Napoli spegne la movida: locali al buio contro il sindaco Manfredi

Il Comune valuta regole uniche e asporto fino a mezzanotte

I locali del centro storico e di Chiaia spengono le luci per tre ore per protestare contro le ordinanze anti-movida emesse dall’amministrazione comunale di Napoli. All’esterno degli esercizi commerciali che hanno aderito alla protesta sono stati accesi dei ceri e affissi manifesti funebri che recitano «Si è spenta tragicamente la città di Napoli e le sue luci per mano del sindaco Gaetano Manfredi e della sua Giunta. Ne danno il triste annuncio i commercianti, i ristoratori, i turisti e i napoletani tutti».

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L’iniziativa arriva dopo l’emissione di altre due ordinanze, gemelle a quella già emessa per piazza San Domenico Maggiore e zone limitrofe, che hanno colpito Chiaia e di nuovo Vico Quercia. I provvedimenti mirano a contenere il rumore antropico, ritenuto eccessivo dal TAR, che ha condannato il Comune al risarcimento dei residenti e ha imposto l’adozione di misure correttive. Le ordinanze prevedono stop alla somministrazione da asporto alle ore 22:30 e chiusure anticipate dei locali all’1:00 in settimana e alle 2:00 nel weekend, con mezz’ora di tolleranza per le pulizie.

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Resterà in vigore fino a settembre in piazza San Domenico e zone limitrofe e fino ai primi di ottobre per le zone di vico Quercia e Chiaia. Piazza Bellini, al momento, resta zona franca, come via Aniello Falcone. Va ricordato però che vico Quercia e piazza Bellini sono state le prime due zone ad essere state investite da ordinanze restrittive emesse dal Comune di Napoli, della durata di due mesi, in vigore fino a Gennaio in Vico Quercia e fino a maggio in piazza Bellini, con orari più rigidi di quelle attuali.

Il caos delle zone franche

Il dibattito è ancora acceso però e le ordinanze restrittive a macchia di leopardo, che coinvolgono solo alcune zone della città, generano caos nelle zone franche. Via Bellini, Quartieri Spagnoli e via Aniello Falcone mantengono alta l’attenzione sul tema. In particolare, un video circolato sui social e diffuso dal deputato Francesco Emilio Borrelli che riprende un’ambulanza che ha difficoltà a transitare in via Aniello Falcone in un giorno in cui la strada pareva particolarmente frequentata, è arrivato all’attenzione del prefetto che immediatamente ha dichiarato l’intenzione di prendere provvedimenti: intensificazione dei controlli e carri attrezzi per liberare la carreggiata e consentire il transito di mezzi di primo soccorso, oltre ad aumento di controlli alle attività commerciali.

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Intanto il sindaco si è espresso ancora una volta sulla necessità di una delibera diffusa che coinvolga tutte le aree di movida. Dopo le convocazioni in Comune degli attori della movida: giovani, residenti ed esercenti, chiamati in audizione in Commissione Polizia Municipale e Legalità, presieduta da Pasquale Esposito (Pd) e le dichiarazioni e le opposizioni di Confcommercio, sembra che la strada si stia spianando per gli esercenti e la direzione sia quella di un regolamento uguale per tutti che preveda, come normativa nazionale, stop all’asporto a mezzanotte e maggiore elasticità sugli orari di chiusura.

Il regolamento, secondo quanto dichiarato dal sindaco, dovrebbe essere un regolamento di indirizzo che consentirà comunque all’amministrazione, laddove necessario, di emettere altre ordinanze restrittive emergenziali in aree specifiche. Ma non solo, torna in auge la volontà dell’amministrazione di delocalizzare la movida al centro direzionale dove a breve saranno disponibili due importanti studentati che potranno ospitare circa 600 giovani. Il provvedimento diffuso, secondo quanto dichiarato dal sindaco, verrà discusso nel prossimo consiglio comunale.

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