Truffe agli anziani, la centrale telefonica nel cuore di Napoli: 10 misure cautelari

Ricostruiti 116 episodi

Da una truffa ai danni di un anziano è emerso un sistema molto più ampio: una presunta organizzazione criminale con base nel cuore di Napoli, accusata di aver colpito in diverse regioni italiane per oltre 500mila euro.

Il punto di partenza dell’inchiesta è Tivoli, dove i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia stanno eseguendo, con il supporto del Comando Provinciale di Napoli, un’ordinanza di misure cautelari firmata dal Gip del Tribunale di Tivoli su richiesta della Procura della Repubblica locale.

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Il provvedimento riguarda dieci persone, tutte italiane. Sono indagate per associazione per delinquere finalizzata alla truffa e all’estorsione nella forma aggravata. Un’ipotesi investigativa che, secondo quanto ricostruito, avrebbe assunto dimensioni molto più estese rispetto al primo episodio finito sotto la lente dei militari.

Il sequestro che ha allargato l’inchiesta

L’indagine è nata dopo un nuovo raggiro commesso ai danni di un anziano. La svolta è arrivata con il sequestro di cellulari e schede sim nella disponibilità di uno degli indagati: da quel materiale i carabinieri hanno iniziato a ricostruire contatti, chiamate e collegamenti.

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Quello che appariva come un caso circoscritto ha così cambiato forma. L’attività investigativa ha portato a ipotizzare l’esistenza di una rete organizzata, con un centro decisionale a Napoli e collegamenti operativi capaci di raggiungere diverse regioni italiane.

La base nel centro storico di Napoli

Secondo gli elementi raccolti, gli indagati non avrebbero agito come un gruppo occasionale. Gli investigatori ritengono di avere individuato una struttura stabile, organizzata secondo ruoli e livelli, con figure di vertice incaricate di dirigere le attività.

Il cuore del sistema sarebbe stato un appartamento nel centro storico di Napoli, utilizzato come una sorta di centrale telefonica. Da lì, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbero partite le chiamate e il coordinamento dei raggiri.

Quando i carabinieri hanno individuato l’abitazione, l’attività era ancora in corso. La perquisizione ha consentito di recuperare telefoni cellulari, elenchi telefonici e appunti. Sono stati trovati anche fogli parzialmente bruciati, ritenuti dagli investigatori compatibili con un tentativo di cancellare tracce utili all’indagine.

Le truffe fermate prima del colpo finale

L’irruzione nel presunto covo ha permesso di interrompere decine di truffe non ancora concluse. Un passaggio decisivo, perché ha impedito che altri raggiri arrivassero fino alla consegna di denaro o valori.

Nel complesso, gli investigatori ipotizzano 116 truffe realizzate tra febbraio 2022 e marzo 2023 in più regioni italiane. Il valore attribuito ai raggiri supera i 500mila euro. L’inchiesta, partita da Tivoli e arrivata nel cuore di Napoli, restituisce il profilo di una presunta organizzazione strutturata, capace di trasformare il raggiro telefonico in un sistema seriale e ramificato.

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