Meloni leader nelle intenzioni di voto, Schlein resta a distanza
Il primato di Fratelli d’Italia resta saldo e il Partito democratico continua a inseguire a distanza. È uno dei dati principali della nuova rilevazione dell’istituto Noto per Porta a Porta. La fotografia delle intenzioni di voto vede FdI al 27,5%, con un vantaggio di otto punti sul Pd, fermo al 19,5%. Ancora più indietro il Movimento 5 stelle: il 12,2% attribuito alla formazione guidata da Giuseppe Conte rappresenta un risultato deludente, che lascia i pentastellati lontani sia dalla vetta sia dai democratici.
Alle spalle del M5S si muovono gli equilibri tra le altre forze. Futuro Nazionale, la lista di Vannacci, raggiunge l’8%, in crescita rispetto al 4,5% registrato nella rilevazione di giugno. Seguono Forza Italia al 7%, Lega e Alleanza Verdi e Sinistra entrambe al 5,5%. Azione-Liberal democratici-Spazio pubblico viene accreditata del 5%, mentre Italia viva-Casa riformista si ferma al 2%. Più contenuti i consensi assegnati a Noi moderati, all’1,5%, Progetto civico, all’1,3%, +Europa e Sud chiama nord, entrambe all’1%.
Le coalizioni finiscono in parità
Il dato sulle coalizioni restituisce invece un equilibrio complessivo: centrodestra e cosiddetto campo largo vengono entrambi stimati al 41,5%. La rilevazione stima inoltre una partecipazione al voto del 61%, un dato che scenderebbe ulteriormente nell’ipotesi di un secondo turno. Ed è proprio il ballottaggio a restituire un quadro diverso: la coalizione guidata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni viene indicata al 53%, contro il 47% attribuito allo schieramento guidato da Elly Schlein. In questo scenario l’affluenza sarebbe intorno al 56%.
Come voterebbero gli esclusi dal ballottaggio
Il sondaggio entra anche nel dettaglio delle possibili scelte degli elettori delle liste rimaste fuori dal secondo turno. Tra quelli di Futuro Nazionale, il 95% convergerebbe sul centrodestra e il 5% sul campo largo. Per quanto riguarda gli elettori centristi, il dato riportato assegna il 48% alla coalizione guidata dalla presidente del Consiglio e il 58% alle opposizioni. Tra gli altri elettori, invece, il 41% sceglierebbe la maggioranza e il 59% il campo progressista.



