Stabilità politica e prudenza fiscale sostengono il giudizio
Fitch promuove la tenuta dell’Italia e conferma il rating sovrano a «BBB+» con outlook stabile. Nel giudizio dell’agenzia pesano positivamente la solidità istituzionale, la prudenza fiscale e la recente stabilità politica. A sostenere la valutazione sono un’economia di grandi dimensioni, sempre più diversificata e ad alto valore aggiunto, insieme ai vantaggi derivanti dall’appartenenza all’Ue e all’area dell’euro.
Fitch richiama inoltre gli elevati livelli di ricchezza e indicatori di governance relativamente solidi. A fare da contrappeso restano il peso molto elevato del debito pubblico e prospettive di crescita a medio termine limitate, fattori che riducono la flessibilità di bilancio e la capacità di abbattere il debito.
Deficit al 2,9% e prudenza nella spesa
Per il 2026 Fitch continua a prevedere un miglioramento del deficit, stimato al 2,9% del Pil rispetto a una mediana del 3,2% per i Paesi con rating BBB. Un risultato legato a «una gestione prudente della spesa e al dinamismo delle entrate, favorito in parte da un mercato del lavoro solido».
Le misure adottate finora per compensare i maggiori costi energetici, sottolinea l’agenzia, sono rimaste contenute, inferiori allo 0,2% del Pil, e a impatto neutro sul bilancio. Gli investimenti pubblici, trainati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, restano invece centrali per mantenere lo slancio dell’economia nel medio periodo.
Il governo ha attivato la clausola di salvaguardia nazionale per consentire maggiore flessibilità nella spesa destinata all’energia, pari allo 0,6% del Pil, e alla difesa, allo 0,9%, nel periodo 2026-2028. Fitch prevede spese effettive inferiori agli stanziamenti nominali, ma ritiene probabile una revisione al rialzo degli obiettivi di deficit per il 2027 e il 2028 rispetto al Piano strutturale di medio termine. Dal 2026 il deficit dovrebbe restare sostanzialmente invariato, con un miglioramento del saldo primario di 0,3 punti percentuali.
Fitch: «La stabilità politica elemento di solidità»
Nel giudizio dell’agenzia trova spazio anche la durata dell’esecutivo. «La recente stabilità politica ha rappresentato un elemento di solidità per il rating sovrano dell’Italia; l’attuale governo guidato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni detiene infatti il record di longevità dalla fine della Seconda guerra mondiale», afferma Fitch.
L’agenzia segnala tuttavia la propria preoccupazione per il futuro «quadro politico frammentato». In vista delle elezioni previste entro settembre 2027, il Parlamento sta discutendo una legge destinata a sostituire l’attuale sistema elettorale proporzionale con un modello maggioritario dotato di premio di maggioranza. Secondo Fitch, la riforma potrebbe favorire la stabilità dei governi, anche se i ripetuti cambiamenti delle regole elettorali degli ultimi decenni evidenziano una carenza di impegno istituzionale a lungo termine. Gli attuali sondaggi, inoltre, delineano un quadro fortemente frammentato nel quale il crescente consenso verso nuovi partiti populisti potrebbe complicare la formazione delle coalizioni.
Sul fronte dei conti, Fitch prevede inoltre che «l’Italia dovrebbe uscire dalla procedura per i disavanzi eccessivi il prossimo anno». L’agenzia continua a riscontrare «un forte impegno del governo», sostenuto da una crescente attenzione alla prudenza fiscale e al rispetto delle regole Ue. Restano, nel lungo periodo, le pressioni legate all’invecchiamento della popolazione, agli oneri per interessi e al cambiamento climatico.
Debito ancora alto, crescita media allo 0,8%
Il principale vincolo per il rating resta il debito pubblico. Fitch stima che il rapporto debito/Pil raggiungerà un picco del 138,2% nel 2026, contro una mediana del 57% per i Paesi comparabili con rating BBB, per poi iniziare a diminuire gradualmente dal 2027. La dinamica dovrebbe essere sostenuta da avanzi primari costanti e da una crescita nominale moderata, mentre gli aggiustamenti stock-flussi legati ai precedenti programmi di credito d’imposta dovrebbero attenuarsi dal 2028.
La crescita viene stimata in media allo 0,8% nel periodo 2026-2028. «L’economia italiana ha mostrato resilienza di fronte agli shock esterni», osserva Fitch, secondo cui nel 2026 il Pil sarà sostenuto da solidi investimenti pubblici, consumi privati resilienti ed esportazioni diversificate.
Dal 2027 l’agenzia prevede un rallentamento, con l’inflazione destinata a incidere sui consumi e il sostegno del programma Ngeu che andrà progressivamente esaurendosi. Gli investimenti dovrebbero comunque continuare a sostenere l’espansione. Sul medio termine restano le sfide demografiche e di produttività, anche se gli investimenti e le riforme realizzati recentemente offrono margini di miglioramento.




