Al posto del fortino nasceranno un parco e uno spazio polifunzionale
La torre che dominava Palazzo Fienga è stata abbattuta. A Torre Annunziata la demolizione dell’ex roccaforte della camorra compie così uno dei passaggi più visibili dall’avvio delle operazioni, partite il 9 maggio scorso. A comunicare il completamento dell’intervento è il prefetto di Napoli, Michele di Bari.
A eseguire l’abbattimento è stato il XXI Reggimento Genio Guastatori della brigata Garibaldi dell’Esercito Italiano. L’operazione rientra nel programma predisposto per cancellare l’intero compendio immobiliare confiscato alla criminalità organizzata e, secondo la Prefettura, è stata portata a termine rispettando i tempi fissati.
La pianificazione tecnica della demolizione è stata affidata alla Struttura tecnica per la progettazione dell’Agenzia del Demanio. A coordinarne l’attuazione è il commissario prefetto Giuseppe Priolo, insediato il 27 gennaio, che opera attraverso procedure straordinarie, derogatorie e speditive. Nel sottolineare il risultato raggiunto, Di Bari ha rivolto un ringraziamento ai soggetti che hanno contribuito al progetto: il procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo, il procuratore della Repubblica di Napoli Nicola Gratteri, quello di Torre Annunziata Nunzio Fragliasso, lo stesso commissario Giuseppe Priolo e il direttore dell’Agenzia Nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, Maria Rosaria Laganà.
Il prefetto ha citato anche il direttore dell’Agenzia del Demanio, il provveditore alle Opere Pubbliche, le forze dell’ordine e il Genio Militare. Un riconoscimento specifico è andato al XXI Genio Guastatori, comandato dal colonnello Romano Ventura, che «ha svolto un’azione determinante superando con non comune professionalità e spirito di sacrificio le molteplici difficoltà di ordine, ambientale, tecnico e strutturale».
Di Bari: «Emblema della vittoria dello Stato»
Per Di Bari, l’abbattimento non rappresenta soltanto una tappa del cantiere. Il prefetto richiama «il profondo valore simbolico dell’iniziativa che non si configura soltanto come un intervento urbanistico, ma sancisce in modo inequivocabile il ripristino della legalità sul territorio, assurgendo a emblema della vittoria dello Stato contro il potere della camorra».
Il progetto non si fermerà alla demolizione. Una volta liberata, l’area sarà completamente riqualificata e destinata a un parco pubblico attrezzato e a uno spazio polifunzionale. L’intervento interessa un quartiere che oggi non dispone di aree verdi né di luoghi di aggregazione e punta a creare, soprattutto per le nuove generazioni, spazi sicuri, vivibili e legati alla cultura della legalità.




