Indagini serrate per rintracciare i responsabili del colpo
C’è chi spera di non trovare il proprio nome tra quelli colpiti, chi invece teme già di aver perso tutto. Davanti alla filiale Credit Agricole di piazza Medaglie d’Oro, al Vomero, il giorno dopo la rapina è quello dell’attesa e delle verifiche, mentre gli investigatori sono ancora impegnati nella caccia ai banditi che hanno assaltato la banca, svuotato decine di cassette di sicurezza e sono poi fuggiti attraverso le fogne con il bottino.
I clienti si sono rimessi in fila già nella notte e da questa mattina vengono fatti entrare uno alla volta per consegnare le chiavi e fornire al personale dell’istituto i dettagli relativi alle proprie cassette. L’accesso al caveau, però, resta ancora interdetto per i controlli in corso della Scientifica. Per avere un quadro preciso serviranno 48 ore: solo allora sarà possibile sapere quali cassette siano state portate via o forzate e se il contenuto di quelle rimaste sia ancora integro.
La dinamica del colpo nella banca del Vomero
La rapina è stata messa a segno intorno alle 12. In tre, con il volto coperto, sono entrati nell’istituto di credito dall’ingresso principale dopo essere arrivati sul posto, verosimilmente, a bordo di un’Alfa Romeo Giulietta nera. All’interno della banca, da un locale nei pressi del caveau, sono poi sbucate dalle fogne almeno altre due persone. Al momento non è ancora chiaro se il gruppo fosse composto da cinque o sei banditi.
Almeno un paio di loro erano armati. I militari hanno infatti sequestrato due pistole che si sono poi rivelate armi sceniche. Dopo aver radunato tutte le persone presenti, 25 in tutto tra dipendenti e clienti, in un ufficio, il commando è passato all’azione. Intanto qualcuno, all’esterno della filiale, si è accorto che qualcosa stava accadendo all’interno della banca e sul posto sono arrivati i carabinieri, mentre piazza Medaglie d’Oro veniva presidiata dalle forze dell’ordine.
Poco dopo sono giunti anche il procuratore di Napoli Nicola Gratteri, il procuratore aggiunto Pierpaolo Filippelli, coordinatore della VII sezione, il comandante provinciale dei carabinieri di Napoli Biagio Storniolo e il sostituto procuratore Domenico Musto.
Il caveau, gli ostaggi liberati e la fuga nelle fogne
Nel frattempo i malviventi sono riusciti a entrare nel caveau. Non è ancora chiaro se abbiano costretto qualcuno dei dipendenti ad aprirlo. Una volta dentro, usando attrezzi da scasso, hanno divelto decine e decine di cassette di sicurezza, portando via tutto quello che trovavano all’interno. Il bottino resta ancora da quantificare, ma il timore è che possa essere particolarmente ingente.
Mentre i banditi erano all’opera nel seminterrato, i vigili del fuoco, individuato il punto esatto in cui si trovavano gli ostaggi, si sono aperti un passaggio in un vetro blindato. A quel punto i carabinieri hanno consentito alle 25 persone bloccate in quel locale di tornare libere. Tutti sono apparsi provati e qualcuno ha chiesto l’aiuto dei sanitari, ma nessuno ha ritenuto necessario il trasferimento in ospedale. Tutti, inoltre, sono stati preventivamente identificati.
Successivamente sono arrivati anche i militari del Gis, appositamente allertati. Una volta entrati nella banca, hanno fatto esplodere le cosiddette «flash-bang», o granate stordenti, esplosivi non letali utilizzati dalle forze speciali e di polizia per disorientare i malviventi. Ma all’interno dell’istituto non c’era ormai più traccia dei rapinatori, già riusciti a fuggire attraverso le fogne con la refurtiva, passando dal foro utilizzato per entrare.
Le verifiche sui clienti e il dolore per ciò che è andato perduto
La mattina successiva è quella della conta dei danni. Molti clienti, osservando le immagini già diffuse, hanno intuito che la propria cassetta potrebbe essere stata forzata. All’uscita dalla filiale si alternano così sollievo e disperazione: c’è chi scopre di non aver subito danni e chi invece prende atto di aver perso beni preziosi e ricordi di una vita.
Non mancano momenti di tensione, anche perché i rapinatori sono riusciti a dileguarsi. «Abbiamo perso tutti i ricordi di nostro padre», racconta una donna dopo aver scoperto che la sua cassetta è stata aperta. «Speravamo che, con lo spiegamento di forze, almeno riuscissero a fermare i malviventi con la refurtiva. È diventato troppo facile rapinare una banca, incredibile».
Dalla visione delle immagini di videosorveglianza interne, inoltre, è emerso che i banditi sono entrati in azione coprendosi il volto con dei collant. Un dettaglio che si aggiunge a un assalto ancora in parte da ricostruire, mentre al Vomero proseguono le indagini e resta aperta la caccia all’uomo.




