I risultati al termine del primo ciclo di monitoraggio
Arrivano i primi risultati dei controlli sulla qualità dell’aria dopo il rogo che il 6 settembre ha interessato il deposito di rifiuti in balle di Taverna del Re, a Giugliano. Le analisi dell’Arpac evidenziano valori elevati per diossine, furani e policlorobifenili diossina-simili.
Il primo ciclo di monitoraggio, effettuato tra il 7 e l’8 settembre con un campionatore posizionato nei pressi del luogo dell’incendio, ha rilevato una concentrazione complessiva pari a 2,4 pg/Nm3 I-Teq. Il valore risulta significativamente superiore al riferimento correntemente utilizzato dalla comunità scientifica, fissato a 0,15 pg/Nm3 I-Teq e indicato sulla base della fonte Lai, Germania. Il parametro esprime la sommatoria delle concentrazioni di diossine, furani e policlorobifenili diossina-simili disperse nell’aria, calcolata in termini di tossicità totale equivalente.
L’incendio era divampato nel tardo pomeriggio del 6 settembre in una porzione di materiale già movimentato e interessato dalle procedure di trasferimento. Il rogo era stato definito «covante», perché sviluppatosi sotto gli spessi teli che ricoprivano il cumulo, senza fiamme visibili all’esterno. Per circoscriverlo erano intervenute quattro squadre dei vigili del fuoco e due automezzi, tra cui una grande autobotte arrivata da fuori regione.
I controlli dopo l’incendio
Già nelle ore successive al rogo era stato disposto il monitoraggio ambientale dell’area attraverso le apparecchiature dell’Arpac. Sul posto erano intervenuti anche i carabinieri del decimo Reggimento Campania e della Compagnia di Giugliano, mentre le cause dell’incendio restano da accertare. Il monitoraggio dell’Arpac prosegue anche dopo il primo risultato. Gli ulteriori dati saranno pubblicati sul sito dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania non appena disponibili.



