Il Cremlino: Mosca non ha piani aggressivi contro l’Europa
Vladimir Putin e Donald Trump tornano a parlarsi dell’Ucraina e delle prospettive dei rapporti tra Mosca e Washington. Secondo il Cremlino, il presidente russo ha escluso intenzioni aggressive nei confronti dell’Europa.
A riferire i contenuti del colloquio è il consigliere del Cremlino Yuri Ushakov, citato dall’agenzia di stampa russa Tass. Putin avrebbe assicurato al presidente degli Stati Uniti che la Russia non ha «alcun piano aggressivo» nei confronti dell’Europa e avrebbe contestato le ricostruzioni sulla cosiddetta «minaccia russa», sostenendo che queste speculazioni vengono utilizzate dall’Unione Europea come pretesto per aumentare il sostegno a Kiev e incrementare le proprie spese militari.
Nel corso della telefonata, il leader statunitense avrebbe invece legato la possibile conclusione del conflitto in Ucraina a un rilancio delle relazioni bilaterali. Secondo Ushakov, il presidente americano «ha detto a Putin che la fine del conflitto in Ucraina aprirebbe immediatamente la strada a prospettive di pieno ripristino delle relazioni tra Russia e Stati Uniti».
Putin, invece, avrebbe valutato positivamente gli sforzi di mediazione portati avanti dagli Stati Uniti e dallo stesso Trump per individuare soluzioni al conflitto. I due presidenti avrebbero espresso apprezzamento anche per le visite a Mosca dei negoziatori statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner, concordando sulla prosecuzione del lavoro attraverso questo canale. Nel colloquio è stato affrontato infine anche il tema dei bambini russi e ucraini separati dalle proprie famiglie. Il leader russo ha preso atto degli sforzi della first lady Melania Trump per favorirne il ricongiungimento.



