Saulino presidente del Consiglio, Formicola e il consigliere di FdI vicepresidenti
Il Consiglio comunale di Ercolano ha completato la composizione dell’ufficio di presidenza. Carmela Saulino, consigliera del Partito democratico ed ex assessore alla Sanità, è stata eletta presidente dell’assemblea cittadina durante la prima seduta della nuova consiliatura. È la prima donna a ricoprire l’incarico nella storia del Comune.
Andrea Formicola, esponente di Casa Riformista, è stato scelto come vicepresidente in rappresentanza della maggioranza. La vicepresidenza riservata all’opposizione è stata invece affidata a Luciano Schifone, consigliere di Fratelli d’Italia ed ex candidato sindaco, che ha ottenuto i voti dei consiglieri di minoranza.
Schifone contro la Giunta Garzia
Nel corso del dibattito Schifone ha rivolto un duro attacco ad Antonietta Garzia, alla Giunta e al Partito democratico. «Ci si attendono rassicurazioni capaci di ricostituire quel rapporto di fiducia fra i cittadini e il Consiglio comunale. Probabilmente questo elemento non è stato ancora colto».
Sulla composizione dell’esecutivo ha richiamato la rinuncia a una delega da parte del consigliere De Vito, che avrebbe chiesto una Giunta di alto profilo: «Io non dico che sia di basso profilo, per carità, anche perché non ne conosco i componenti. Certamente, però, altri che conoscono meglio di me la situazione di Ercolano sostengono che non sia di alto profilo».
Severo anche il giudizio sulle linee programmatiche, definite «francamente molto ben condite» e considerate in continuità con la precedente amministrazione: «Voi siete un po’ la prosecuzione di Buonajuto e quindi questo non mi meraviglia».
La «Cenerentola del Miglio d’Oro»
Schifone ha poi richiamato il malcontento riscontrato tra i cittadini durante la campagna elettorale: «Siamo nel Miglio d’Oro, siamo la città che ha dato il nome e consistenza al Miglio d’Oro, perché qui ci sono gli scavi archeologici e le ville vesuviane, eppure siamo percepiti come la Cenerentola del Miglio d’Oro».
Tra le priorità indicate figurano il Piano urbanistico comunale e la rigenerazione di Pugliano. «Vorrei che si parlasse della rigenerazione urbana di Pugliano, perché è fondamentale», ha affermato, proponendo un piano del colore e interventi di rifacimento e restauro delle facciate.
Il caso del Pd di Ercolano
La parte più dura dell’intervento ha riguardato la vicenda esplosa dopo la diffusione del video della festa successiva alle elezioni comunali, alla quale erano presenti il segretario del Pd cittadino e due consiglieri comunali dello stesso partito e un pregiudicato coinvolto in inchieste sulla camorra vesuviana. Dopo la pubblicazione delle immagini, Antonello Cozzolino, Marco Cozzolino e Nancy Scognamiglio si sono autosospesi dal partito, mentre il circolo di Ercolano è stato commissariato e affidato a Giorgio Zinno.
«Da una parte c’è il giustizialismo: intervengono subito il Pd, Ruotolo e De Luca; si nomina Cozzolino e poi si cancella Cozzolino perché, evidentemente, avrebbe fatto qualcosa di grave. Questo soggetto viene commissariato. All’improvviso si svegliano De Luca e Dinacci: “Bisogna commissariare”. Si commissaria con Zinno e poi viene commissariato anche il partito di Castellammare». Schifone ha quindi contestato il successivo richiamo al garantismo: «Dall’altra parte, però, si dice: “No, un momento, noi siamo garantisti. Bisogna vedere, bisogna verificare e bisogna aspettare”».
L’affondo sul pool per la legalità
Il consigliere di Fratelli d’Italia ha espresso stima per i componenti del pool per la legalità istituito da Garzia, sollevando però dubbi sui suoi compiti: «Non si capisce quali siano i suoi poteri, quali siano le competenze e con quali modalità debba esprimersi. C’è qualcosa di schizofrenico anche nel comportamento del sindaco, perché il sindaco non può costituire il pool per la legalità e poi fare finta di niente in Consiglio comunale».
La conclusione è stata affidata alla richiesta di una netta assunzione di responsabilità: «I cittadini si aspettano chiarezza e trasparenza. Si aspettano anche passi indietro, se si vuole salvare la faccia davanti all’opinione pubblica. Prima ancora che arrivino le indagini della magistratura, bisogna compiere quei passi indietro che possono essere salvifici per questo Consiglio comunale, per Ercolano, per la legalità e per la trasparenza».




