Rauti (FdI): «Maternità surrogata è vietata. Governo garantisca rispetto norme»

La senatrice: «La surrogazione di maternità viene pubblicizzata e gli aspiranti genitori possono comparare servizi di fecondazione»

«Il governo faccia chiarezza sull’evento ‘Un sogno chiamato bebè’, in programma a Milano per maggio prossimo, garantendo il rispetto delle norme sulla maternità surrogata e contrastando tutte le iniziative commerciali e pubblicitarie, vietate dalla legge, che si configurano come una compravendita».

Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia Isabella Rauti, responsabile nazionale del Dipartimento di FdI Pari opportunità, Famiglia e Valori non negoziabili, che nel merito ha presentato un’interrogazione ai Ministri degli Interni e della Sanità.

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«Di recente – spiega – al salone di Parigi e prossimamente a Milano, la surrogazione di maternità viene pubblicizzata e gli aspiranti genitori possono comparare servizi di fecondazione e relativi prezzi e scegliere il ‘pacchetto’ più adatto ai propri desideri. Tutto questo è inaccettabile oltre che illecito e chiediamo che il governo intervenga nel contrastare ogni evento che vada in questa direzione ed ogni forma di pubblicità, anche on line, della maternità surrogata e dell’utero in affitto».

«La surrogazione di maternità è una pratica espressamente vietata»

«In Italia – fa notare Rauti – la surrogazione di maternità è una pratica espressamente vietata dall’art. 12, comma 6, della legge 19 febbraio 2004, n. 40, che commina la reclusione da tre mesi a due anni e la multa da 600.000 a un milione di euro a ‘chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la surrogazione di maternità’. Tale norma vieta il contratto di maternità surrogata in quanto in contrasto con le norme imperative».

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«Tuttavia nei giorni scorsi – osserva Rauti – su numerosi organi di stampa è circolata la notizia di un evento denominato ‘Désir d’enfant’, dedicato alla fecondazione artificiale, tenutosi a Parigi il 4 e 5 settembre scorsi, un’iniziativa fieristica dedicata alla pubblicizzazione della surrogazione di maternità ed alla quale hanno partecipato diversi operatori commerciali che curano l’offerta, anche on line, di pacchetti a pagamento per la fecondazione artificiale».

«L’evento di Parigi ha mostrato con chiarezza come, nella consapevolezza dell’illiceità della pratica, gli operatori del settore offrano comunque la possibilità di valersi dell’utero in affitto, in Paesi dove la pratica è ammessa, determinando così la creazione di un vero e proprio ‘mercato dei figli su richiesta’ anche nei Paesi, come l’Italia, dove la surrogazione di maternità e la sua pubblicizzazione sono vietate».

«È bene ricordare che l’utero in affitto è a titolo oneroso – conclude Rauti – e questo business è una violazione delle disposizioni vigenti nonché uno sfruttamento del corpo delle donne ed una privazione della loro dignità, e la riduzione a merce di scambio dei bambini nati dalla surrogazione. Fdi chiede al governo di intervenire contrastando ogni illecito».

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