il Pil nel primo semestre ha sorpreso tutti gli analisti, l’andamento delle entrate fiscali è positivo. Ma dobbiamo tenere i piedi ben piantati a terra. Tutti gli osservatori ci dicono che la congiuntura si sta facendo più difficile, a partire dal rallentamento dell’economia tedesca che si ripercuote in tutta Europa e sul nostro tessuto industriale. Quindi le risorse disponibili devono essere usate con la massima attenzione».

Sprechi e inefficienze

«Questo governo – ha osservato la premier – è politico e i governi sono politici se scelgono e si assumono le loro responsabilità». Quindi «sprechi e inefficienze devono essere tagliati e le poche risorse che abbiamo devono essere spese al meglio». «Quello che vi chiedo di fare – ha precisato – non è una semplice spending review o un elenco di voci da tagliare, è importante ma sarebbe riduttivo chiedervelo, ma di far tornare il più possibile la politica. Perché non intendiamo amministrare il presente e perpetuare semplicemente quello che è già tutto in essere, ma imprimere quel cambiamento che ci è stato chiesto. Se ci sono misure che non condividiamo politicamente, quelle misure non vanno più finanziate e le risorse recuperate utilizzate per gli interventi che sono nel nostro programma. E per costruire una manovra incentrata sulle famiglie, sulla lotta alla denatalità e sui sostegni alle fasce deboli. è un lavoro complesso, lo so, me ne rendo conto, ma dobbiamo avere il coraggio di farlo perché è da qui che parte la svolta».

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Insomma, ha insistito Meloni dicendo di «condividere» la richiesta del ministro Giorgetti di invitare ogni ministero a verificare nel dettaglio le risorse attualmente spese, i capitoli di spesa, le misure attualmente finanziate, «è un governo che è stato scelto dagli italiani anche per fare scelte di rottura con il passato, per cambiare direzione e rompere quello status quo che abbiamo ereditato. E per fare tutto questo è necessario capire come oggi si spendono le risorse, verificare per cosa, e scegliere di dirottare le risorse ora spese su capitoli e misure che non condividiamo e utilizzarle per fare quello che ci hanno chiesto i cittadini».

La Nadef

«La prima scadenza che abbiamo davanti- ha continuato – è quella del 27 settembre. Entro quella data dovremo presentare alle Camere la Nadef, la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza, il documento di riferimento per lo scenario macroeconomico che ci servirà per indirizzare il nostro lavoro. è un documento importante che descrivera’ in che modo vogliamo orientare la nostra azione». Meloni ha quindi puntualizzato che «è presto per dire, nel dettaglio, il quadro delle misure della prossima legge di bilancio, ma il nostro obiettivo è confermare il taglio del cuneo fiscale, che rappresenta un provvedimento concreto che arriva ogni mese nella busta paga dei lavoratori.

«I prezzi dell’energia – ha evidenziato – sono notevolmente più bassi rispetto a quelli di un anno fa, possiamo liberare altre risorse finanziarie, dobbiamo incrementare i fondi per le politiche demografiche e la natalità. Il Mef è al lavoro ma decideremo insieme su cosa concentrare gli interventi, con rigore e attenzione all’equilibrio del bilancio dello Stato. Di certo non possiamo permetterci sprechi, stiamo pagando in maniera pesante il disastro del Superbonus 110%».

L’emergenza migranti

Nella riunione Meloni ha anche affrontato l’emergenza migranti: «L’Italia sta subendo una pressione migratoria come non si vedeva da molti anni a questa parte, anche a seguito degli avvenimenti, recenti e meno recenti, nel Sahel, con quantità di arrivi imponenti. È difficile spiegare all’opinione pubblica quello a cui assiste e lo capisco bene», ha detto.

«I dati dicono che c’è un forte aumento» dei flussi migratori «rispetto all’anno precedente anche se, leggendo attentamente questi numeri, si assiste ad un rallentamento dell’aumento dei flussi». La direzione intrapresa dal governo – ha continuato Meloni – è quella giusta: accordi con i Paesi del Nord Africa, di partenza e transito dei flussi, ma è necessario aggiungere a questa direzione di marcia un più, stringere le maglie, dare segnali chiari ai trafficanti e serve un coordinamento maggiore tra noi nell’attività di contrasto ai flussi illegali di migranti».

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«Nell’insieme – ha sottolineato – facciamo tanto, ma è essenziale che ciascun ministro che ha competenza in materia sia al corrente reale sul lavoro che svolge il suo collega per evitare duplicazioni, dispersione di risorse, ma anche che il nostro interlocutore di turno si rivolga a più d’uno di noi, sollecitando i medesimi interventi, senza poi dare conto dell’utilizzo degli aiuti che riceve. Per questo, già alla fine di questo Consiglio dei Ministri, è convocata una riunione del Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica (Cisr), che ben si presta a essere la sede di questo raccordo. E da oggi è convocato permanentemente, composto da tutti i ministri competenti».

«Il nostro obiettivo è affrontare il problema in maniera pragmatica, con decisioni rapide e coordinate. Dobbiamo poi continuare a lavorare per dare piena attuazione al decreto Cutro, in particolare per quello che riguarda i rimpatri degli immigrati clandestini e bisogna stabilire quali sono ulteriori provvedimenti normativi per contrastare l’immigrazione illegale e la tratta di esseri umani, e le conseguenze in termini di sicurezza pubblica dell’immigrazione irregolare. Su questo il Ministro Piantedosi è già al lavoro e forse può aggiornarci».

La rete Tim

Il Consiglio dei ministri ha anche approvato un dpcm che autorizza la partecipazione del Mef all’ingresso nella nuova società chiamata a gestire la rete Tim, Kk, un fondo di investimento statunitense. «Sul tavolo del Consiglio dei ministri – ha commentato Meloni – arriva oggi un provvedimento estremamente importante e che riguarda uno dei grandi dossier industriali che questo governo ha ereditato, che si trascina da decenni e che nessuno ha mai avuto il coraggio di affrontare. Mi riferisco a Tim: non entro nel dettaglio dell’operazione proposta dal Mef, lo farà il ministro Giorgetti, ma voglio sottolineare in questa sede il significato politico delle nostre decisioni».

«Dopo aver trovato una soluzione seria per Ita con un accordo con Lufthansa, Commissione europea permettendo, e che a volte solleva problemi che difficilmente capiamo, ora è venuto il momento di dare una prospettiva a quello che è stato uno dei campioni internazionali delle telecomunicazioni. La direzione intrapresa dal governo è quella che il centrodestra ha sempre auspicato e sostenuto: assumere il controllo strategico della rete di telecomunicazioni e salvaguardare i posti di lavoro. Quello di oggi è un primo passo, al quale seguiranno ovviamente logiche di mercato, ma finalmente possiamo dire che in Italia c’è un governo che su un dossier così importante si attiva a difesa dell’interesse nazionale e dei lavoratori. E che ha una strategia», prosegue.

La violenza di genere

Un altro tema affrontato da Meloni è stato la violenza di genere. «Sono rimasta profondamente colpita, come immagino tutti voi, da quello che è accaduto al Parco Verde di Caivano», ha affermato. «Le cronache ci hanno riportato notizie terribili e credo sia necessario che questo Consiglio dei ministri esprima solidarietà alle vittime e alle loro famiglie. Così come, e credo di interpretare il sentimento di tutti, esprimiamo tutta la nostra vicinanza alla giovane vittima del terribile stupro di Palermo».

«Rispetto a quanto accaduto, e alle denunce civili provenienti da Caivano, l’obiettivo del governo è al tempo stesso di ‘bonificare’ l’area, garantendo che per la criminalità non esistono zone franche. Intendo raccogliere l’invito formulato da don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano, a recarmi sul luogo: non però per una semplice visita o, peggio, per una passerella, bensì per offrire sicurezza alla popolazione, e per offrire ai giovani la possibilità di praticare sport, anche di livello. Insieme ai ministri Piantedosi e Abodi, ritengo che il Centro sportivo debba essere ripristinato e reso funzionante, immaginando – una volta superate le formalità burocratiche, ma il prima possibile – di affidarne la gestione al gruppo sportivo delle Fiamme Oro» .

Le riforme

«Questo deve essere anche l’anno delle grandi riforme, a partire dalla riforma costituzionale, sulla quale il ministro Casellati è pronta con una proposta che centra i due obiettivi che ci prefiggiamo: dare stabilità ai governi e far decidere ai cittadini chi debba governare. Sarà uno dei primi provvedimenti che vareremo, ma ci sono anche il completamento dell’autonomia differenziata, la riforma della giustizia, la delega fiscale che dobbiamo portare a compimento», ha concluso il presidente del Consiglio.

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