Il fratello: «Hanno voluto rovinare il ricordo di mia sorella»
Dopo diciannove anni, Marco Poggi sceglie di parlare. Il fratello di Chiara, uccisa a Garlasco, racconta a Quarto Grado il dolore per quanto è stato detto sulla sorella e sul suo ricordo. L’intervista andrà in onda stasera e alcuni passaggi sono stati anticipati dal programma sui social. Parole dure, arrivate nel pieno della nuova attenzione investigativa e mediatica sul delitto di Garlasco. «Mi son sempre creato una bolla», dice Marco Poggi. Poi lo sfogo: «Si è detto di tutto in quest’anno, si è detto di tutto». Il fratello di Chiara aggiunge: «Si è giocato per un anno sulla morte e sulla vita di Chiara».
Marco Poggi fa riferimento anche alle accuse che lo hanno riguardato: «Essere accusato di essere coinvolto nell’omicidio di Chiara». Poi un passaggio rivolto a chi ha gestito le verifiche sulla nuova pista: «Chi indagava poteva benissimo smorzare alcune piste». E ancora: «Le cose che mi hanno ferito di più alla fine sono quelle che riguardano Chiara e il voler rovinare un po’ il suo ricordo».
La nuova inchiesta sul delitto di Garlasco
Il nome di Marco Poggi compare anche negli atti della chiusura della nuova inchiesta dei pm di Pavia sul delitto di Garlasco. L’indagine vede come indagato Andrea Sempio, amico storico del fratello della vittima, al posto di Alberto Stasi, condannato definitivo.
Inquirenti e investigatori hanno ascoltato Marco Poggi per tre volte nel giro di poco più di un anno. Negli atti, in sostanza, gli viene contestato un atteggiamento ostile verso la nuova indagine, oltre alla modifica di alcuni punti delle sue versioni rispetto a quelle rese nel 2007. Gli viene attribuita anche una difesa a oltranza del commesso e amico dell’adolescenza.
La difesa di Andrea Sempio
Anche nell’ultima testimonianza, resa il 6 maggio scorso, Marco Poggi ha ribadito la propria convinzione: Andrea Sempio non può essere stato l’autore dell’omicidio della sorella. Ha sostenuto inoltre che tra Sempio e Chiara non ci sarebbero mai stati rapporti.
Il fratello della vittima ha spiegato anche di non aver mai visto con Andrea video intimi della sorella e di Alberto Stasi. Proprio la visione di quei video, secondo la Procura di Pavia e i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, sarebbe invece il movente del delitto, perché avrebbe scatenato l’ossessione di Sempio nei confronti della 26enne.




