Corruzione elettorale, Giovanni Toti archiviato nell’inchiesta bis

Non sufficientemente provato il coinvolgimento nel voto di scambio

Non ci sono elementi sufficienti per sostenere il coinvolgimento di Giovanni Toti nel voto di scambio contestato nel filone «bis» dell’inchiesta sulla corruzione in Liguria. Il giudice Giorgio Morando ha quindi disposto l’archiviazione definitiva della posizione dell’ex presidente della Regione.

A chiederla erano stati il procuratore aggiunto Federico Manotti e il sostituto Luca Monteverde, ritenendo non sufficientemente provato il coinvolgimento dell’ex governatore nella vicenda per la quale, tra gli altri, è stato rinviato a giudizio il suo ex capo di Gabinetto Matteo Cozzani. Toti aveva già patteggiato due anni e tre mesi per corruzione, pena convertita in 1.620 ore di lavori socialmente utili. Nel filone «bis», riguardante la corruzione elettorale, è stata archiviata anche l’ipotesi inizialmente formulata di corruzione dell’imprenditore Pietro Colucci.

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Il decreto sulle «imputazioni residuali»

Il provvedimento rientra nel documento definito «omnia», che comprende tutte le cosiddette «imputazioni residuali» legate alla maxi inchiesta sulla corruzione in Liguria. I pubblici ministeri hanno chiesto e ottenuto dal giudice l’archiviazione di singoli episodi di corruzione contestati anche ad altri imputati che avevano già patteggiato o scelto la messa alla prova per le restanti vicende. Tra questi figurano gli imprenditori Aldo Spinelli, che ha patteggiato tre anni e due mesi, e Mauro Vianello, un anno e quattro mesi, oltre all’ex presidente del porto Paolo Signorini, che ha patteggiato tre anni e sei mesi.

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Nello stesso decreto è stata definitivamente archiviata anche la posizione di Antonella Traverso, dipendente dell’autorità portuale inizialmente accusata di omessa denuncia insieme all’allora segretario dell’ente Paolo Piacenza. Cade inoltre, come richiesto dalla procura, l’accusa di corruzione nei confronti di Maurizio Rossi, editore di Primocanale, che aveva chiuso con la messa alla prova l’accusa di finanziamento illecito: le indagini non hanno consentito di provare che fosse consapevole del patto corruttivo tra Toti e il manager di Esselunga Francesco Moncada, che ha a sua volta patteggiato la pena.

Martusciello: «La conclusione è inequivocabile»

Sull’archiviazione interviene Fulvio Martusciello, capogruppo di Forza Italia al Parlamento europeo e segretario regionale del partito in Campania: «L’archiviazione dell’inchiesta che ha coinvolto Giovanni Toti restituisce finalmente giustizia dopo oltre due anni segnati da accuse pesantissime, che hanno avuto profonde conseguenze sul piano politico e personale. Le parole del giudice sono inequivocabili: insussistenza dell’ipotesi di reato e impossibilità di sostenere l’accusa in giudizio».

Secondo Martusciello «non è il momento delle polemiche, ma non si può ignorare ciò che è accaduto. Quando un’inchiesta giudiziaria incide così profondamente sulla vita di una persona e sul corso delle istituzioni e poi si conclude con un’archiviazione, è doveroso interrogarsi sul prezzo pagato nel frattempo. Toti ha lasciato la presidenza della Regione Liguria mentre su di lui gravavano accuse che oggi, alla luce del provvedimento del gip, non possono essere sostenute in giudizio. La giustizia ha fatto il suo corso. Oggi la conclusione è inequivocabile. A Giovanni Toti va la nostra vicinanza».

«Questa vicenda deve rafforzare una battaglia che Forza Italia conduce da sempre: quella per una giustizia realmente garantista, nella quale nessuno venga considerato colpevole prima di una sentenza e un’indagine non possa trasformarsi, di fatto, in una condanna anticipata», conclude.

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