Movida selvaggia, Schifone (FdI): «Ordinanza sbagliata. Avrebbe avuto senso se imposta per tutta la zona e non in singole strade»

Il provvedimento del sindaco ha scatenato polemiche

L’ordinanza del sindaco Manfredi contro la movida selvaggia ha lasciato tante perplessità in giro. Un provvedimento reputato da tantissimi sconclusionato, inutile se si vuol combattere il fenomeno e finanche discriminatorio. Sì perché lascia molti punti dubbiosi a partire dalla chiusura dei bar e dei ristoranti fissata alle ore 1 dalla domenica al giovedì, mentre il venerdì e il sabato la chiusura alle ore 2. Fissato anche lo stop alla musica e alla vendita di bevande alcoliche da asporto dalle ore 24

«Un’ordinanza assurda che non risolve nessun problema ma che nel mentre colpisce un settore già sofferente» ha affermato Luciano Schifone, dirigente di Fratelli d’Italia e già assessore al turismo e spettacolo della Regione Campania. «Prevedere la limitazione di orari, tra l’altro contrario al decreto Bersani che stabilì la libera concorrenza, è un evidente fallimento della politica. Perché si ammette che non si è in grado di dare regole e attuare controlli sulla popolazione giovanile che durante il week-end affollano le zone della movida».

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Schifone: «Controlli, non punizioni»

«Bisognerebbe puntare, piuttosto a rafforzare i controlli. Non punire i ristoratori. Il problema non risiede nel bancone aperto, ma tra i giovanissimi che senza regole si ubriacano e fanno danni e arrivano finanche all’uso della violenza. Per questo serve l’intervento delle forze dell’ordine e l’attivazione delle telecamere di videosorveglianza. Infine bisognerebbe punire chi vende alcool ai minorenni, che ricordo è fuorilegge da anni».

Perplessità anche sul fatto che l’ordinanza non valga per tutta la zona. «Stabilire che un bar a piazza Vanvitelli – spiega Schifone – deve chiudere mentre può restare aperto se si trova a via Scarlatti è un’assurdità. Perché significa non voler risolvere niente. Significa solo fare in modo che i giovani cambino strada. Quindi che facciamo? Facciamo un po’ per uno? Aiutiamo i cittadini di una stada e facciamo sì che si lamentino in un’altra? Altro senso avrebbe avuto se era valida per tutta la zona».

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Ma anche in questo caso sorgono molti dubbi. «Il decreto Bersani – rileva Schifone – ha stabilito la libera concorrenza e un Comune non può decidere come niente fosse le regole delle attività. Il problema fondamentale è che lì insistono troppe attività. Palazzo San Giacomo dovrebbe pensare a soluzioni che prevedano una minor concentrazione di attività nelle singole strade. Magari incentivi per chi cambia strada. Così è solo incostituzionale. E si va a colpire un settore già in difficoltà dopo i due anni di pandemia senza però risolvere niente».

Senza contare che ne deriverebbero danni anche per il turismo

Per Schifone «un turista che viene in città non può trovarla chiusa. Deve essere libero di divertirsi, non deve trovare lo stop alla musica e alla vendita di bevande. In nessuna città turistica del mondo vige questo vincolo». Un’ordinanza insomma che appare priva di senso se non dannosa. «Bisognerebbe evitare di colpire le attività incolpevoli di tutto ciò. L’unica strategia possibile è il controllo del territorio e vedere perché un ragazzino di 14 anni è in strada a mezzanotte a fare il bullo o a procurarsi un coma etilico. È un problema che viene dalle famiglie che non sono più capaci di imprimere i giusti valori» conclude Schifone.

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