Il 41enne si rivolge alla Polizia dopo il mancato rilascio degli atti
Dalla richiesta formale della cartella clinica all’intervento della polizia. Si complica ulteriormente la vicenda della coppia che sospetta uno scambio di embrioni dopo la nascita, al San Paolo di Napoli, di una bambina risultata non biologicamente figlia del padre.
L’episodio è avvenuto ieri nell’ospedale napoletano, dove il 41enne si era recato per ritirare la documentazione sanitaria relativa alla piccola. «Sono stato costretto a chiamare la polizia per ottenere un mio diritto: la consegna della cartella clinica che avevo formalmente richiesto lo scorso agosto e che mi era stato assicurato mi sarebbe stata data in questi giorni», ha raccontato l’uomo.
La bambina è nata il 3 giugno 2025 dopo un percorso di fecondazione in vitro, ma successivamente il test del DNA ha stabilito che il 41enne non è il padre biologico. La vicenda è emersa lo scorso agosto ed è ora al centro delle indagini della Procura di Napoli, con il procedimento seguito dal pm Stella Castaldo della sezione «Lavoro e Colpe Professionali», coordinata dal procuratore aggiunto Antonio Ricci.
Il sospetto dello scambio di embrioni
La coppia, che aveva presentato una denuncia alcune settimane dopo la nascita della bambina, sospetta che nel grembo della 36enne possa essere stato impiantato l’embrione appartenente a un’altra coppia. Il 41enne e la moglie, assistiti dall’avvocato Francesco Petruzzi, avevano quindi avviato anche l’iter per ottenere la documentazione sanitaria. Ad agosto l’uomo si era recato al San Paolo per presentare formalmente la richiesta della cartella clinica e, secondo le indicazioni ricevute, avrebbe dovuto poterla ritirare proprio in questi giorni.
Una volta tornato nella struttura, però, il documento non gli è stato consegnato. Secondo quanto riferito dallo stesso 41enne, si sono verificati anche momenti di tensione, fino alla decisione di chiedere l’intervento della Polizia di Stato e di contattare il proprio avvocato, che ha inoltrato una diffida. «Solo dopo l’intervento delle forze dell’ordine e dell’avvocato sono riuscito ad avere, finalmente, una data di consegna: il 18 settembre», ha riferito l’uomo.




