Pnrr, Meloni rivendica il primato italiano: «All’altezza del compito»

Raggiunti 416 traguardi, ora il governo punta alla decima rata

Dal governo arriva una rivendicazione netta sull’attuazione del Pnrr: l’Italia ha tenuto il passo, mantenendo nel tempo il primato europeo. È il messaggio lanciato da Giorgia Meloni, che ha aperto l’evento «L’Italia del Pnrr» con un videomessaggio dedicato allo stato di avanzamento del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

«Poco meno di quattro anni fa abbiamo ereditato una grande responsabilità: portare avanti il Piano di ripresa e resilienza più consistente d’Europa, sia dal punto di vista finanziario che degli obiettivi da raggiungere», ha ricordato la presidente del Consiglio. Una sfida, ha aggiunto, «che alcuni consideravano molto complessa, altri addirittura proibitiva, qualcuno perfino impossibile da vincere».

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Meloni ha rivendicato la scelta del governo di intervenire subito sul Piano: «Non ci siamo scoraggiati, ci siamo messi subito al lavoro. Pancia a terra, fin dal primo istante». La premier ha spiegato che il primo passaggio è stato fare «quello che avevamo promesso e che molti credevano impraticabile», cioè «rivedere il Piano e adattarlo alle nuove priorità dell’Italia».

Il confronto con Bruxelles ha consentito di intervenire sugli obiettivi e sulle criticità: «Dialogando con la Commissione europea abbiamo rivisto gli obiettivi, corretto le criticità, integrato il Piano con il REPowerEU, cioè con gli investimenti sulla sicurezza energetica». Da qui è nato «il nuovo Pnrr italiano», definito dalla premier «un piano più coerente, più capace di rispondere ai bisogni concreti dei cittadini, delle famiglie e delle imprese».

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La tabella di marcia e l’ultimo miglio

La presidente del Consiglio ha collegato l’avanzamento del Piano anche alla governance costruita in questi anni: «Da quel momento in poi, anche grazie alla nuova governance di sistema che abbiamo costruito, non ci siamo più fermati e abbiamo speso ogni giorno per costruire le condizioni affinché ogni investimento, ogni progetto, ogni cantiere potesse essere avviato».

Il percorso, ha ammesso Meloni, «non è stato ovviamente un cammino semplice». Ma il governo ha rispettato le scadenze: «Abbiamo rispettato la tabella di marcia e oggi possiamo rivendicare con un pizzico di orgoglio che siamo stati all’altezza del compito».

La premier ha poi richiamato il contributo complessivo delle istituzioni coinvolte: «Grazie all’impegno corale del Sistema Italia – dei Ministeri, delle Amministrazioni centrali, delle Regioni, delle Province, dei Comuni e dei soggetti attuatori – siamo riusciti in questi anni a tenere sempre il passo». Ed è in questo quadro che «l’Italia ha raggiunto e mantenuto nel tempo il primato europeo nell’attuazione del Piano».

I numeri confermano il primato italiano: 166 miliardi di euro ricevuti, 416 traguardi raggiunti e 660mila progetti finanziati. Di questi, 550mila risultano conclusi, mentre circa 100mila sono in fase avanzata di realizzazione. Un primato, ha sottolineato Meloni, che «trova corrispondenza nei numeri che abbiamo maturato finora e che continueranno a crescere nelle prossime settimane e nei prossimi mesi».

Ora si apre la fase finale: «Non ci rimane da fare l’ultimo miglio, probabilmente il più impegnativo». Meloni ha usato una metafora sportiva per indicare il passaggio decisivo: «Questo è il momento decisivo, nel quale bisogna dare il massimo e spingere il più possibile sull’acceleratore». Il traguardo, ha concluso sul punto, «è in vista, e manca davvero pochissimo per tagliarlo».

La revisione del Piano e la decima rata

La premier ha rimarcato anche il patto assunto con il Paese: «Agli italiani avevamo promesso che avremmo prima migliorato il Pnrr e che poi lo avremmo attuato, passo dopo passo». Un impegno portato avanti «senza fermarci mai, neanche davanti agli imprevisti più grandi», perché «gli impegni coi cittadini vanno rispettati. Sempre e a qualunque costo». Per questo, ha aggiunto, «oggi, senza timore di smentita, possiamo dire che il Pnrr non è più qualcosa di astratto». A rivendicare il valore del Piano è stato anche il ministro Tommaso Foti, secondo cui il Pnrr «è il più grande intervento che l’Italia abbia avuto negli ultimi 50 anni» e, proprio per questo, «non si può parlarne male».

Foti ha difeso inoltre la revisione del Piano portata avanti dall’Italia «tra i fischi dell’opposizione». Per il ministro, «i fatti dimostrano che se non fossimo intervenuti probabilmente oggi non avremmo da poter dire che il nostro obiettivo futuro è la decima rata». La prossima tappa riguarda appunto la decima rata, legata a 159 obiettivi. Se saranno raggiunti, ha spiegato il ministro, l’Italia potrà ottenere la liquidazione di 28,4 miliardi di euro, somma collegata al conseguimento dei target previsti.

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