Il neo presidente: «Basta cantieri elettorali, serve un piano»
La critica non è solo sui singoli problemi, ma sull’assenza di una rotta chiara. Vittorio Genna, appena eletto presidente dell’Unione industriali di Napoli, chiede a Manfredi e alla Regione di aprire una fase nuova, fondata su piano strategico e ascolto delle imprese.
Il messaggio arriva durante l’incontro con i giornalisti per la presentazione delle linee programmatiche. Genna rivendica il ruolo del mondo produttivo e sollecita un cambio di metodo: «Sto chiedendo fortemente un cambio di passo. Noi vogliamo essere coinvolti, perché abbiamo tutte le potenzialità per dire la nostra. Noi esigiamo, urliamo a gran voce, la necessità di un piano strategico per il Comune di Napoli e per la Regione. Aspetto una risposta sia dal sindaco che dal presidente della Regione».
La richiesta di un piano strategico per Napoli
Il nuovo presidente dell’Unione industriali parte dal rapporto con Palazzo San Giacomo. «Al Comune abbiamo dato grande fiducia all’inizio», osserva Genna, ricordando che «è passato un anno» e che nel frattempo ci sono stati «il Patto per Napoli firmato con Draghi e le misure che il Governo ha messo in campo per la città».
Da qui la domanda politica e amministrativa rivolta al sindaco: «Vorremmo capire quali sono gli scenari futuri, quali sono gli interventi che il sindaco mette in campo». Il punto, per Genna, è la necessità di distinguere tra opere realmente inserite in una visione complessiva e iniziative prive di prospettiva. «Vediamo moltissimi cantieri aperti o in apertura», aggiunge, «non vorremmo che siano dei cantieri elettorali».
Bagnoli, America’s Cup e il nodo del dopo evento
Tra i dossier indicati da Genna c’è Bagnoli, soprattutto in vista dell’America’s Cup. Il presidente degli industriali napoletani sottolinea l’assenza di certezze sul futuro dell’area: «Non abbiamo assolutamente idea di cosa possa succedere a Bagnoli dopo l’America’s Cup».
Il paragone richiamato è quello con Milano: «Quando c’è stato l’Expo a Milano si sapeva già che cosa si sarebbe fatto in quella zona». Genna riconosce che «procedono le bonifiche», ma contesta la mancanza di una prospettiva definita sul resto: «Tutto il resto sono sogni o sono cose che ci daranno? C’è un piano strategico del Comune e della Regione per quest’area o l’America’s Cup diventerà un esempio di come alla fine si utilizza un’area per 6-7 mesi e poi nessuno sa che cosa succede?».
Trasporti, turismo e diportismo: le critiche di Genna
Il giudizio diventa severo anche sui trasporti. «Da cittadino oggi la metro non la prendo», afferma Genna. Il problema, spiega, non riguarda soltanto l’estensione della rete: «È un tessuto di rete metropolitana anche molto capillare, ma il problema è come viene utilizzata, come viene manutenuta e come viene gestita. Ci sono stazioni bellissime, ma che funzionano part-time, perché a una certa ora chiudono».
Altra partita aperta è quella del turismo e del diportismo. Genna chiede chiarezza su un settore che, a suo giudizio, esiste già e produce occupazione: «Non sappiamo assolutamente cosa possa succedere per il settore, un mercato che esiste e che crea occupazione. Un euro investito nel diportismo ne porta otto. Il Golfo di Napoli è primo al mondo per richiesta di approdo da parte dei maxi yacht. Perché non pensare a una Marina che possa accogliere centinaia di posti barca?».
Sul turismo, l’affondo è altrettanto netto. «Non è possibile che l’opera d’arte più visitata a Napoli negli ultimi dodici mesi sia stata il murale di Maradona», dice Genna. Poi il paragone: «È come andare a Roma e visitare le pizzetterie e non il Colosseo».
Il presidente dell’Unione industriali parla a nome di circa 900 imprese, che producono 34 miliardi di fatturato e contano 70mila addetti. Da questa base chiede risposte alla politica, chiamando in causa anche la Regione e il presidente Roberto Fico. «Siamo pronti a essere al fianco della politica», precisa, «ma non in una logica di assistenzialismo, con misure come il reddito di cittadinanza o il bonus edilizio».
Alla critica, Genna affianca una proposta di collaborazione istituzionale. «L’Associazione è pronta a dare una mano», assicura, «a essere presente al fianco delle istituzioni per il territorio». La condizione, però, è che gli imprenditori vengano ascoltati: «Suggerirei di sentire gli imprenditori, che tutti i giorni si misurano con il mercato e cercano delle risposte. Non si può procedere su un piano strategico senza ascoltare questa parte sana della città e della regione e collaborare».




