Circumvesuviana, l’Antitrust stronca EAV: servizio inadeguato e utenti insoddisfatti

Il nuovo ad Diamantini raccoglie un’eredità difficile

L’Antitrust mette nero su bianco le criticità del trasporto ferroviario gestito da EAV. In una segnalazione inviata alla Regione Campania sull’affidamento in house del servizio, l’Autorità giudica «attualmente inadeguati» i servizi offerti all’utenza sulla base dei risultati registrati nel 2025.

La presa di posizione è contenuta nelle osservazioni deliberate dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato il 28 luglio e trasmesse alla Regione il 30 luglio 2026. Al centro c’è il futuro dell’affidamento dei servizi di trasporto pubblico ferroviario regionale a EAV: il precedente contratto, della durata di sei anni e scaduto il 31 dicembre 2025, è attualmente in proroga emergenziale fino alla fine del 2026.

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La fotografia dell’Antitrust riguarda però quasi interamente una fase precedente all’attuale vertice della società. Pietro Diamantini è stato nominato Amministratore Unico di EAV il 14 luglio, prendendo il posto della precedente governance, ed è quindi alla guida dell’azienda da poco più di un mese. I risultati del 2025 sui quali si fonda gran parte delle valutazioni dell’Autorità non sono riconducibili alla sua gestione. Il documento arriva però nelle primissime settimane del nuovo corso e rafforza l’attesa per una svolta. Al momento dell’insediamento Diamantini ha indicato proprio la linea vesuviana come priorità, fissando tra gli obiettivi il miglioramento della regolarità, della puntualità e dell’affidabilità del servizio.

La proroga in corso è stata motivata dal mancato completamento delle attività necessarie al nuovo affidamento in house e dagli «slittamenti intervenuti nella consegna dei treni», con conseguenze sulla predisposizione del Piano Economico Finanziario e degli altri atti. Secondo l’Antitrust, però, il procedimento si trova ancora in una fase preliminare: devono essere completati diversi adempimenti regolatori, compresa la consultazione del mercato, prima di poter approvare il nuovo affidamento e arrivare alla firma del contratto.

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Il rischio di una nuova proroga

Proprio le tempistiche ancora necessarie portano l’Autorità a una conclusione netta: è «altamente probabile» che la Regione non riesca a completare il nuovo affidamento entro il 31 dicembre 2026. Un’eventuale ulteriore proroga emergenziale, sottolinea l’Antitrust, potrebbe essere giustificata soltanto da circostanze concretamente eccezionali e rischierebbe di impedire il ricorso a gestioni «potenzialmente più efficienti e capaci di offrire servizi maggiormente adeguati all’utenza».

Un prolungamento dello stesso regime potrebbe inoltre produrre squilibri economico-finanziari anche per EAV, perché disposto a parità di condizioni contrattuali e senza un orizzonte temporale adeguato alla programmazione degli investimenti. Da qui l’invito alla Regione a completare rapidamente le procedure, tenendo conto dell’efficienza, della qualità dei servizi, del buon utilizzo delle risorse pubbliche e della tutela della concorrenza.

Il passaggio assume particolare rilievo in vista di un nuovo possibile affidamento in house. L’Antitrust precisa infatti che i risultati della precedente gestione EAV saranno «ingrediente imprescindibile» per motivare il mancato ricorso al mercato: dovranno essere valutati l’efficienza raggiunta, il rispetto degli obblighi contrattuali, la qualità dei servizi, la soddisfazione degli utenti e la capacità di realizzare correttamente e tempestivamente gli investimenti.

Il quadro tracciato dall’Autorità parte anche dalla mole di investimenti in corso, pari a quasi 5 miliardi di euro, con differenti tempi di completamento e comunque non oltre il 2031. Ma, sulla base dei dati qualitativi e quantitativi del 2025 trasmessi dalla Regione, il giudizio sul servizio attuale resta negativo.

Produzione in calo e Circumvesuviana sotto esame

La produzione chilometrica effettuata nel 2025 registra uno scostamento del -7,5% rispetto al Piano Programma e del -29,8% rispetto a quanto pianificato nel PEF. Nel primo trimestre 2026 si è verificata un’ulteriore contrazione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Tra le cause vengono indicate le sospensioni della rete per i lavori in corso, i ritardi dei fornitori nelle commesse per il nuovo materiale rotabile, le avarie agli impianti o ai treni e le limitazioni di velocità imposte per ragioni di sicurezza ferroviaria in attesa dell’adeguamento della rete. L’Autorità richiama così lo stato «fortemente critico» determinato da obsolescenza e vetustà della rete, dei convogli e di altri elementi necessari alla corretta erogazione del servizio.

Nella segnalazione viene ricordato anche il Rapporto Pendolaria 2025 di Legambiente, che inserisce la Circumvesuviana tra le «linee ferroviarie peggiori d’Italia» e indica per il materiale rotabile un’età media di 24 anni, contro i 14,6 anni di Trenitalia.

Alle difficoltà sul fronte dell’offerta si aggiungono quelle rilevate dalla customer satisfaction. Su tutte le linee EAV emerge una scarsa soddisfazione per l’«affollamento» e i «servizi ai disabili». Sulla Circumvesuviana, che concentra oltre l’80% dei viaggiatori complessivamente serviti da EAV, il giudizio negativo riguarda soprattutto «affollamento», «comfort» e «pulizia».

Critica anche la puntualità: nel 2025 sulla Circumvesuviana il ritardo medio ha superato i 5 minuti, mentre il 44,3% dei treni ha accumulato più di 5 minuti e il 6,3% più di 15 minuti. Le linee suburbane hanno invece registrato un ritardo medio superiore a 6,5 minuti.

Cinque milioni di passeggeri in meno e il richiamo alla Regione

Secondo l’Antitrust, i dati sulla puntualità potrebbero peraltro non rappresentare interamente il disagio subito dai viaggiatori: non distinguono tra ore di punta e ore di morbida e misurano soltanto il ritardo alla stazione di destinazione, senza rilevare eventuali criticità maggiori nelle stazioni intermedie più frequentate, nei nodi di interscambio o sui tratti a binario unico.

Il calo dell’offerta e i problemi qualitativi si accompagnano a una domanda che non è ancora tornata ai livelli precedenti alla pandemia. Nel 2024 i treni EAV hanno trasportato 5 milioni di passeggeri in meno rispetto al 2019, pari a una riduzione del 12%, mentre nello stesso periodo il prezzo medio per utente è aumentato di oltre il 30%.

Di fronte a questo quadro l’Autorità esorta la Regione Campania, nella duplice veste di Ente affidante e unico socio dell’operatore in house, ad assegnare «massima priorità» alle attività di vigilanza e controllo. La grande quantità di risorse pubbliche stanziate viene considerata un’occasione per garantire un servizio ferroviario regionale adeguato alle esigenze degli utenti e del territorio.

A preoccupare è anche il fatto che i ritardi nella consegna dei nuovi treni siano già stati indicati come una delle cause della proroga emergenziale fino al 31 dicembre 2026 e delle riduzioni del servizio programmato nel 2025 rispetto agli impegni contrattuali. Nella segnalazione viene inoltre richiamata la quota rilevante di soppressioni registrata nel primo trimestre 2026 e attribuita allo stato di agitazione del personale, elemento che potrebbe incidere anche in futuro sulla realizzabilità del programma di esercizio e del piano degli investimenti.

L’Antitrust chiede quindi alla Regione una «serrata attività di monitoraggio» sulla corretta e tempestiva esecuzione degli investimenti da parte di EAV e richiama la necessità di adottare misure correttive qualora l’andamento della gestione continui a risultare insoddisfacente.

La conclusione è un invito formale alla Regione Campania a comunicare, entro trenta giorni dalla ricezione della segnalazione, le iniziative adottate per affrontare le criticità rilevate. Per Diamantini, appena arrivato alla guida di EAV, è questo il quadro dal quale parte la sfida annunciata sul rilancio della linea vesuviana e sulla maggiore affidabilità del servizio.

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