Carburanti in salita, il Governo pensa a colpire gli extraprofitti del petrolio

Possibile intervento nel prossimo Consiglio dei ministri di fine mese

Dalla tassa sugli extraprofitti ai buoni benzina per le famiglie più fragili, il Governo mette in fila quattro linee di intervento per contenere l’urto dei rincari energetici. Sullo sfondo c’è la guerra in Iran, che ha riacceso la pressione sui prezzi dei carburanti e costretto l’esecutivo ad accelerare il confronto su misure ritenute sostenibili per proteggere cittadini e sistema produttivo.

Aiuti e tassa sugli extraprofitti

Tra le ipotesi tornate al centro del dibattito c’è anche una nuova tassazione sugli extraprofitti delle aziende energetiche. A rilanciarla è stato il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini, che ha indicato la possibilità di un ulteriore intervento «fiscale o normativo» contro le speculazioni. «Abbiamo tassato le banche, possiamo anche tassare gli extraprofitti delle compagnie petrolifere», ha detto, annunciando per domani in prefettura a Milano un confronto con 14 compagnie del comparto, tra cui Eni, Ip, Tamoil, Q8, le pompe bianche e altri operatori.

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Il messaggio politico è netto. «Se c’è qualcuno che sta speculando non sono disponibile a tollerarlo», ha aggiunto Salvini, mentre il Governo prova a costruire una risposta che tenga insieme sostegno sociale, tutela delle imprese e tenuta dei conti pubblici.

Secondo il ministro delle Imprese Adolfo Urso, il pacchetto di misure allo studio per «iniziare a dare una scossa» potrebbe approdare nel prossimo Consiglio dei ministri, atteso a fine mese. Le direttrici individuate, al momento, sono quattro. La prima riguarda un intervento per le famiglie meno abbienti, che potrebbe ricalcare il modello già utilizzato nel 2023 con i buoni benzina caricati sulla carta «Dedicata a te». La seconda punta a introdurre un credito d’imposta per gli autotrasportatori.

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La terza prevede aiuti alle aziende colpite dai rincari dell’energia, misure che potrebbero trovare spazio attraverso un emendamento al decreto Bollette ora in fase di conversione alla Camera. La quarta, infine, guarda alle imprese esportatrici, con uno schema di sostegno ispirato a quello adottato dopo i dazi imposti dagli Stati Uniti lo scorso anno. Il nodo più delicato resta però quello delle risorse necessarie a finanziare gli interventi.

Prezzi alla pompa in aumento e nuovi rialzi attesi

Intanto i numeri confermano che la tensione sui carburanti non si è ancora allentata. Le medie nazionali dei prezzi praticati alla pompa hanno registrato questa mattina un lieve aumento sia per la benzina sia per il gasolio. Ma il quadro potrebbe peggiorare già da domani. Secondo Staffetta Quotidiana, infatti, i listini dovrebbero tornare a salire con maggiore decisione, spinti dai nuovi rialzi che si registrano sui prezzi consigliati dei principali marchi.

A correre sono soprattutto le quotazioni dei prodotti raffinati, mentre il petrolio, pur in calo, resta comunque sopra i cento dollari. In base ai dati comunicati dai gestori all’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy ed elaborati dalla Staffetta, rilevati alle 8 di ieri mattina, la benzina self service si attesta a 1,842 euro al litro, in aumento di un millesimo, mentre il diesel self service sale a 2,071 euro al litro, anch’esso con un incremento di un millesimo. La benzina servito arriva a 1,975 euro al litro, con due millesimi in più, e il diesel servito tocca i 2,203 euro al litro, in rialzo di tre millesimi.

Sulle autostrade i valori restano ancora più elevati: la benzina self service costa 1,929 euro al litro, con il servito a 2,179 euro; il gasolio self service è a 2,135 euro al litro, mentre il servito arriva a 2,388 euro.

Dai campi alla pesca, i rincari si scaricano su filiere e consumi

L’aumento del costo dei carburanti non si ferma alle stazioni di servizio. I primi effetti sul carrello della spesa sono già visibili. Borsa Merci Telematica Italiana ha segnalato rincari degli ortaggi provenienti dal Sud Italia e dalla Sicilia anche oltre il 30%. Rispetto alla settimana precedente, i pomodori segnano un +31,9%, le melanzane +20%, le zucchine +12,7% e i peperoni +6,2%.

Sul fronte agricolo, Coldiretti ha presentato una denuncia in Procura contro le speculazioni sul gasolio agricolo, passato da 0,85 euro al litro a punte di 1,30 euro. La tensione investe anche il comparto della pesca. Secondo un’analisi elaborata da Confcooperative Fedagripesca per ANSA, uscire in mare può comportare un aggravio superiore a 1.100 euro al giorno, mentre il pieno in banchina può costare da 400 euro in più fino a 4.400 euro, a seconda delle dimensioni dell’imbarcazione. Le ricadute finali sui consumatori, in questo scenario, potrebbero tradursi in aumenti fino al 30%.

Parallelamente proseguono i tavoli di confronto convocati dal Governo. Urso ha riunito il primo tavolo permanente delle Pmi e dell’artigianato per fare il punto sugli effetti della crisi in Medio Oriente e del blocco dei traffici commerciali verso i Paesi del Golfo, mercati ritenuti particolarmente «importanti» per esportazioni e investimenti. I dati dell’Ice mostrano che nel 2025 le vendite italiane in Medio Oriente hanno raggiunto i 28,3 miliardi di euro, con una crescita del 7,2% rispetto al 2024.

Sul piano strategico di più lungo periodo, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin continua invece a guardare al nucleare, chiedendo che venga inserito nella tassonomia Ue come investimento sostenibile.

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