Più facile lamentarsi di una parola che rispondere alla critica
Che «inguardabile» fosse un termine evitabile non serve nemmeno discuterlo. Che da quell’aggettivo debba partire una mobilitazione politica contro Aurelio De Laurentiis è invece assai meno scontato. Tanto più che il patron del Napoli aveva accompagnato quella frase con una critica molto precisa al Pd e al campo largo.
«Questi del centrosinistra che litigano, non hanno un programma e sembrano dei gran….volevo dire una brutta parola», aveva detto De Laurentiis, per poi aggiungere: «Cosa hanno proposto dall’inizio? Se avessero detto: “Vogliamo partecipare con la nostra coscienza e sapienza rispettando la vostra. Faremo delle proposte, ne possiamo discutere”. Invece dall’inizio fanno cane e gatto». È dentro questo ragionamento che il presidente del Napoli colloca anche il giudizio su Elly Schlein, respingendo poi la lettura sessista: «Lungi da me una cosa del genere». Il suo, ha ribadito, era «un giudizio politico».
La precisazione non è però bastata a frenare il fronte delle reazioni. Valeria Valente parla di «un giudizio sull’aspetto fisico. Un commento misero, figlio di una subcultura maschilista e pericolosa, da combattere», aggiungendo che «quando una donna assume un ruolo di potere i commenti sul suo corpo sono all’ordine del giorno, pronunciati in pubblico, davanti a testimoni, senza nemmeno il sospetto che possano essere sbagliati. Anzi, con la ragionevole certezza che qualcuno riderà».
Teresa Armato, assessora al Comune di Napoli e dirigente nazionale del Pd, definisce invece quello di De Laurentiis «un commento da anni Trenta, che denota una mancanza di rispetto nei confronti delle donne, la sua è una frase che si commenta da sola e mi domando cosa ne pensino le donne di Forza Italia e la stessa presidente del Consiglio». Enza Amato, presidente del Consiglio comunale di Napoli, osserva che «la precisazione non supera l’ambiguità dell’espressione, che per il contesto e per le parole utilizzate può essere interpretata come un giudizio sessista». Negativo anche il giudizio degli esponenti di centrosinistra del Napoli Club Parlamento.
Il chiarimento di De Laurentiis
A difendere il presidente del Napoli interviene Fulvio Martusciello, segretario di Forza Italia in Campania: «Su Aurelio De Laurentiis si è costruita una polemica che non ha ragione di esistere. Le sue parole sono state caricate di un significato che non avevano. Si riferiva ai continui litigi del campo largo».
De Laurentiis torna quindi sul punto e rende ancora più esplicito il significato attribuito a quell’«inguardabile»: «Il mio riferimento era inteso esclusivamente da un punto di vista politico. Ritengo che, in questi anni, Elly Schlein avrebbe dovuto sedersi al tavolo della politica, invece di condannare reiteratamente ed esprimere continue manifestazioni di dissenso. Le idee e la visione politica dell’opposizione possono essere anche apprezzate da chi governa, ma se ogni qual volta si alimenta il contrasto, allora si diventa stancanti e si rischia di essere “inguardabili”».
Obbligatoria una riflessione
E allora sì, De Laurentiis avrebbe potuto scegliere un aggettivo migliore. Probabilmente avrebbe risparmiato a tutti parecchie dichiarazioni. Ma il piccolo miracolo politico resta: un campo largo accusato di non riuscire a stare insieme ha trovato in poche ore una causa comune. Non un programma, non una proposta, non una linea condivisa. Un aggettivo.
Per il Pd, però, forse la parte più scomoda della vicenda comincia proprio dove finisce la polemica sul sessismo. Perché si può contestare De Laurentiis quanto si vuole, ma resta una domanda politica molto più seria delle parole utilizzate: quanto pesa, fuori dal perimetro del partito, un giudizio così negativo sulla sua capacità di proporre un’alternativa? Su questo non basta indignarsi. E forse è proprio questo il passaggio che meriterebbe qualche riflessione in più.




