Roma si muove per ridurre i rischi legati alla crisi nel Golfo
In un contesto internazionale segnato dall’incertezza e da una crisi energetica che mette in difficoltà numerosi Paesi, Giorgia Meloni vola in Algeria per giocare d’anticipo e rafforzare i rapporti con un partner considerato strategico per l’Italia.
La visita della presidente del Consiglio ad Algeri si concentra sui nodi più delicati del momento: la tenuta delle forniture energetiche, la stabilità del Mediterraneo, le crisi aperte tra Medio Oriente e Golfo Persico e il rafforzamento della cooperazione tra i due Paesi. Al centro della missione c’è soprattutto il confronto con il presidente della Repubblica Abdelmadjid Tebboune su dossier che Palazzo Chigi considera prioritari.
La trasferta è breve, la seconda ufficiale di Meloni in Algeria, ma l’agenda è serrata. Dopo un colloquio diretto durato quasi due ore con Tebboune e le successive dichiarazioni congiunte, la premier ha preso parte a una colazione di lavoro con le delegazioni. Nessun punto stampa finale: gli impegni ravvicinati hanno imposto una ripartenza immediata verso l’aeroporto, subito dopo l’uscita da El Mouradia, il palazzo della presidenza algerina dalla tipica architettura arabo-andalusa.
Energia e rapporti bilaterali al centro della visita
Nel bilancio della giornata, Meloni rivendica un nuovo impulso ai rapporti bilaterali, che definisce già «al massimo livello». In questo quadro si inserisce anche il rafforzamento del legame tra Eni e Sonatrach, il colosso algerino del petrolio e del gas, destinato secondo la premier a produrre effetti concreti sul piano degli approvvigionamenti. «In prospettiva, consentirà anche in prospettiva di rafforzare il flusso di fornitura di gas dall’Algeria all’Italia», afferma infatti la presidente del Consiglio.
Prima di lasciare la sede della presidenza algerina, Meloni ribadisce inoltre l’«assoluta importanza strategica» dell’Algeria e spiega di avere affrontato con la controparte tutti i principali snodi che riguardano sia il quadro internazionale sia la collaborazione tra Roma e Algeri. Una centralità che si misura soprattutto sul fronte energetico, reso ancora più sensibile dalla strozzatura dello Stretto di Hormuz, che sta interrompendo circa il 20% del flusso globale di petrolio e gas.
In questo scenario, la premier annuncia l’intenzione di ampliare il terreno della cooperazione: «lavoreremo, anche su nuovi fronti come lo shale gas, e l’esplorazione offshore». Da qui anche il valore politico che Meloni attribuisce all’intesa tra i due Paesi: «Quando l’instabilità è crescente e le certezze diminuiscono, il rapporto Italia-Algeria resta una straordinaria certezza». Un rapporto che la presidente del Consiglio descrive come fondato su «un’amicizia antica e profonda» perché, ricorda, «l’Italia e l’Algeria si sono date una mano tante volte e ognuna c’è stata per l’altra, sempre, nel momento del bisogno».
Camera di Commercio, Transmed e nuovi settori di collaborazione
Secondo Meloni, il lavoro portato avanti negli ultimi anni con Tebboune ha consolidato ulteriormente questo asse. «Con il presidente Tebboune abbiamo lavorato per rendere questa amicizia ancora più forte e oggi penso di poter dire oggi che il rapporto tra le nostre nazioni non è mai stato così solido e così proficuo», osserva la premier, aggiungendo che questa relazione può «diventare sempre di più un modello da seguire».
Tra i passaggi indicati come più significativi c’è il progetto per la nascita della prima Camera di Commercio Italia-Algeria, che per Meloni dovrà diventare uno «strumento stabile per liberare il potenziale che è ancora inespresso nelle nostre relazioni». Nella stessa logica si colloca anche il lavoro preparatorio per «un nuovo vertice intergovernativo che, a questo punto, vorremo organizzare più velocemente possibile».
La cooperazione, nelle intenzioni dei due governi, non si fermerà però al gas. Meloni indica infatti un ventaglio più ampio di settori: «dallo sviluppo delle energie rinnovabili, alle realizzazioni di infrastrutture strategiche, che sono sempre più capaci di unire le due sponde del Mediterraneo, aumentando anche, ovviamente – ha sottolineato Meloni – la sicurezza energetica». A queste direttrici si aggiunge il ruolo del Transmed, il gasdotto che collega Italia e Algeria fin dagli anni ’80. Proprio su quel precedente la premier insiste per sottolineare la prospettiva di nuovi avanzamenti comuni: con Transmed, ricorda, «siamo stati dei pionieri e l’idea è che lo si possa essere ancora».
Per Roma, dunque, l’Algeria si conferma un «partner affidabile» non soltanto per l’Italia ma anche per l’Europa. Un giudizio condiviso anche dal presidente Tebboune, che riferisce di avere affrontato con Meloni, oltre alla guerra in Ucraina e al conflitto nel Golfo Persico, anche il capitolo della collaborazione «nella lotta al traffico di essere umani e per la sicurezza nel Mediterraneo» e quello della stabilizzazione del Medio Oriente.
Medio Oriente, Iran-Usa, Ucraina e migrazioni
Sul versante delle crisi internazionali, Meloni si sofferma anzitutto sul confronto tra Iran e Usa. «Chiaramente credo che l’ipotesi di colloquio in corso» tra i due Paesi «costituirebbe un’ottima notizia», afferma, confermando che «l’Italia intende sostenere, anche grazie alla solida rete di relazioni che ha con le nazioni del Golfo, ogni iniziativa che possa riportare stabilità nell’area».
Nel faccia a faccia con Tebboune, aggiunge la premier, si è parlato anche della crisi in Medio Oriente, una crisi che «coinvolge tutti» e che, se dovesse protrarsi, rischierebbe di scaricare conseguenze economiche e sociali soprattutto sui Paesi più fragili, a partire da quelli del continente africano. Per questo, l’auspicio condiviso dai due leader è quello di una de-escalation «rapida e immediata».
Sul fronte ucraino, Meloni conferma invece la linea italiana già espressa in altre sedi: «per quello che ci riguarda, continuiamo a ripetere il nostro massimo impegno per arrivare a una pace giusta e duratura che restituisca in poco tempo un futuro di prosperità».
Un altro passaggio del colloquio riguarda il controllo dei flussi migratori. La presidente del Consiglio ringrazia Tebboune per una collaborazione che definisce decisiva: «se in questi anni siamo riusciti ad abbattere il numero degli illegali e delle morti in mare nel Mediterraneo questo – ha riconosciuto – lo dobbiamo anche a una solidissima cooperazione con l’Algeria».
La missione ad Algeri viene così presentata come un tassello cruciale del Piano Mattei per l’Africa, in un Paese descritto come dotato di un’economia dinamica e sempre più integrata con quella italiana. L’obiettivo indicato da Meloni è consolidare uno sviluppo reciproco e condiviso, a partire dall’energia, «intesa come opportunità tanto per chi la produce e per chi – conclude – la consuma».




