Montagne di fango da Letta & c. per «abbattere» il nemico

Un’accusa al giorno toglie la Meloni di torno?

Fascista e, perché no, anche un po’ razzista, violenta e, magari, anche con un tantinello di voglia di smontare la Carta Costistuzionale. Ed ora, perfino, un pizzico maschilista. Con Conte che l’accusa di prendere ordine dagli Usa, mentre il Pd, ne mette in discussione l’atlantismo ed «Enrico stai sereno» l’accusa «di incipriarsi, per apparire migliore e riposizionarsi». Ora, il quadro delle accuse contro Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia e del Conservatori Europei è veramente completo.

E se lo conferma Paolo Berizzi sul giornale ex De Benedetti “Repubblica”, diretto da Maurizio Molinari c’è davvero da…. scompisciarsi dalle risate. Senza dimenticare, poi, che nel corso della Prima Repubblica le stesse accuse, lorsignori, attraverso i «media» e accondiscenti le hanno rivolte a chiunque – anche quelli che fino al giorno prima avevano considerati loro fedeli – perché per una volta avevano osato contraddirli. Addirittura Marco Pannella e Craxi dovettero sorbirsi quest’accusa.

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Ma Letta & c., media compresi, e Anpi ovvero l’associazione nazionale dei partigiani (ma quanti ce ne sono ancora in vita di quelli veri? E per quanti secoli ancora questo Paese, dovrà continuare a foraggiarne gli eredi che hanno il solo merito di essere sciacalli anche con i propri genitori?) sono davvero convinti che un’accusa al giorno tolga la Meloni di torno? Evidentemente, sì.

L’appoggio a SuperMario Draghi e Mario Monti

Se è vero, com’è vero che come dimostrano le montagne di fango riversatole addosso da quando, per coerenza con se stessa ed i propri elettori, ha deciso – ovviamente in perfetto accordo con i patrioti – di continuare a restare fuori dal governo di cosiddetta unità nazionale di SuperMario Draghi, come, in precedenza avevano detto «no» a quello analogo presieduto dall’altro «special Mario» Monti.

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Fatto è che Giorgia e il suo partito, si sono permessi – senza chiederne il permesso a nessuno – di crescere nella considerazione politica degli elettori italiani ed arrivare da quel misero 1,96% di voti e 9 deputati di crescere costantemente nei risultati ed arrivare nei sondaggi, alla vigilia delle politiche del 25 settembre prossimo al 24,5% che, se confermato dalle urne, ne farebbe il primo partito italiano, l’unico vincente e, quindi, il più rappresentato in Parlamento.

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