Riflettori sul patrimonio archeologico oplontino
Torre Annunziata e i tesori dell’antica Oplontis incantano su Rai 1. Alberto Angela ha dedicato una parte della puntata di «Passaggio a Nord Ovest», trasmessa alle 15 di oggi, sabato 19 settembre e ancora disponibile su RaiPlay, ai nuovi scavi della Villa di Poppea e alle scoperte che stanno modificando la conoscenza della monumentale residenza romana.
Le telecamere hanno seguito il lavoro degli archeologi in un settore rimasto finora inesplorato, dove il primo grande progetto di ricerca avviato dopo molti anni sta restituendo nuovi elementi sulla struttura e sulle decorazioni della dimora.
Le ricerche si concentrano su uno dei lussuosi saloni che componevano la residenza, tradizionalmente attribuita a Poppea Sabina, seconda moglie dell’imperatore Nerone. Gli scavi condotti negli ultimi due anni hanno ridefinito l’articolazione planimetrica della villa, chiarendo alcuni aspetti rimasti in sospeso soprattutto nel settore occidentale.
Le indagini hanno consentito di individuare altri quattro ambienti, che si aggiungono ai 99 già riportati alla luce durante le campagne archeologiche del Novecento. Lo scavo ha inoltre liberato un piccolo portico, fino ad ora conosciuto soltanto parzialmente, e ha permesso agli studiosi di riconoscere e interpretare le differenti fasi costruttive del complesso.
La sirena che accompagna le anime nell’oltretomba
Le sorprese più importanti arrivano dalla parete occidentale, che ha conservato gran parte della decorazione appartenente all’ultima fase della residenza. Nella zona inferiore compare una piccola figura con il corpo di donna, le sembianze di un uccello e ali di farfalla.
Si tratta di una sirena rappresentata come divinità legata al trasporto delle anime dei defunti nell’oltretomba. Una raffigurazione che aggiunge un nuovo elemento alla ricchezza simbolica degli affreschi della Villa di Poppea e offre ulteriori indicazioni sul programma decorativo scelto per gli ambienti della residenza.
Gli scavi hanno interessato anche una delle sale più note del complesso, il cosiddetto «Salone della Maschera e del Pavone». La liberazione della parete occidentale permette ora di ricomporre la spazialità dell’intero ambiente e di comprendere il dialogo tra le decorazioni collocate sulle due pareti contrapposte.
Alla maschera della tragedia presente sulla parete orientale corrisponde infatti la figura del Pappus, il «vecchio sciocco» tipico della commedia. Non si tratta quindi di una ripetizione, ma di un complesso gioco di richiami e contrapposizioni costruito dagli antichi decoratori.
Pavoni e porfirioni, il dialogo tra le pareti
Sulla parete orientale sono raffigurati due maestosi pavoni, animali sacri a Giunone e simboli di immortalità, regalità e vittoria sulla morte. Gli affreschi appena liberati sulla parete occidentale hanno invece restituito le figure di due porfirioni, uccelli ai quali vengono associati i valori dell’armonia e della fedeltà tra i coniugi.
Le due pareti sembrano così dialogare tra loro attraverso immagini diverse ma collegate da un unico progetto decorativo. Le maschere teatrali, gli animali e le figure mitologiche non costituiscono semplici ornamenti, ma compongono un sistema di simboli pensato per accompagnare lo sfarzo della villa.
Il restauro e lo studio dei frammenti recuperati potranno fornire nuovi dati sulla struttura e sulle decorazioni del complesso. A oltre sessant’anni dall’avvio degli scavi sistematici, il sottosuolo di Torre Annunziata continua dunque a restituire ambienti, affreschi e testimonianze della grande residenza sepolta dall’eruzione del Vesuvio del 79 dopo Cristo.
Il servizio di Alberto Angela offre ora una vetrina nazionale a queste scoperte e riporta l’attenzione su Oplontis, definita dalla trasmissione una delle perle del Parco archeologico di Pompei.




