Operazione ‘Delizia’, la droga trasportata in ambulanza. In manette il nipote del boss Gionta

L’autista recapitava grosse partite di droga mentre trasportava sull’ambulanza ignari ammalati

Utilizzava anche una insospettabile ambulanza per trasportare la droga una banda del Salernitano smantellata dai Carabinieri, che hanno eseguito 56 ordinanze di custodia cautelare (35 in carcere, le altre ai domiciliari) tra Salerno e Napoli.

L’autista, che è agli arresti domiciliari, recapitava grosse partite di droga mentre trasportava sull’ambulanza ignari ammalati, compreso, in un caso, un paziente da sottoporre a dialisi. La banda spacciava principalmente cocaina, crack, e hashish nei Comuni dell’Agro nocerino-sarnese, a Cava de’ Tirreni, Amalfi, Battipaglia, Eboli, ed altri centri più piccoli e si riforniva da clan camorristici del Salernitano e della provincia di Napoli.

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I militari hanno sequestrato nell’ambito delle indagini, avviate nel settembre del 2020, oltre 5 chili di cocaina e 3 di hashish. Il giro di affari dell’organizzazione è stato stimato in 5 milioni all’anno. Per comunicare gli spacciatori evitavano l’uso del telefono ed utilizzavano canali telematici criptati.

Le indagini sono partite da un giro di noti e abituali consumatori di droga che si recavano a casa di Giacomo De Risi, 38 anni, di Pagani (Salerno), arrestato oggi che era già ai domiciliari per precedenti specifici. De Risi viene ritenuto dagli investigatori il promotore e l’organizzatore del traffico di droga nel Salernitano.

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Tra i ‘fornitori’ il nipote del boss Gionta

La banda si riforniva da affiliati o elementi legati al clan Gionta di Torre Annunziata (Napoli), in particolare Valentino Gionta (nipote dell’omonimo boss), arrestato dai carabinieri del reparto operativo di Varese che stavano controllando i suoi spostamenti, e suoi affiliati e referenti; come Nicola Fiore, 46 anni, di Pagani, detto ‘O’’ pallino’.

Fiore è un pregiudicato con precedenti per tentato omicidio, associazione di tipo mafioso, estorsione, reati in materia di armi e droga, già affiliato al disciolto clan Contaldo, una cosca locale che era collegata alla ‘Nuova Famiglia’; e, ancora, ad altri spacciatori di Pagani collegati con i clan locali o imparentati con loro esponenti come Giuseppe D’Auria, 29 anni, anche lui di Pagani. D’ Auria è nipote di Giuseppe Olivieri, un elemento di primo piano della camorra dell’Agro nocerino-sarnese degli anni ‘80, referente della “Nuova Famiglia”, ucciso in un agguato camorristico il 25 giugno 1990

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