Governo, Gianmarco Mazzi è il nuovo ministro del Turismo

Era sottosegretario alla Cultura

Il turismo italiano passa nelle mani di Gianmarco Mazzi: già sottosegretario alla Cultura, è stato scelto per sostituire Daniela Santanchè, dimessasi nei giorni scorsi sotto pressione politica. Mazzi prende il posto della ministra uscente, che aveva lasciato il dicastero la settimana scorsa dopo le pressioni di Palazzo Chigi. «Il turismo è un mondo ricco di fascino e grandi professionalità che richiede cura attenta perché rappresenta un pilastro dell’economia italiana. Sono onorato di questo incarico e ringrazio il Presidente della Repubblica e il Presidente del Consiglio per la fiducia accordatami» ha dichiarato dopo il giuramento al Quirinale.

Nato a Verona il primo luglio 1960, città nella quale ha sempre risieduto, il nuovo ministro del Turismo ha compiuto studi classici e si è laureato in Giurisprudenza con una tesi di diritto amministrativo dal titolo «L’intervento pubblico nel campo dello spettacolo fra promozione culturale e mercato».

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Dalla Nazionale Cantanti alla tv

Nel 1981, come ricorda la biografia ufficiale pubblicata sul sito del ministero della Cultura, prende parte al «Primo Corso di Direzione per Societa’ Sportive» organizzato dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio presso il Centro di Coverciano. Nello stesso anno avvia, insieme a Mogol, Gianni Morandi e Gianluca Pecchini, il progetto di solidarietà della «Nazionale Cantanti», esperienza che lo avvicina al volontariato italiano e internazionale.

Dal 1984 si dedica ad attività culturali e manageriali nel mondo della televisione e dell’entertainment. Tra gli anni Ottanta e Novanta collabora, fra gli altri, con Caterina Caselli, Fabrizio De Andre’, i Pooh, Gianni Morandi e Adriano Celentano. Nel 1992 promuove a Los Angeles l’incontro tra Morandi, Eros Ramazzotti e Michael Jackson e, nello stesso anno, organizza a Roma con la Nazionale Cantanti «La Partita del Cuore», destinata a diventare un appuntamento fisso di Rai1.

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Negli anni successivi cura progetti televisivi e artistici di primo piano, partecipa alla realizzazione di trasmissioni come «Rock Cafe’» e «Francamente me ne infischio», collabora all’album «Mina Celentano» e segue varie produzioni legate a Celentano.

Sanremo, Arena di Verona e incarichi istituzionali

Nel 2000 organizza all’Olimpico di Roma la «Partita del Cuore per la pace», alla presenza del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, di Shimon Peres, di Yasser Arafat e di personalità dello sport e dello spettacolo come Pele’, Michael Schumacher e Sean Connery.

Nel 2003 si reca a Baghdad con la Croce Rossa Italiana, Gianni Morandi e Luca Barbarossa per portare aiuti umanitari. Per questa iniziativa la delegazione riceverà il «Manforpeace Award», consegnato il 28 novembre 2003 in Campidoglio a Roma dal Dalai Lama e da Mikhail Gorbaciov.

Nel luglio 2003, da consigliere del direttore generale della Rai, sovrintende all’organizzazione del Festival di Sanremo. L’anno successivo svolge attività di consulente per il ministero delle Comunicazioni e dal 2004 firma sei direzioni artistiche del Festival di Sanremo, nelle edizioni di Paolo Bonolis, Giorgio Panariello, Antonella Clerici e Gianni Morandi.

Nel suo percorso figurano anche la promozione dell’opera musicale «Giulietta e Romeo» con Riccardo Cocciante, gli eventi televisivi con Dario Fo, il talent show «The Voice», l’opening di Expo 2015 a Milano, il progetto «La notte di Vasco», «SanremoYoung», la collaborazione alle edizioni di Sanremo guidate da Amadeus, «The Voice Senior» e diverse produzioni per Fondazione Arena di Verona.

Dal 2017 al 2022 ricopre il ruolo di direttore artistico e amministratore delegato della società che all’Arena di Verona gestisce le attività televisive e live all’Anfiteatro. Dalla nascita del governo Meloni, nell’autunno del 2022, è sottosegretario alla Cultura. Ora passa alla guida del ministero del Turismo.

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