Caserta, video di tre professionisti al servizio del progetto elettorale di Marino

Nel web (Fb) sono presenti tre video prodotti dall’amministrazione comunale condotta dall’uscente Carlo Marino. Video presentati da tre professionisti incaricati di realizzare altrettanti progetti (soldi pubblici) di riqualificazione delle periferie di: Puccianiello, Santa Barbara e parco Primavera di Tuoro.

Abbiamo attentamente e a lungo analizzato i tre avvisi d’intendimenti da farsi o in parte realizzati. Senza perdere tempo, appare lampante l’esclusivo scopo divulgativo-elettorale dei proponimenti illustrati.

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L’ingegnere Marcello Rauccio, incaricato della riqualificazione sociale ed ambientale del Parco Primavera afferma: «…l’area del parco Primavera si presenta degradata, assenza di assetto viario di collegamento con piazza Suppa e col centro urbano di Caserta. È presente una tensostruttura sportiva vandalizzata (fuori uso), l’asilo nido da recuperare, è un ambito territoriale tagliato fuori dalla vita sociale. Al parco Primavera si vive in un “limbo” negativo isolati dal resto del mondo…».

Non analizza né dice come si è giunti al degrado, di chi le colpe sommate negli anni d’assenza di tutte le istituzioni pubbliche, compreso quelle clericali. Finge di non sapere lo stato di totale degrado dell’edilizia (proprietà comunale), né ricorda l’assenza comunale dalla gestione normale e straordinaria, non afferma l’assenza nella gestione e controlli assegnazione e pagamenti fitti.

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Afferma: «…riqualificheremo l’intera area con piste ciclabili e vialetti pedonali …». Roba da matti direbbe Cetto la Qualunque. Aggiunge: «…quale deterrente alla criminalità e alle bande criminali (evidentemente operanti in quella landa desolata) riqualificheremo l’intera zona con impianti di video sorveglianza e d’illuminazione».

Lo spot elettorale è di assoluta miseria. La volontà espressa è da autentici ignoranti (non conoscere) la storia dell’insediamento abitativo. Non staremo a raccontarlo, diremo che l’attuale situazione non ha inizio nel 1981, anno dell’insediamento delle famiglie sfollate per il terremoto ivi alloggiate. Collegheremo l’inizio del degrado a partire dal 1995, anno in cui cessò d’operare il democratico e civile impegno del “comitato di quartiere”.

Associazione spontanea e non politica degli abitanti del parco, organizzatrice della vita sociale, conduttrice di iniziative aventi lo scopo di comporre una identità tra le famiglie dei “terremotati”, da collegarsi tra loro e da fare accettare alla socialità esistente del Casale di Tuoro.

L’insediamento parco Primavera, 45.000 mq con quasi 90 famiglie, tutt’intorno stritolato ed isolato da altri insediamenti abitativi, è degradato per colpevoli cecità delle amministrazioni comunali succedute negli anni (nessuno escluso).

L’attuale amministrazione a guida Carlo Marino non conosce gli occupanti gli appartamenti, non ha certezza di chi è in regola e chi è abusivo. L’edilizia non è manutenuta né nell’ordinario e tampoco nello straordinario. In questo apocalittico scenario, l’ing. Marcello Rauccio, in rappresentanza di chi l’ha incaricato, dice d’intervenire con metodi in uso tra i nazisti di Hitler e i comunisti di Stalin e Pol Pot.

I lager in cui i nazisti sterminavano gli ebrei, i gulag in cui Stalin fece sparire milioni di oppositori, erano recintati (come il parco Primavera), controllati da soldati armati (anticipatori della video sorveglianza) e illuminati a giorno con potenti riflettori.

Il parco Primavera di Tuoro ha bisogno di tutt’altri interventi, li diremo a parte.

Parco Primavera è stritolato da insediamenti abitativi “lager”. L’edilizia tutt’intorno edificata è frutto di “estremismo urbanistico”, tipologia “Castrum dormitorio”. Sottrazione di suolo agli standard urbanistici indispensabili al vivere civile non creatori di ghetti. Realizzare vie di penetrazione viaria per collegare il parco Primavera alla città o alla piazza Suppa, quella che Carlo Marino si appresta a distruggere, sono fuffa.

Sono coperture al mancato rispetto degli standard urbani non adeguatamente riservati dagli insediamenti di via Cupa Madonnella ed affini. Un esempio per tutti: «…le ville di via Martiri delle Foibe avevano tre superfici (1.000+500+500 mq) parcheggi e area verde attrezzata, tutti i tre suoli sono stati sottratti ai cittadini e venduti a privati». Cosa risponde l’Ente comune e il suo incaricato del “recupero delle periferie” con sistemi di polizia repressiva? Sempre disponibili a confronti.

Federproprietà Napoli

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