Legge di bilancio 2021 | Il governo ‘giallorotto’ batte un altro primato

Ce l’hanno fatta. Hanno approvato la Legge di Bilancio 2021, evitando per un soffio l’esercizio provvisorio. Ma hanno rischiato e molto. A Montecitorio, non s’erano accorti che i conti del cuneo fiscale non tornavano. Forse, sfiduciati dalla fiducia non l’avevano neanche letta. Sicché, per uscire dal labirinto dell’incompetenza e rendere effettiva la “fiducia” ottenuta, hanno dovuto approvare e allegarvi un dl correttivo ad hoc.

Legge di bilancio 2021, i conti non tornano e i senatori mettono alla berlina il Governo

Il governo “giallorotto”, insomma, ha portato a casa l’ennesimo record. Nessun esecutivo ha mai approvato la finanziaria in tempi rapidi e con il contributo di tutti; nessuno, però, era mai arrivato così tardi, pur comprimendo il dibattito e costringendo addirittura al silenzio i senatori che si sono vendicati, mettendoli alla berlina denunciandone l’errore.

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Eppure, il premier durante la conferenza stampa di fine anno non ha fatto che pavoneggiarsi e ripetere che l’Italia – nonostante segnali il record mondiale di mortalità e non abbia ancora risolto i problemi registrati nella prima ondata: trasporti locali affollatissimi, terapie intensive in affanno, scuole a rischio, ecc.- rappresenti un modello per tutti gli altri Paesi.

A sentirlo, verrebbe voglia di proporlo, insieme al ministro (senza) Speranza per un premio speciale al valor civile o, perché no? – dato che la chiamano guerra – al valor militare. Magari, un cucchiaio di cartone o di legno.

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E soprattutto ha detto tutto e il contrario di tutto. Ma ha chiaramente fatto intendere che non vuole mollare, ne palazzo Chigi, ne i pieni poteri, e neanche i dpcm, perché «le vittime sono una ferita indelebile» e prorogherà «lo stato di emergenza fino a quando sarà necessario» e, «si fa ma non si dice», qualcuno sussurra fino a fine 2021. Di nuovo ha rivendicato per se i servizi segreti, e riproposto la task force “Recovery”. E il Capo dello Stato, propone la solita omelia ispirata alle “buone prassi” che tutti applaudono, sentono e nessuno ascolta.

Legge di bilancio 2021: se il 2020 è stato tragico, il 2021 rischia di essere peggiore

Sicché se il 2020 è stato un anno tragico; il 2021, s’annuncia ancora peggiore. Intanto – nonostante la sceneggiata eurovisiva dell’avvio simbolico delle vaccinazioni – il Covid-19 continua a circolare. Conte, (senza) Speranza ed Arcuri, non hanno ancora trovato il tempo per mettere a punto un credibile piano vaccini e siamo ultimi per vaccinazioni (la tedesca Biontech avvisa di non avere vaccini per tutti). E loro 3 sprecano quello a disposizione, per lodarsi e imbrodarsi e spargere terrore, mentre la crisi economica, è pronta a sprigionare tutti i suoi effetti.

Alcune misure: blocco dei licenziamenti e sospensione delle scadenze fiscali, giungeranno a termine. Le aziende riprenderanno a licenziare, un altro milione di posti di lavoro – oltre quelli già saltati l’anno scorso – traballa e dal primo gennaio l’agenzia delle Entrate è pronta a riarmare la pistola fiscale e far ripartire i 50 milioni di cartelle ferme al “pit stop”.

E a complicarci la vita la legge di bilancio di cui sopra con altri 40 miliardi sprecati in mancette elettorali, bonus e senza nessuna strategia di sviluppo e assolutamente nulla per il Sud, tranne il taglio del 30% del cuneo fiscale che, per altro, non interessa solo il Mezzogiorno ma tutte le aree svantaggiate, dalle Alpi al Capo Passero. Indovinate chi se ne avvantaggerà? A proposito, guarda caso era proprio questo il comma con i conti sbagliati.

E non dimentichiamo la stretta sui conti correnti decisa dall’Autorità bancaria europea, con le banche che potrebbero mettere fine a quelle piccole forme di flessibilità che in tempi difficili, come quelli pandemici, hanno aiutato le aziende, a pagare stipendi e contributi previdenziali; e le famiglie per le utenze ed entrambe con le rate di finanziamenti e mutui. Una misura che travolgerebbe oltre l’Italia, l’intera area mediterranea, la cui economia già fragile è oppressa da rischi creditizi che il Covid-19 ha reso ancora più “performanti”.

Purtroppo, siamo all’ennesima dimostrazione che l’Europa che ci hanno regalato, non è quella dei Popoli e delle Patrie auspicata dai suoi promotori; bensì quella dei mercati e dei sistemi finanziari. E soprattutto dagli euroburocrati che nessuno ha eletto e che, per conseguenza, non devono dar conto a nessuno delle proprie azioni, purché provvedano a garantire quella speculazione finanziaria che ne ha reso possibile la nomina.

Non a caso nel mettere a punto la strategia per lo sviluppo dei mercati secondari per i crediti deteriorati, le nuove norme per l’insolvenza, non ha ritenuto opportuno dar vita ad un bad bank europea per il loro recupero, ma ha suggerito l’istituzione di una rete di bad bank nazionali.

La solidarietà dell’Europa, prevede che ognuno risolva da sé i propri problemi finanziari, pagandone conseguenze e perdite, in maniera tale che l’incasso dei “deteriorati” del Sud, possa riempire le casse, mai sufficientemente gonfie, dei businessmen del Nord. E non dimentichiamo le risorse Mes, Sure e Recovery Fund per la ripartenza post-Covid, – secondo Renzi & c. senza condizionalità.

Forse nel senso che – come già avvenuto con il Sure per la cig – gli accordi per la concessione, contenenti le varie condizioni, fra cui la durata del prestito e il tasso d’interesse, saranno secretati e non resi pubblici. Un deja vu che, purtroppo, riporta alla mente la storia dell’Italia e la conseguente colonizzazione del Sud da parte dell’alt(r)aItalia.

Altro che solidarietà!

Di fronte a tutto ciò, sconcerta lo zigzagare del governo tra “stop and go”, “ristorini”, bonus e mancette, che non aiutano, ma aggravandone l’agonia, affondano l’economia. Un governo, insomma, che fa poco, male e, soprattutto, in ritardo.

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