Guerra in Ucraina, Kiev: «Mosca prepara offensiva per arrivare a Donetsk»

Zelensky chiede ancora armi: «Chi non ci aiuta, si assume la responsabilità dei morti»

L’Ucraina torna a chiedere armi e avverte gli alleati: «Chi non ci aiuta, si assume la responsabilità dei morti ucraini». Parola del presidente Volodymyr Zelensky, che non ha dubbi: «Presto sarà necessario un maggiore supporto militare. Le vite degli ucraini si stanno perdendo, vite che non possono più essere restituite. E questa è anche responsabilità di coloro che ancora conservano nel proprio arsenale le armi di cui l’Ucraina ha bisogno. Responsabilità che rimarrà per sempre nella storia. Se avessimo jet, veicoli corazzati pesanti, artiglieria – aggiunge – saremmo in grado di porre fine a questa guerra».

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Sullo sfondo resta la preoccupazione per il ricorso dei russi alle armi chimiche. Secondo quanto riferito dal battaglione Azov, a Mariupol un drone avrebbe lanciato delle sostanze tossiche sui difensori della città. Tre persone hanno evidenziato «chiari segni di avvelenamento chimico», per nessuno di loro ci sono «gravi conseguenze» per la salute.

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Zelensky ha ribadito la «preoccupazione per un possibile attacco con armi chimiche nella nuova fase del terrore», senza confermare il loro utilizzo a Mariupol da parte dei russi. Lo stesso ha detto il portavoce del Pentagono, John Kirby: «Non siamo in grado di confermare queste notizie ma il dipartimento della Difesa americano continua a monitorare la situazione da vicino. Sono notizie molto preoccupanti e riflettono i timori che abbiamo da tempo sul rischio che la Russia possa usare gas lacrimogeni mescolati ad agenti chimici».

Secondo la procuratrice generale dell’Ucraina, Iryna Venediktova, al momento sono oltre «5.800 i casi» di crimini di guerra commessi dalla Russia in Ucraina. «Qui stiamo ancora riesumando cadaveri dalle fosse comuni» per quelli che «non sono solo crimini di guerra ma anche crimini contro l’umanità». Il portavoce del Dipartimento di Stato americano, Ned Price, ha dichiarato che «se le prove ci diranno che Putin è responsabile di crimini di guerra, sarà perseguito per questo».

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Zelensky sottolinea inoltre che «le truppe russe hanno lasciato mine ovunque, nelle case, nelle strade, nelle auto, nelle porte: hanno fatto di tutto per rendere il più pericoloso possibile il ritorno in queste aree, hanno fatto di tutto per uccidere o mutilare il maggior numero possibile della nostra gente quando sono stati costretti a ritirarsi dalla nostra terra». A nord di Kiev sono «centinaia di migliaia gli oggetti pericolosi trovati, soprattutto, mine e proiettili inesplosi».

Le notizie dal fronte

Oltre 10mila civili sono morti nella città portuale ucraina di Mariupol. Lo ha detto il sindaco della città Vadym Boychenko all’Associated Press, secondo quanto riportano i media internazionali. Secondo il primo cittadino il bilancio delle vittime potrebbe arrivare a superare i 20mila, in una città da settimane sotto attacco e dove lo scarseggiare di cibo e forniture ha lasciato molti corpi sulle strade. Boychenko ha anche accusato le forze russe di aver bloccato per settimane i convogli umanitari che cercavano di entrare in città

«Il nemico proverà probabilmente a prendere il controllo della città di Mariupol, catturare Popasna e lanciare un’offensiva in direzione di Kurakhove per raggiungere i confini amministrativi della regione di Donetsk». Lo annuncia lo Stato maggiore delle forze armate ucraine su Facebook, ripreso da Ukrinform, che parla anche di «segnali di rafforzamento del sistema di difesa aerea nelle aree di Melitopol e Ilovaisk».

«Sul territorio delle regioni di Donetsk e Lugansk, i nostri soldati ieri hanno respinto 6 attacchi nemici, distrutto 4 carri armati, 5 unità corazzate, 26 unità di veicoli e 8 sistemi di artiglieria nemici» precisa sempre lo stato maggiore ucraino. Ma i russi non avrebbero «abbandonato i piani per catturare completamente le regioni di Donetsk e Lugansk».

«In direzione Slobozhansky, le truppe nemiche continuano a bloccare parzialmente Kharkiv. Nella cittò di Izium, i russi stanno combattendo con unità separate del 1° Panzer e del 20° All-Army» e conducono «la ricognizione aerea per identificare le posizioni delle nostre truppe e determinare le rotte del loro dispiegamento» si afferma sempre nella nota.

Secondo lo stato maggiore, nelle aree di Donetsk e Tavriya, «il nemico» starebbe «combattendo e mantenendo alcuni confini con le forze del distretto militare meridionale» e starebbe «spostando unità aggiuntive per continuare le ostilità». «Nelle acque del Mar Nero e del Mar d’Azov, i gruppi navali russi continuano a svolgere azioni» per isolare l’area delle ostilità, compiere ricognizioni e dare «supporto antincendio alle unità di terra. La minaccia dell’uso di armi missilistiche da parte del nemico rimane», assicurano i militari di Kiev

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