L’ex governatore: «La nuova Giunta può vivere di rendita per tre anni»
«Inauguratori abusivi». Vincenzo De Luca non usa giri di parole e ironizza su Roberto Fico, Mario Casillo e Pietro Diamentini dopo la presentazione dei nuovi treni e dei nuovi orari della Circumvesuviana a Porta Nolana. Per l’ex presidente della Regione, la nuova Giunta si è limitata a mettere in vetrina un lavoro già programmato, finanziato e avviato da chi l’ha preceduta.
«Hanno inaugurato i treni nuovi che sono arrivati dalla Stadler. Questo episodio è stato messo in piedi da quelli che io chiamo gli inauguratori abusivi, cioè quelli che inaugurano il lavoro degli altri», attacca De Luca. L’ex governatore ricorda che la precedente Giunta aveva varato un programma per l’acquisto di centinaia di nuovi treni e autobus e che, nel caso della Circumvesuviana, la gara risale al 2019. Inizialmente aggiudicata a Hitachi, dopo i ricorsi amministrativi e le decisioni di Tar e Consiglio di Stato la commessa passa a Stadler.
De Luca rivendica i nuovi treni
Le consegne subiscono poi diversi ritardi: prima il Covid, quindi il trasferimento della produzione dalla Bielorussia a Valencia e infine l’alluvione che colpisce la città spagnola. «Comunque siamo arrivati alla fine di questo calvario», osserva De Luca, sottolineando che il programma era già stato finanziato dalla precedente amministrazione regionale. I convogli cominciano ad arrivare lo scorso anno, mentre nel 2025 Ansfisa completa il percorso necessario per il certificato di collaudo.
Da qui l’affondo: «È stata fatta l’inaugurazione con la quale, ovviamente, si è presentato tutto il lavoro che abbiamo fatto noi prima. L’attuale Giunta regionale non ha fatto niente, non c’entra niente». E anche Porta Nolana entra nella polemica. La stazione scelta per la conferenza stampa, ricorda De Luca, era stata completamente riqualificata due anni prima: «Noi abbiamo lavorato, siamo stati lungimiranti, per offrire all’attuale Giunta regionale un luogo molto bello e dignitoso dove fare una bella conferenza stampa».
Poi arriva la stoccata all’assessore ai Trasporti, definito «gioioso ed effervescente». Casillo aveva osservato che i seggiolini dei nuovi treni erano un po’ stretti e De Luca non si lascia sfuggire l’occasione: «Se ci avvertiva prima, gli facevamo produrre da Stadler dei seggiolini a due piazze». L’ex presidente spiega che le dimensioni sono legate alla natura metropolitana del servizio, caratterizzato da percorrenze brevi, la stessa ragione per cui sulle carrozze non sono previsti i bagni.
La conclusione è altrettanto pungente: «L’attuale Giunta regionale può vivere di rendita per altri tre anni. Conferenze stampa comprese, da inauguratori abusivi».
Dai treni ai problemi della Circumvesuviana
De Luca passa quindi al funzionamento quotidiano del servizio e definisce l’attuale dirigente dell’EAV «un dirigente un po’ flebile». Richiama l’interruzione della linea Napoli-Torre del Greco provocata da un problema alla corrente elettrica, durante la quale un dipendente ha avuto un problema di salute ed è stato ricoverato. E sottolinea come, rispetto ad analoghi episodi del passato, non si sarebbe registrato lo stesso clamore: «Io ricordo che anni fa, appena si aveva un’interruzione per mancanza di corrente, l’ira di Dio. Tutto tranquillo».
L’ex governatore segnala poi una lunga serie di ritardi e soppressioni registrati il 12 settembre sulle linee EAV, contrapponendo quei disservizi alla narrazione della «rivoluzione» del trasporto pubblico. Ed è proprio dalle comunicazioni dell’azienda che nasce un’altra polemica: quella sull’utilizzo del termine «clienti» per indicare i viaggiatori.
«Se sono clienti, dovete restituire il prezzo del biglietto, perché gli avete venduto una merce contraffatta», afferma De Luca, rivendicando invece il concetto di utente come titolare di un diritto a un servizio pubblico. L’ex governatore allarga quindi il ragionamento al centrosinistra e collega questo tema a quello dei disoccupati di lunga durata e delle cosiddette liste di lotta, sostenendo di non aver ascoltato valutazioni critiche da parte delle altre forze della coalizione.
Nel finale torna però il sarcasmo sui nuovi treni: «Starò molto attento per curare il fondoschiena del mio amico assessore ai Trasporti, che sta stretto sui seggiolini. Mi impegno a fargli arrivare un seggiolino a due piazze, formalmente». E chiude tornando a definirsi, con la consueta ironia, un «modesto artigiano della politica».




