La premier: «A settembre meno tasse e più potere d’acquisto»
«Avrei potuto fare meglio? Certo. Ma avrei potuto fare di più? No». Giorgia Meloni affida a questa formula il giudizio sul proprio operato a Palazzo Chigi e guarda già alla sfida elettorale del 2027. «Penso che questo gli italiani lo vedano, e mi pare che neppure i più critici possano accusarmi di essermi risparmiata». Per la premier bisognerà giudicare «i risultati che abbiamo costruito nel contesto difficilissimo in cui abbiamo operato» e decidere se «quella che abbiamo intrapreso sia la direzione giusta», chiedendosi anche se «il fronte alternativo – che mi pare diviso su tutto – avrebbe fatto meglio».
Nell’intervista al settimanale Chi, Meloni indica anche le priorità per settembre: «Alleggerire le tasse, rafforzare il potere d’acquisto e favorire un’occupazione sempre più stabile», con l’obiettivo di «fare ancora meglio sulle priorità» del governo, escludendo ogni ipotesi di rimpasto. Tra i fronti richiamati ci sono anche il contrasto alla desertificazione dei centri urbani e un approccio «più equilibrato e meno ideologico» sulle questioni ambientali e climatiche.
Rincari e turismo
Sul rischio di nuovi aumenti dei prezzi legati alle guerre, la presidente del Consiglio assicura: «Finora il governo è sempre intervenuto tempestivamente per dare una mano», aggiungendo che «non siamo restati e non resteremo a guardare». Meloni rivendica gli ultimi decreti per ridurre il costo del gasolio, definiti «un unicum in Europa»: «Nessun altro governo europeo è intervenuto così. Poi, certo, se durasse o peggiorasse ancora, dovremmo immaginare soluzioni nuove».
Anche sul turismo la premier difende la linea dell’esecutivo. Di fronte ad «aumenti apparentemente ingiustificati» nelle strutture ricettive, «abbiamo scelto soprattutto di lavorare sulla trasparenza e sui controlli». Quanto alle vacanze sempre più brevi, Meloni parla di «un cambiamento radicale della domanda turistica»: oggi si viaggia «con soggiorni più brevi ma più frequenti», mentre il governo investe «sulla destagionalizzazione e sulla diversificazione dei flussi» per «favorire un turismo più diffuso, far lavorare gli operatori tutto l’anno e contenere i prezzi». L’Italia, aggiunge, «ha prezzi molto competitivi, inferiori a Spagna e Grecia».
«Il rischio è amare l’Italia fino a consumarla»
Sull’overtourism Meloni avverte: «Il rischio è amare l’Italia fino a consumarla». La premier dice di non volere «città d’arte che diventano vetrine senza abitanti, con i residenti costretti ad andarsene e le botteghe storiche sostituite dalla paccottiglia». «Il turismo è una ricchezza enorme, ma va governato, trovando un equilibrio tra residenzialità e ricettività», afferma, ricordando la regolamentazione degli affitti brevi, il lavoro con i Comuni contro l’abusivismo e il sostegno al commercio di qualità e all’artigianato.
Salvini, Piantedosi e Vannacci
Su Matteo Salvini il giudizio è positivo: «Matteo sarebbe un ottimo ministro dell’Interno, lo ha già dimostrato», ma oggi alle Infrastrutture e Trasporti «lo sta facendo con una dedizione incredibile». Meloni difende anche Matteo Piantedosi, che «sta dando il massimo» su sicurezza e immigrazione: «So che la gente si aspetta di più», ma il governo sta consolidando «risultati importanti e strutturali», dal «crollo degli sbarchi» alla diminuzione di omicidi, furti, rapine e femminicidi.
Su Roberto Vannacci, infine, la premier è netta: «Non un problema, perché la democrazia per me non lo è mai. Non una risorsa, perché tutto quello che ho visto finora racconta, purtroppo, un’operazione per favorire la sinistra».




